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La difesa dei diritti umani: un tema molto serio.

Il paradosso: è capace l’Uomo di essere all’altezza di saper difendere un bene (i diritti umani) di così alto valore?

Pensiamoci bene: la creazione stessa del mondo e quindi anche dell’Uomo è un qualcosa che sta sopra noi. Per i credenti tutto nasce secondo la volontà Divina, per i non credenti esistono comunque leggi e ordini superiori all’Uomo stesso che hanno dato via alla nascita dell’Universo, fino ad arrivare al pianeta Terra ed alla vita intesa in senso lato.

La difesa del Creato è un compito che solo da poco l’Uomo ha fatto proprio, si pensi agli accordi COP 21 di Parigi per la salvaguardia del Pianeta, o all’enciclica di Papa Francesco “Laudato si” sui cambiamenti climatici.

In questa alta categoria di diritti da difendere rientra la difesa della dignità dell’Essere Umano, a prescindere dal luogo in cui si trova, dal proprio credo religioso, razza, colore della pelle. Più sinteticamente diritti dell’Uomo. Alla domanda iniziale non so se vi sia una risposta affermativa.

L’organismo che si è preso l’onere di declinare la volontà dell’umanità di difendere i diritti Umani è l’ONU che, il 10 dicembre 1948 ha promulgato la “Dichiarazione Universale per la difesa dei diritti dell’Uomo”.

La data non è casuale, ma arriva quando il mondo ha riaperto gli occhi dopo aver scoperto le atrocità della Shoà (l’Olocausto della Seconda Guerra mondiale, dove sono stati scientificamente uccisi 6.000.000 di ebrei, poi zingari, dissidenti politici): ci ha messo tre anni l’Uomo per riprendersi dalla scoperta delle atrocità e reagire.

Questa dichiarazione, per il valore universale della stessa, avrebbe dovuto essere unica ed immutabile. Nel 1981 invece viene proclamata la “Dichiarazione Islamica dei Diritti dell’Uomo”, successivamente compattata a soli 25 articoli nel 1990 a il Cairo durante la 19° Conferenza Islamica dei Ministri degli Esteri.

A volte i film insegnano: mi vengono in mente quelle pellicole nelle quali si immagina che gli alieni possano invadere la Terra. In questi casi il mondo magicamente si unisce, e l’Uomo ha un sol leader che protegge e si prende cura di tutti gli esseri umani del Pianeta.

Questo lungo preambolo che sembra essere fuori tema vuole far riflettere sulla reale capacità dell’Uomo di difendere i valori fondamentali dell’Umanità.

Oggi la difesa dei Diritti dell’Uomo è affidata alle Nazioni Unite e nello specifico al Consiglio per i Diritti Umani all’interno dell’organismo UNHCR.

Sulla capacità di tale organismo di garantire in maniera sistematica la difesa dei Diritti dell’Uomo fanno riflettere due semplici esempi, fatti: 1) Alla Presidenza di questo Consiglio vi è stata in passato per alcuni anni la Libia guidata dal Colonnello Gheddafi; 2) Allo stesso tempo Israele, unica democrazia del Medio Oriente, non ha mai goduto neppure della possibilità di far parte di tale Consiglio, a differenza di altri 114 Paesi che a vario titolo ne hanno fatto parte dal 1950 ad oggi.

Un approccio del Consiglio pregiudizievole nei confronti di Israele si è ripetuto anche quest’anno quando, tra le altre cose, viene dedicato esclusivamente ad Israele un capitolo (Item) intero su presunte violazioni (che il Consiglio considera violazioni certe) dei Diritti Umani, mentre le violazioni commesse in altre parti del mondo vengono accorpate.

Un altro aspetto “sistemico” all’interno del Consiglio riguarda poi il relatore speciale che vigila su Israele. Se nella normalità i relatori vengono votati a tempo determinato, e perciò si necessita di un voto per confermare o meno la presenza di relatori per specifiche violazioni o zone, il relatore speciale dedicato ad Israele è stato nominato a tempo indeterminato.

Infine fa riflettere anche il fatto che troppo spesso le persecuzioni di fedeli Cristiani in gran parte del Miedio Oriente, così come le persecuzioni dei fedeli Baha’i e di tanti altri in Iran ed infine quanto sta succedendo in Siria sono avvenimenti relativamente ignorati dal Consiglio.

Con questo intendo affermare che un organismo preposto alla difesa dei Diritti dell’Uomo sia inutile? No di certo!

Affermo piuttosto che l’Uomo dovrebbe dare una prova di maggiore maturità per essere degno di sé stesso, e far sì di riformare realmente il Consiglio per la difesa dei Diritti dell’Uomo in maniera profonda.

Solo creando un organismo capace di difendere ovunque e davvero i Diritti dell’Uomo, l’essere Umano potrà dire a sé stesso di essersi evoluto e di avere raggiunto quella grandezza anche spirituale che, senza che necessariamente lo volesse, gli è stata donata fin dalla notte dei tempi.

Paolo Eliezer Foà

Membro dell’Executive Committee
Bnai Brith International

 

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