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Effesse lancia un messaggio virale sul web, ma non spiega perché.

Effesse. Che cosa vuol dire? Perché sta tempestando il web di messaggi virali promettendo grandi cose, ma poi ci chiede di attendere fino a dicembre 2018?

Evidentemente c’è dietro qualcosa di importante, ma nessuno sa di che cosa si stia parlando.

I MESSAGGI VIRALI

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Secondo Wikipedia il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere un messaggio a un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale.

È un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.

Il fenomeno Effesse può essere seguito sulla sua pagina Facebook.

IL PARERE DEL NEUROPSICHIATRA

Srini Pillay, neuropsichiatra che insegna ad Harvard ed è uno dei più ricercati consulenti d'impresa con il NeuroBusiness Group (di cui è fondatore e CEO) è noto soprattutto per essere autore di un apprezzato saggio, dal titolo forse un po' discutibile, "Il potere del cazzeggio. Perché la distrazione ci rende più intelligenti". In effetti molti studi dimostrano che fantasticare stimola i circuiti cerebrali del movimento; che immaginare qualcosa riscalda il cervello in vista dell'azione e rafforza la volontà; che fare esercizi di mindfulness stimola le regioni del cervello responsabili dell'empatia e della comprensione sociale, e aiuta i bambini affetti da deficit dell'attenzione.

Perché citiamo Srini Pillay? (qui la sua pagina Facebook). Perché ha affrontato, con la sua caratteristica leggerezza, il tema che abbiamo accennato nel titolo di questo articolo: i messaggi virali sul web. Nel suo studio sull'argomento sostiene di essere in grado di prevedere quale messaggio diventerà virale e quale no. Si possono evidenziare, secondo lo studioso, caratteristiche connesse con i due aspetti focali della comunicazione: il primo è il coinvolgimento emotivo, quanto uno crede in quello che comunica; il secondo è l'abilità di chi invia il messaggio di immedesimarsi nella personalità di chi lo riceverà.
Quindi attenzione: è responsabilità di chi concepisce il messaggio virale ottenere l'attenzione di chi lo riceve, non basta solo inviarlo sul web. Perché allora diventerebbe solo spam. Insomma, il successo dipende dal cervello di chi inizia a diffondere il messaggio, non solo dalle migliaia di persone raggiunte.

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