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Il cruscotto

                               LE COOPERATIVE

Angelo2
 

L’articolo odierno apre con una informazione di servizio:

In San Michele Salentino, vivace cittadina e importante meta turistica del brindisino, ove si svolge il festival del fico mandorlato “che ficata!”,

oggi 9/9/19 alle ore 18,30, presso la PINACOTECA COMUNALE,

si svolgerà un incontro accreditato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Brindisi (nr. 2 crediti per la formazione continua) in collaborazione con l’Amministrazione comunale e con confcooperative/ Brindisi.

Il tema trattato:

LE COOPERATIVE SOCIALI DOPO LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE E DEL CODICE DEGLI APPALTI.

L’aspetto che mi interessa sottoporre all’attenzione dei lettori riguarda l’impatto che il codice della crisi e dell’insolvenza (CCII) ha “con il mondo cooperativistico” oltre al pensiero di valenti professionisti e operatori del settore sull'odierna manifestazione.

L’art. 379 del CCII (Codice della Crisi e dell’Insolvenza), modificando l’art. 2477 c. c., ha eliminato una discrasia che esisteva nell’art. 2543 c.c. in quanto il legislatore aveva dimenticato di sostituire le parole “collegio sindacale” con “l’organo di controllo o revisore”.

Nella nuova versione del 2477 c. c., in vigore già dal 16 marzo u. s., si stabiliscono al 3 c. le norme per la nomina dell’organo di controllo o del revisore anche per le cooperative esistenti alla data di entrata in vigore del decreto.

E’ bene fare attenzione sul fatto che, prima di applicare le disposizioni del 2477 c. c., bisogna tener presente quanto stabilisce l’art. 2519 c. c. (norme applicabili).

La regola generale vuole che le cooperative adottino un comportamento secondo il modello SpA (nomina dell’Organo di controllo e revisore contemporaneamente – se obbligate) e solo nel caso in cui non siano superati i parametri del 2519 c. c., possono adottare il modello srl.

In parole povere, solo una fascia ristretta di cooperative potrà adottare le regole modello srl (se previsto dallo statuto sociale) per la nomina dell’organo di controllo/revisore perchè:

  • o non superano i parametri e quindi non c’è nomina (salvo specifici obblighi statutari);
  • o perché obbligati ad applicare il modello SpA.

Passando all’argomento del convegno, interpellato il Dott. Giovanni Fabio AIELLO – Presidente ODCEC di Brindisi ha evidenziato che queste iniziative sono preziose assai perché divulgano la materia cooperativistica.

Il codice della crisi e dell’insolvenza di recente approvazione, relativamente ai sistemi di controllo riguardo anche alle cooperative, è l’ennesima prova che il legislatore, conscio della debolezza del sistema pubblico di indirizzo e di verifica del rispetto dei parametri di vitalità aziendale, delega ed addossa ai professionisti l’onere e le responsabilità che un simile controllo richiede.

Già in campo tributario questa pessima abitudine è vissuta dai commercialisti da alcuni lustri e non sembra ci siano volontà legislative per un'inversione di tendenza.

Il sindaco Giovanni ALLEGRINI, complimentandosi per l’iniziativa e contento per averla patrocinata, ha detto che l’evento sul cooperativismo è uno strumento particolarmente utile nelle piccole comunità come quella di San Michele Salentino che rappresenta, tra l’altro, una occasione per divulgare la potenzialità del mondo cooperativistico ai tanti giovani che non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Aggiunge l’assessore al bilancio Dott. Michele CORDARI – commercialista, che sarebbe auspicabile che la cultura cooperativistica si orientasse, in questo territorio, verso le grandi cooperative sociali in quanto le piccole realtà oggi presenti sul territorio locale stentano a stare sul mercato vuoi per scarsa competitività, vuoi per mancanza di risorse finanziarie rispetto alle grosse cooperative sociali.

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Anche il relatore Dott. Vincenzo De BERNARDO – Direttore Confcooperative Federsolidarietà ha evidenziato che oggi, ancora più di ieri, si ha necessità che i territori possano avere servizi adeguati per gli anziani, per i bimbi, per le famiglie che da solo l’ente pubblico non può assicurare.

Si ha anche bisogno di luoghi di inserimento lavorativo ed opportunità di lavoro per i giovani.

Tramite la cooperazione sociale tutto ciò può essere realizzato, sia nei settori più tradizionali come il sociale, l’educativo, i servizi di igiene ambientale, sia attraverso ulteriori attività come quelle dell’agricoltura sociale, della gestione e fruizione dei beni culturali, ed in tanti altri campi dove è possibile coniugare il lavoro con tutto ciò che è necessario realizzare per la comunità.

Oggi la cooperazione sociale è uno dei pochissimi settori a livello nazionale che incrementa l’occupazione.

Le parole del moderatore Dott. Eugenio CASCIONE – direttore e revisore di confcooperative  hanno sottolineato che le cooperative sociali sono le forme di impresa che maggiormente si sono diffuse in Italia per l’assolvimento di servizi di interesse collettivo in questo ultimo periodo.

La legge 8/11/91 nr. 381 che le ha istituite ha riconosciuto loro l’importanza della funzione sociale che esse assolvevano e assolvono ancora oggi nella società attraverso la loro istituzionalizzazione.

Il D. Lgs 3/07/17 nr. 112 (riforma del terzo settore) ha riconosciuto alle cooperative sociali la capacità di mantenere nel corso del tempo la spiccata propensione all’innovazione dei servizi che ne ha favorito il rapido sviluppo nel corso di questi ultimi anni.

Il legislatore, infatti, ha rafforzato il ruolo delle cooperative sociali, che pur mantenendo la loro distinzione iniziale (tipo “A” e “B”) ha ampliato il loro ambito di azione inserendole come attrici principali tra gli “enti del terzo settore”.

Anche nel nuovo codice degli appalti le cooperative sociali assumono un ruolo fondamentale e diventano interlocutrici fondamentali per gli enti locali.

Anche per sentire il pensiero di operatori di altra regione d’Italia (Friuli - Venezia Giulia), ho interpellato il Rag. Lucio BOT,  Presidente della società cooperativa “ESIBIRSI” di Pordenone sul tema in questione, il quale ha affermato che il sistema cooperativistico è ottimale per favorire lo sviluppo di tutte le piccole energie che senza l’unione di sforzi non potrebbe diversamente operare sul mercato.

Il codice della crisi e dell’insolvenza, però, ha nel suo seno un “ingorgo” di regole che non ne agevolano il funzionamento, bensì mortificano l’operatività quotidiana scoraggiando gli operatori di buona volontà.

Mi riferisco in particolare alle incombenze a carico dell’organo di controllo /revisione.

Di troppe regole si può morire, quindi un organo di controllo/revisione snello e mirato è da preferire ad inutili burocrazie che creano solo difficoltà operative.

Potete inviare i Vostri quesiti a: angelo@andriuloweb.it

Oppure all’Associazione culturale “Per saperne di più”: info@persapernedipiu.it

 

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