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Imprese e Professioni
Decreto Liquidità DL 23/2020. Ma quanti sono davvero i soldi disponibili?

Decreto Liquidità

Quanti sono davvero i soldi disponibili? ... e soprattutto ... conviene attendere o conviene affrettarsi a richiedere il prestito alla banca?

Facciamo seguito alle lunghe discussioni di questi giorni per chiedere all'ing. Davide Pracchi un consiglio equilibrato per la platea dei potenziali soggetti interessati a richiedere un prestito secondo quella che tutta la stampa specializzata definisce "sostegno finanziario alle imprese messe in ginocchio dall’emergenza" o anche eufemisticamente "un'iniezione di liquidità nel sistema produttivo del Paese".

Parliamo quindi a quelli che in termini tecnici si definiscono "i borrower", Pmi e Partite Iva, che da queste nuove disposizioni si attendono un vero aiuto.

Ing. Pracchi, lei conosce in modo particolarmente approfondito gli equilibri che si instaurano fra sistema bancario e clientela. Quanto le sembra che questo decreto abbia centrato l'obiettivo?

"Premetto che il presente commento non si propone di analizzare tutto il DL 23/2020 bensì solo l’art. 13: quello più direttamente legato alla clientela (Pmi e Partite Iva) con la quale tratto quotidianamente e di cui conosco molto bene le esigenze.

In estrema sintesi è ormai noto che il Governo non mette a disposizione liquidità a favore di società e Partite Iva. Quello che il Governo ha fatto è ridare nuovo lustro al Fondo di Garanzia, Fondo già ben presente a supporto delle banche in questi ultimi anni, aumentandone sia la dotazione (con ulteriori 1,7 miliardi) sia il limite di garantibilità (aumentato oggi al 100% per prestiti fino a 25.000)".

Mi faccia capire meglio

"Quindi soldi no, ma garanzie sì (Anche al 100%): la prima conseguenza è che non abbiamo alcun diritto. Sono le banche che hanno il diritto di concedere o meno il prestito. Dobbiamo protocollare una richiesta di affidamento presso una banca con cui già abbiamo rapporti lavorativi. Questa banca attiverà una procedura ordinaria che valuterà il merito creditizio (calcolato secondo le procedure) e solo all’atto dell’eventuale conclusione positiva di questa procedura, richiederà l’attivazione della garanzia al Fondo di Garanzia, circostanza che le permetterà di azzerare il rischio e diminuire (forse annullare) gli accantonamenti obbligatori. In pratica l’affidamento ci sarà dato solo se avremmo potuto averlo a prescindere dal DL23/2020.

Soldi no, garanzie sì

Quindi mi sembra di capire che aspettare o meno non cambi molto. Ma qual è l’importo delle garanzie complessivamente erogabili dal Fondo di Garanzia a favore delle banche nell’interesse delle Pmi ?

"Ribadisco, soldi no, ma garanzie sì (Anche al 100%). Dipende da un coefficiente di rischiosità che si chiama Probabilità di Default (PD). Per operazioni ordinarie questo coefficiente è inferiore al 10%, ma in questi momenti e per questa platea di borrower (oggi in estrema difficoltà) questo coefficiente è stato fissato al 30%. Per ogni euro di dotazione al fondo, quest’ultimo può erogare finanziamenti per 3,3 euro . Con un po’ di matematica le garanzie complessivamente erogabili sono pari a 5,6 miliardi. Stimando la media degli interventi richiesti da Pmi e Partite Iva in 15.000 euro, significa che il Fondo di Garanzia sarà in grado di erogare garanzie per circa 370.000 pratiche di finanziamento a fronte di un numero di potenziali borrower (Pmi e Partite Iva) di oltre 5 milioni di unità (1 ogni 13). Quindi sarebbe meglio non aspettare".

Ma arriveranno altri provvedimenti?

"La discussione ad oggi in seno al Governo è molto calda ed alcuni Ministri hanno già ammiccato alla possibilità di replicare i provvedimenti francesi, inglesi e statunitensi, che hanno erogato finanza a fondo perduto. Sappiamo che si sta ipotizzando un provvedimento per circa 40 miliardi di euro pari a un contributo di 10.000 euro a Pmi a fondo perduto. Stiamo parlando di rumours, moltissimo dipenderà dalla riunione dell’Eurogruppo prevista per il prossimo 23 aprile. Quindi, rispetto a quanto detto poco fa, siamo al paradosso, sarebbe meglio aspettare, se si può, e mantenere un po’ di ottimismo"

Cerchiamo di capire. Lei diceva "soldi no, ma garanzie sì". Ora invece potrebbero arrivare dei soldi veri, non solo garanzie?

"No no, siamo concreti, non illudiamoci. Il Decreto approvato per ora continua a dire "soldi no, ma garanzie sì" (anche al 100% per essere chiari). Quindi non si parla di nessun regalo, si tratta di ulteriore debito per una Pmi o per una Partita Iva. Bisogna considerare che non si tratta di un finanziamento a fondo perduto bensì di un debito dal costo annuale di circa il 2% (due per cento) che dovrà essere restituito in sei anni: come ho detto nel corso di una vostra precedente intervista, saremo chiamati alla restituzione del prestito (più interessi più ... più ...) verosimilmente dall’Agenzia delle Entrate. Ed essendo una garanzia a prima richiesta è verosimile che basterà poco perché l’istituto creditore attivi la procedura di escussione. Quindi ... meglio aspettare, se si può, e meditare bene le scelte".

Prudenza innanzitutto

Apprezzo questo suo continuo richiamo alla prudenza

"Basta pensare che il debito che la Pmi andrà a contrarre sarà un debito privilegiato e che verrà, nella maggior parte dei casi, utilizzato per pagare debiti non privilegiati. In particolare sottolineo che il finanziamento soci è un debito postergato e i compensi agli amministratori non sono spesso giudizialmente considerati debiti privilegiati in nessun riparto. Io continuo ad insistere: meglio aspettare, se si può, e meditare bene le scelte".

Come possiamo concludere?

"Il risultato di questa breve disamina ci porta ad una conclusione ed ad un consiglio: tutto considerato, se possiamo permetterci di farlo, è meglio aspettare qualche settimana, ponderare bene l’assunzione di nuovo debito ed attendere nuovi sviluppi. Peggio di così è impossibile".

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