I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Lampi del pensiero
Governo, Pappalardo ridicolizza le proteste: l’ordine costituito è rafforzato

Non ne faccio mistero. Non appena l’ho visto, con giacca su misura e cravatta arancioni “come le arance del sud” – questo il dichiarato riferimento cromatico –, ho subito immaginato, irresistibilmente, il risolino di un Mentana o di una Gruber. Ho subito capito che quella manifestazione non andava a ostacolare il potere, ma quanti da tempo provano a ostacolarlo: che, cioè, quella manifestazione non metteva a repentaglio la tenuta del capitalismo terapeutico, ma la rinsaldava. Ho subito pensato, ancora, che le persone stremate, i lavoratori suppliziati e le partite Iva sofferenti che si erano in buona fede dati convegno in quella piazza stavano, senza saperlo, firmando la propria condanna a ridicolizzazione permanente.

Illudendosi di tutela-re il proprio interesse, stavano inconsapevolmente lavorando per chi, con zelo, ha contribuito a distruggerlo. L’ordine dominante ricorre alla violenza solo come extrema ratio. Se può, preferisce anestetizzare il dissenso. E, se non vi riesce, preferisce lasciarlo esistere ma in forme innocue. Il dissenso reso farsa, la protesta mutata in scena circense, la rivolta trasformata in pagliacciata rientrano appieno in questa dinamica di ridicolizzazione dell’opposizione: la qua-le, così ridotta, finisce per rafforzare il sistema (facendolo apparire pur sempre più credibile e più presentabile) e per svolgere una funzione apotropaica rispetto a ogni opposizione reale. Che subito sarà associata a quella e, in tal maniera, neutralizzata insieme con quella.

Il confine che separa la protesta dal folklore, il dissenso dalla caricatura è più labile di quanto non si immagini. Lo si è visto nella piazza di Milano l’altro giorno: un grandioso (e riuscito) esperimento di macchiettizzazione e, dunque, di normalizzazione del dissenso. La manifestazione – deve essere chiaro – non è stata ostacolata dall’ordine costituito, a cui anzi non pareva vero di poter ridicolizzare tanto facilmente l’idea stessa di opposizione. Avrete notato che nessuno ha fatto nulla per impedire quel ritrovo di piazza? Il potere ne esce fortificato, il fronte dell’opposizione umiliato, ridicolizzato e macchiettizzato dalle trovate funambolico-politiche di questo simpatico vegliardo in giacca e cravatta arancioni. Vegliardo che, lo ricordiamo incidementalmente, tra le sue tante peripezie rodomontesche, aveva approntato il mandato di “cattura popolare” per Mattarella. Contenuti zero. Idee poche, ma confuse.

Il solo obiettivo (inconsapevole?): la ridicolizzazione delle idee di sovranità popolare, di uscita dalla UE e dalla NATO, rese una irrimediabile baracconata da questo Re Mida che tutto muta politicamente in farsa. Chi l’avrebbe detto, davvero, che la giusta idea di sovranità popolare, base di ogni reale democrazia, più che dai suoi reali nemici, potesse essere uccisa dai suoi falsi amici? E che la sua, peraltro, sarebbe stata una morte divertente, accompagnata da sonanti risate? L’effetto ridicolo (ma al tempo stesso tragico) è il medesimo di un altro mantra, quello per cui “il virus non esiste” (sic!): non si dice che si è usato il virus, che realmente c’è, per attuare una razionalità politica emergenziale. No. Si dice testualmente che “il virus non esiste”, “è una truffa”: e, in questo modo, si ridicolizza – ancora una volta – la tesi prima evocata, facendo addirittura apparire più credibile la tesi del pensiero unico terapeuticamente corretto.

Le persone scese in piazza con il gilet arancione meritano rispetto e supporto, dacché il loro scontento e le loro sofferenze sono una cosa seria, serissima (infinitamente più di quanti li hanno criminalizza-ti): e proprio per questo non meritano di essere ridotte a fumetto degno di canzonature e di crasse risate. Del resto, sarebbe bastato un rapido excursus nella biografia del “generale” con cravatta arancione per capire che non era poi nemmeno così un homo novus della politica: nel 1993, fu nominato sottosegretario di stato alle Finanze del Governo Ciampi. Insomma, uno che dovrebbe conoscere alquanto bene il potere e le sue tecniche. Comprese quelle di anestetizzazione del dissenso.

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).

IMG 20180131 WA0000
 

Loading...
Commenti
    Tags:
    coronavirusprotestefusaropappalardo
    Loading...
    in evidenza
    Clizia Incorvaia: 'Sesso, baci e...' Sicilia bollente con Ciavarro

    Belen, Diletta e... Le foto delle Vip

    Clizia Incorvaia: 'Sesso, baci e...'
    Sicilia bollente con Ciavarro

    i più visti
    in vetrina
    Ludovica Pagani sulle orme di Diletta Leotta... anche a Radio 105

    Ludovica Pagani sulle orme di Diletta Leotta... anche a Radio 105


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    CUPRA svela il primo modello completamente elettrico

    CUPRA svela il primo modello completamente elettrico


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2020 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.