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Fenomeno microcar in espansione. Sinaptica propone il crash-test virtuale

Un po’ auto e un po’ moto, come vengono definite dalla stampa specializzata, le microcar (o minicar o miniauto, chiamatele come volete) sono un mercato in forte espansione in Italia. In città come Roma sono diventate un mito del trasporto urbano e un must per la generazione dei millennials e per la generazione Z. Chissà che cosa diventeranno le microcar per la generazione "coronavirus" che si sta affacciando sullo scenario della storia. Eh sì, perché in questi giorni i mezzi pubblici, fino a pochi giorni fa protagonisti indiscussi degli spostamenti in città, sono guardati con sospetto per l'impossibilità di mantenere in pratica al loro interno le distanze prescritte dalle norme di sicurezza anti-coronavirus.

Insomma, ai già noti vantaggi delle microcar (si parcheggiano facilmente, non occorre la patente B, si possono guidare dai 14 anni di età, consumano poco, ecc.) si aggiunge una nuova caratteristica positiva: non costringono a venire a contatto con sconosciuti quando si sale a bordo … alla faccia del coronavirus.

Ma, in caso di incidente, sono veramente sicure?

“Gli standard di protezione offerti ai conducenti sono, in generale, molto bassi, cosa che può determinare seri rischi in caso di incidente” dichiarava già qualche tempo fa Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI.

Trascuriamo il tema dell’assicurazione delle microcar, ormai già discusso da tempo, visto che molti guidatori hanno appena 14 anni e non sempre sono così prudenti, ma non possiamo certamente trascurare il concetto di sicurezza passiva legato ai crash test, molto costosi e quindi non sempre effettuati dalle case produttrici, poiché la normativa attuale non li richiede.

Una legge sul crash-test e sulla sicurezza

Nel processo di omologazione dei veicoli L6 e L7, di cui i quadricicli leggeri e pesanti fanno parte, non sono presenti tutti quei requisiti di sicurezza passiva che hanno gli autoveicoli classici (categoria M). Questi ultimi devono essere soggetti a una serie di crash-test (urto frontale, urto laterale e urto pedone) e rispettare una serie di parametri che permettono di stimare il livello di lesione degli occupanti dei veicoli e dei pedoni, con l’obiettivo di fornire uno standard di protezione minimo.

I protocolli EuroNCAP

EuroNCAP è ente terzo i cui membri sono associazioni di alcuni stati EU: ha lo scopo di divulgare le performance di sicurezza dei veicoli per informare il consumatore che intende comprare un veicolo. Non è un ente di omologazione, testa i veicoli già omologati e ne valuta il livello di sicurezza. Qui il link 

In questi ultimi anni EuroNCAP ha proposto protocolli per valutare il livello di sicurezza dei quadricicli e ne ha testato alcuni modelli, presentati sul mercato con risultati che dovrebbero far riflettere. In questo contesto, appare inevitabile che nei prossimi mesi/anni l’Unione Europea debba muoversi per proporre un regolamento di omologazione che comprenda protocolli inerenti la sicurezza anche per i veicoli di categoria L6 e L7.

La situazione ad oggi

Come avevamo accennato, l’attuale crescita della diffusione ha fatto aprire una grossa discussione sul tema della sicurezza delle microcar anche in considerazione del fatto che in altri mercati (ad esempio la Cina) sono stati introdotti crash-test omologativi. Il rischio per i produttori italiani è dato dal fatto che il mercato cinese si sta sviluppando esponenzialmente e continuerà a progettare veicoli sempre più sicuri. Considerando che tali caratteristiche innovative, una volta consolidate sul mercato cinese, saranno certamente introdotte e richieste anche in Europa, i produttori italiani che non si muoveranno per tempo potrebbero trovarsi in una situazione di pesante svantaggio competitivo.

Il crash-test virtuale di Sinaptica

ARTICOLO profili sinaptica

Che un produttore italiano decida autonomamente di procedere ai crash-test, o vi sia presto costretto da nuove normative di omologazione, una cosa è certa: i crash-test tradizionali hanno un costo veramente elevato e non possono essere ripetuti all'infinito, fino a rendere del tutto antieconomico qualsiasi progetto. Una nuova normativa di omologazione, o il semplice desiderio di un costruttore di fornire un prodotto più sicuro e qualitativamente migliore, comporterà un aumento dei costi dovuti al cambiamento nella modalità di progettazione dei veicoli e alla realizzazione dei crash-test stessi.

Ma non è così con il crash-test virtuale proposto da Sinaptica

La simulazione virtuale dei crash test può supportare l'ufficio progettazione durante la fase di sviluppo del veicolo, ma tutto il processo sarebbe molto meno oneroso se la normativa di omologazione potesse essere fatta direttamente in ambiente virtuale (omologazione virtuale - virtual homologation).

L’utilizzo di strumenti di simulazione per la virtualizzazione dei crash-test richiede l’accesso a un notevole know-how tecnico e a specifici strumenti software, che non sono sempre disponibili all’interno di aziende di piccole o medie dimensioni. In ogni caso (sia come ausilio alla progettazione, sia come strumento di virtual homologation) la simulazione apporta vantaggi comprovati in termini di costi, di tempi, ma anche di qualità della progettazione.

Questo tipo di approccio si integra perfettamente con la progettazione classica, permettendo di sviluppare il veicolo già con un’ottica rivolta alla sicurezza ed evitando di stravolgere il layout perché i test sono stati eseguiti sono nella fase finale di progettazione.

La simulazione virtuale

La simulazione virtuale permette di ripetere più volte i test in tempi relativamente brevi, valutando variazioni di forma, di materiale o di qualsiasi cosa il progettista abbia necessità di valutare. Inoltre, è possibile osservare il comportamento di ogni singolo componente (come si deforma istante per istante, come interagisce con gli altri componenti, ecc.) da molti punti di vista. In un crash-test reale non è sempre possibile fare valutazioni così puntuali.

Sinaptica annovera esperti che hanno maturato esperienza nel settore della simulazione di crash-test, con pubblicazioni scientifiche presentate a convegni nazionali e internazionali.

In particolare, per il settore dei quadricicli: “Progettazione integrata di un crashbox frontale per un veicolo elettrico L7e” - D. Barbani, N. Baldanzini, M. Pierini, A. Magherini, P. Pipponzi - 45° Convegno AIAS, 7-10 settembre 2016 – Università degli Studi di Trieste – AIAS 2016 – 734 (immagine di apertura tratta dall’articolo).

CONTATTI

T: +39 055 0988353   M: info@sinapticasrl.com
Piazzale Donatello 2, 50132 Firenze
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