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Riforma fiscale: quattro priorità. Dal 2022 bisogna concentrarsi su queste

La seconda ondata del Covid, esplosa ad ottobre, ha complicato e ritardato di molto in Italia e in Europa le politiche economiche e sociali a suo tempo adottate per riprendere lo sviluppo puntando sulla solidarietà, sulla coesione e sulla modernizzazione del nostro Paese. Si sono dovute adottare misure straordinarie (Decreti Ristoro n. 1, 2 e 3) ed è stata ritardata la presentazione della Legge di Bilancio per il 2021. La Legge sarà discussa alla Camera a partire dalla fine di novembre; il Senato, data la ristrettezza dei tempi, potrà solo ratificarla. Di fatto il Covid ha determinato una situazione di emergenza nella quale sta funzionando un monocameralismo alternato nell'approvazione delle leggi e dei Decreti Legge. Si riduce il dibattito parlamentare. I provvedimenti si sovrappongono, si scompongono e a volte si contraddicono.

La riforma fiscale

Si inizia un percorso di riforma fiscale che si tradurrà in una semplificazione del sistema e in un alleggerimento vero e concreto delle imposte per i ceti medio-bassi. Vengono stanziati otto miliardi a partire dal 2022 e su questo bisogna concentrarsi perché rappresenta una grande necessità per il Paese.

Proprio per questo, per meglio comprendere gli sviluppi prevedibili di questa riforma, intervistamo Alessia Potecchi, Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del Pd Metropolitano di Milano.

Intervista ad Alessia Potecchi

Cara Alessia, pensi che questa volta si riuscirà finalmente ad approvare una riforma fiscale di alto profilo?

"Sì, dobbiamo fare una seria riforma fiscale. Penso che SIANO QUATTRO LE PRIORITÀ.
LA PRIMA: contrastare sul serio l'evasione, l'elusione e l'erosione fiscale, realizzando finalmente la DIGITALIZZAZIONE consapevole e uniforme della pubblica amministrazione.
LA SECONDA: L' URGENTE MODIFICA DELL'IRPEF CHE ORA INCIDE SOLO SUL LAVORO IGNORANDO LE RENDITE ED I PROFITTI DELLA FINANZA CHE RIMANGONO PRIVILEGIATI, L'IRPEF È CORRISPOSTO, INFATTI, QUASI TOTALMENTE DAI LAVORATORI DIPENDENTI E DAI PENSIONATI.
LA TERZA, ridurre IL CUNEOFISCALE, alcuni passi in avanti sono stati fatti, non sono sufficienti, occorre completare il lavoro.
LA QUARTA: la SEMPLIFICAZIONE DEL SISTEMA NORMATIVO ED AGEVOLAZIONE DELLE PROCEDURE DI PAGAMENTO DELLE IMPOSTE.

E' NECESSARIO IN PARTICOLARE PERFEZIONARE E RAFFORZARE LO STATUTO DEL CONTRIBUENTE RENDENDO ECCEZIONALE LA RETROATTIVITÀ E AMPLIANDO LA COMPENSAZIONE TRA CREDITI E DEBITI FISCALI".

Come si potrà contrastare l'evasione?

"Deve essere fatta una vera azione DI CONTRASTO ALL'EVASIONE FISCALE, bisogna incidere lì dove la situazione è più globale. Venerdì si è svolto il WORK SHOP AMBROSETTI. Era presente anche GENTILONI, sono stati diffusi dei dati A DIR POCO SCANDALOSI, l'Italia perde un gettito di 6,4 MILIARDI ANNUI CHE SONO DIROTTATI anche IN PARADISI FISCALI che appartengono all'Unione Europea (PAESI BASSI, LUSSEMBURGO, IRLANDA) in particolare l'Italia perde IL 15% del gettito della tassazione sugli utili di impresa. La FRANCIA IL 22%, la Germania IL 26%, bisogna provvedere e non si può CONTINUAMENTE RINVIARE QUESTA PROBLEMA".

Non sembra un compito facile

"Certo: una riforma fiscale in un Paese complesso come l'Italia richiede APPROFONDIMENTO E PARTECIPAZIONE. Partiti e governo devono studiare a fondo la questione e avanzare proposte che vanno poi discusse CON I SINDACATI, GLI IMPRENDITORI, E I SOGGETTI DIRETTAMENTE COINVOLTI COME I COMMERCIALISTI, I TRIBUTARISTI E I CONSULENTI DEL LAVORO. La riforma fiscale è centrale per la vita del Paese. Nessuno può indicare una soluzione senza un confronto e la collaborazione di chi DEVE AIUTARE A REALIZZARE UN FISCO MODERNO, PROGRESSIVO ED EQUO. La riforma deve essere strutturale e riguardare la rimodulazione, anche graduale, DEGLI SCAGLIONI AFFINCHÉ TUTTI I REDDITI SOGGETTI ALL'IMPOSTA RISPETTINO LA PROGRESSIVITÀ; LA RIDUZIONE DELL'IRPEF DEVE RIGUARDARE LE FAMIGLIE, I DIPENDENTI, I PENSIONATI, LE IMPRESE, I LAVORATORI AUTONOMI".

Che cosa si sta facendo per la Next Generation EU?

"Molto c'è ancora da fare, a partire dai programmi che stiamo PREPARANDO PER IL NEXT GENERATION EU. Il percorso è quello giusto, oltre alla tenuta DEL SISTEMA ECONOMICO E SOCIALE, PUNTARE SULLA SANITÀ E L'ISTRUZIONE, SULLE NUOVE GENERAZIONI, SUI GIOVANI, SULLA SEMPLIFICAZIONE DEL FISCO, SULLA LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE, sull'INNOVAZIONE VERDE E DIGITALE, accordandoci con l'Europa.

L'Italia non può sparire DALLA SCENA EUROPEA. Non può dormire sugli allori. E' stata vinta la battaglia per accantonare la politica DELL'AUSTERITÀ, NON POSSIAMO PERDERE ALTRO TEMPO.

L'Europa deve fare partire IL BAZOOKA DELLA NEXT GENERATION EU, non sono accettabili i RICATTI DELLA POLONIA, DELL'UNGHERIA, DELLA SLOVENIA per rinviare la partenza del piano. Il principio dello stato di diritto è irrinunciabile, è singolare CHE L'ON.LE MELONI abbia addirittura dato la SOLIDARIETÀ A ORBAN, è forse influenzata dal richiamo della foresta AUTORITARIA DI UNA DESTRA ESTREMA nella quale ha lungamente militato, bisogna ARRIVARE ALLA META, occorre preparare il piano di rinnovamento del nostro paese per utilizzare le risorse DI NEXT GENERATION EU.

Ha ragione Gentiloni, essere silenti e lenti amareggia e DELUDE L'EUROPA, NON POSSIAMO DISTRARCI E DOBBIAMO PRESENTARE I NOSTRI PROGETTI PER CAMBIARE E MODERNIZZARE L'ITALIA".

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