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Imprese e Professioni
Scuole paritarie, sciopero della didattica a distanza. Striscioni e flash mob

Le Presidenze Nazionali dell’USMI e della CISM, fortemente sollecitate dai Superiori e Maggiori, manifestano tutto il disagio e la difficoltà che le scuole pubbliche paritarie cattoliche, e non solo, condividono con tante famiglie di fronte al problema concreto di pagare le rette, e in generale al tema dell’indebitamento di tanti Istituti, che non ce la fanno più.

Gli alunni delle scuole accreditate non statali (paritarie) sono oggi 866.805 (l’11% di quelli iscritti alle statali). Gli istituti paritari in Italia sono 12.564: il 71% materne, l'11% primarie, il 5% medie e il 13% superiori. Il settore coinvolge circa 160mila insegnanti e personale scolastico

UISM e CISM

Le sigle Usmi e Cism dichiarano "Ora tocca alla politica, ma noi vogliamo e possiamo sostenerla" e segnalano "tutto il disagio e la difficoltà che scuole paritarie cattoliche hanno dinanzi alla fatica di tante famiglie a pagare le rette, all'indebitamento di tanti Istituti che non ce la fanno più a pagare gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo ...  il fondo stanziato dal governo non basta”. E a proposito di sostenere la politica ribadiscono "Come? Attraverso un gesto simbolico che faccia rumore e coinvolga tanti altri cittadini, oltre ogni schieramento”.

Si aggiungono all'appello delle sigle cattoliche: gestori, Agidae -Fidae-Fism-Cdo opere educative, Confap-Cnos Scuola; genitori Agesc-Faes-Age-Forum Famiglie, e delle numerose realtà rappresentative anche dei docenti, oltre al mondo laico (Aninsei-Filins). Tutti promuovono un gesto simbolico nella viva speranza che sia appoggiato da tutti, in rappresentanza delle 12 mila scuole paritarie, i 900 mila allievi coinvolti, i 180 mila dipendenti.

La CEI

E di fronte alla fatica di tante famiglie a pagare le rette anche la Cei chiede: “Basta disparità trattamento per paritarie, a rischio loro stessa sopravvivenza” e aggiunge. "Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico”

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