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Isagro SpA lavora a un nuovo modello di business nelle biosolutions

Il mercato mondiale degli agrofarmaci tradizionali, costituito cioè da prodotti chimici di sintesi, ha rallentato rispetto agli ultimi anni i ritmi di crescita dei decenni precedenti e ha mostrato una tendenza tra il modesto incremento e la stagnazione, attestandosi attorno ai 60 miliardi di dollari.

Diversa invece è la tendenza sia del mercato dei “biostimolanti” sia di quello degli agrofarmaci a base di prodotti di origine naturale, conosciuti anche come prodotti di “biocontrollo”, che hanno invece fatto registrare in passato, e mostrano tuttora, un’importante crescita ed una presenza distribuita su tutti i continenti.

NUOVI BREVETTI

Sebbene il valore globale del mercato sia per entrambi i casi inferiore a quello degli agrofarmaci di sintesi chimica, il tasso di innovazione su questi prodotti di origine biologica è proporzionalmente superiore, come mostra anche il crescente numero di brevetti che vengono depositati di anno in anno.

Più in particolare il mercato dei “biostimolanti”, che è stimato oggi valere circa 2.4miliardi di dollari, è previsto crescere entro 3 anni a 3.2 miliardi di dollari.

In crescita anche il mercato dei prodotti di “biocontrollo” che si sta rapidamente avvicinando ai 5 miliardi di dollari, che verranno raggiunti probabilmente già nel 2020.

ISAGRO SpA

isagro

Isagro SpA, uno dei più innovativi player nel settore, già in passato aveva comunicato la propria decisione strategica di non investire più nello sviluppo di nuove molecole di chimica organica originate dalla propria Ricerca Innovativa.

La scorsa settimana, durante l’ultimo CDA, ha confermato che sta proprio lavorando ad un nuovo modello di business che dovrà basarsi sullo sviluppo prevalentemente delle componenti biosolutions e fungicidi rameici.

INTERVISTA ALL’ING. GIANLUCA FUSCO

Chiediamo allora all’ing. Gianluca Fusco, Group Director Marketing & Sales di Isagro SpA, qualche dettaglio in più sulla strategia che l’azienda intende adottare.

gianluca fuscoGianluca Fusco

“Lo scenario competitivo su questi mercati è meno polarizzato rispetto alla chimica tradizionale e vede un numero elevato di aziende di dimensioni più ridotte che nella maggior parte dei casi operano sia sui “biostimolanti” che sul “biocontrollo” in una offerta combinata che viene definita di “biosolutions”.

Anche i grandi player storici degli agrofarmaci tradizionali stanno progressivamente arricchendo il proprio portfolio con “biosolutions” che propongo in una offerta integrata con prodotti di chimica di sintesi.”

Che cosa ha portato alla crescita del mercato delle “biosolutions”?

“La crescita del mercato delle “biosolutions” è dovuta sia ad un aumento della domanda di prodotti sempre più sostenibili, sia alla riduzione progressiva del numero di soluzioni basate esclusivamente sulla chimica di sintesi per processi di revisione regolatoria guidati soprattutto dalle economie più avanzate quali l’Europa.”

Il fenomeno è legato allo sviluppo dell’agricoltura biologica?

“Le “biosolutions” non vengono solamente utilizzate in agricoltura biologica, ma anche e soprattutto trovano impiego nell’agricoltura tradizionale dove vengono affiancate all’utilizzo dei prodotti di sintesi chimica dando vita a soluzioni integrate che consentono di ottimizzare le rese e la qualità dei raccolti minimizzando l’impatto ambientale”.

Quanto pesa Isagro in questo mercato?

Isagro è una multinazionale italiana che, pur con fatturati meno importanti dei grandi player mondiali, ha una presenza storica e di successo sia nel settore degli agrofarmaci tradizionali, sia in quello delle “biosolutions” con una presenza commerciale a livello globale che le consente di operare a diversi livelli della catena del valore con vendite destinate sia al business-to-business che alla catena di distribuzione”.

Ci sono dei settori nei quali Isagro ha un ruolo rilevante?

“Nel portfolio relativo agli agrofarmaci tradizionali l’offerta di Isagro le consente di giocare un ruolo di leadership relativamente alle formulazioni fungicide a base rame che trovano un vasto impiego su tutte le colture, che sono utilizzate sia in agricoltura biologica, sia tradizionale, e che hanno il vantaggio di costituire uno strumento importante per la gestione delle resistenze in programmi di utilizzo con i più diffusi principi attivi del mercato”.

Si associa spesso il marchio Isagro ai prodotti “biostimolanti”. Che cosa c’è di vero?

“Isagro ha una presenza storica sui prodotti “biostimolanti”, dove ha giocato un ruolo pionieristico sviluppando vendite a livello globale distribuite in tutti i continenti, offrendo un portfolio prodotti con una offerta inizialmente limitata, ma in via di rapido arricchimento.

Sul fronte del “biocontrollo” Isagro ha una interessante soluzione a base di trichoderma, che sta crescendo soprattutto sul mercato dell’Europa del Sud, ed una presenza storica in Italia nel settore dei feromoni.

Alla luce della evoluzione del mercato sopra descritta e dei punti di forza del portfolio prodotti di Isagro stiamo lavorando su un nuovo modello di business che punterà allo sviluppo della nostra offerta in prevalenza sui fungicidi rameici e sulle “biosolutions”.

E' la riscoperta dell'importanza del rame?

“L’obiettivo sul rame è quello di rafforzare la nostra leadership, sia perché lo sviluppo dell’agricoltura biologica ne sosterrà la domanda, sia perché i fungicidi rameici giocheranno in futuro un ruolo sempre più importante nella gestione delle resistenze alle malattie fungine nei programmi di trattamento delle colture con chimica tradizionale, ciò per la progressiva scomparsa, o limitazioni di utilizzo, di soluzioni alternative per motivi regolatori.

Sulle “biosolutions” invece l’obiettivo è quello di ampliare la nostra offerta anche attraverso linee esterne. L’offerta combinata di rame e “biosolutions” consentirà ad Isagro di porsi come un player di mercato di eccellenza nella offerta di soluzioni integrate sia per l’agricoltura tradizionale, sia per quella biologica”.

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