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Lampi del pensiero
Coronavirus, governo Conte nemico dei veri lavoratori di oggi: le partite Iva

V’è un aspetto sul quale non si è, ad oggi, portata l’attenzione e che pure è imprescindibile per comprendere il reale diagramma dei rapporti di forza. Le partite Iva sono, di fatto, la nuova classe lavoratrice: alla quale hanno tolto il contratto nazionale, riducendola a pletora di finti imprenditori di se stessi, costretti a vendere la propria forza lavoro per campare e privati di tutte le tutele e le conquiste (maternità, tredicesima, ecc.).

In ciò riposa il falso mito dell’imprenditore di sé: egli avverte l’altro lavoratore come un concorrente e non come un compagno e si illude di essere un imprenditore tanto quanto il milionario o il delocalizzatore. Quando in realtà e resta un subalterno, subordinato e, quasi sempre, supersfruttato e sottopagato. I prodigi della sempre encomiata globalizzazione! Che cannoneggia la classe lavoratrice e sempre favorisce solo l’aristocrazia finanziaria dei parassiti globali che vivono di usura, leve del debito ed escogitazioni bancocratiche.

Nella schiera delle partite Iva troviamo sia i vecchi lavoratori proletari, sia il vecchio ceto medio borghese: essi nel frattempo sono andati a costituire la nuova classe del precariato, che, figlio di un Dio minore, è condannato alla flessibilità lavorativa ed esistenziale. E, per di più, non ha alcuna rappresentanza politica, dacché degli interessi del precariato con partita iva, condannato a lavorare a progetto e a vivere senza progetti, nessuno si cura. La coscienza di classe solidale è dissolta, grazie al mito dello startupper, nell’atomistica delle solitudini concorrenziali con partita Iva.

Ebbene, per le partite Iva il decretone del governo giallofucsia per fronteggiare l’emergenza prevede per marzo 2020 un totale di 600 euro. Avete capito bene, 600 euro. Che è meno del reddito di cittadinanza, peraltro creato coi soldi delle suddette partite Iva. Avete ancora dubbi sul fatto che il governo giallofucsia è vocazionalmente nemico dei lavoratori e anche nella calamità lo dimostra appieno? Intanto la Germania è pronta a stampare in autonomia 550 miliardi per contrastare l’emergenza pandemica. La Francia si accinge, all’occorrenza, a nazionalizzare le aziende e a stanziare oltre 300 miliardi. Il governo giallofucsia italico, per parte sua, attua una manovra da 25 miliardi: e, intanto, gli italiani si accalcalo con ebete euforia sui terrazzi a cantare “azzurro” e a ripetere che “andrà tutto bene”.

 

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