Riforma Oms, sul tavolo la trasformazione del green pass sanitario europeo in mondiale. L’analisi
Intervenire prima della fine di novembre sulla riforma dell’OMS è una priorità che non deve essere sottovalutata dalla nostra politica, un campanello d’allarme che deve far accendere una lente d’ingrandimento da parte dei media su un argomento così importante per il bene comune.
Per la fine del mese di novembre, infatti, dovrebbe essere approvato il documento per la riforma dell’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità, già molto criticata per come la gestione dell’emergenza Covid-19, riforma che per come è stata improntata, se non si pongono delle obiezioni a livello di governi nazionali, rischia di far prevalere interessi politici mondiali sul bene delle popolazioni sottomettendo all’OMS i governi stessi e le popolazioni attraverso clausole d’obbligo per la trasformazione del green pass sanitario in Europa in un pass sanitario mondiale che riguarda tutti i tipi di vaccinazioni.
LEGGI ANCHE: Vaccini, gli italiani non si fidano più. Solo il 42% rifarebbe le dosi booster
*BRPAGE*
L’ultima settimana di maggio si è tenuta a Ginevra il vertice annuale dell’OMS dove è stato affrontato il tema principale della riforma del regolamento sanitario internazionale, che prevede di dare più soldi e potere all’OMS ma che rischia, di fatto, nella sua declinazione di subordinare la sovranità degli Stati all’OMS stessa che non è altro, che una delle 14 agenzie delle Nazioni Unite.
Lo scorso, 28 giugno il prof. Josef Tritto, medico e ricercatore italiano,che da anni lavora all’estero principalmente a Parigi, Londra e New York, in un suo intervento a Palazzo Madama a Roma, ha fatto presente il rischio di non considerare in maniera adeguata tale argomento: “Entro fine novembre dovrebbe essere approvato il documento zero della riforma dell’Oms e del pass sanitario mondiale riguardante le vaccinazioni. Poiché questa è una data finale nel senso che tutti i Paesi che hanno firmato questa bozza, se non si oppongono o non chiedono altre modifiche devono implementare quello che è stato descritto nel programma. Il che vuol dire che diventa esecutivo per tutti i Paesi che hanno firmato il progetto indipendentemente dalla volontà politica locale delle istituzioni dei singoli paesi”.
*BRPAGE*
Secondo il prof. Tritto in audizione in Senato: “Già i rappresentanti del governo italiano all’OMS e cioè l’ambasciatore italiano presso l’OMS sono stati estremamente attivi a creare tutta l’agenda delle riunioni progressive per andare di pari passo fino al documento finale. Quindi, non si può dire che le istituzioni non sappiano quello che è successo all’OMS a Ginevra.”
Ma il punto è che tale riforma prevede “delle clausole di obbligo per i Paesi ad accettare l’agenda delle vaccinazioni qualunque essa sia prodotta dalla direzione dell’OMS e da implementare nei Paesi che hanno sottoscritto e non fanno obiezioni al trattato”.
Quindi la trasformazione del green pass sanitario in Europa in un pass sanitario mondiale che riguarda le vaccinazioni. “La Commissione europea ha già detto che è d’accordo con l’OMS” – riporta il prof. Tritto – “ancora una volta, senza chiedere una parere consultivo ai paesi membri né tanto meno al parlamento europeo ma i paesi devono approvare perché siamo nell’ambito della protezione dei diritti umani della carta fondamentale delle nazioni Unite e c’è un problema anche di un vulnus anche dal punto di vista delle procedure istituzionali internazionali”.
Questa approvazione prevederebbe che l’OMS pubblicherà dopo la fine di novembre la lista dei vaccini obbligatori per tutti, dai bambini agli anziani, e non ci si potrà muovere da un paese europeo all’altro senza aver ottemperato a questa agenda. “Dato che non abbiamo la lista dei vaccini dove ci saranno anche altri vaccini nuovi che non sono mai stati sperimentati realmente su larga scala sugli esseri umani con un rischio incredibile sulla mobilità delle popolazioni in Europa nell’area Schengen ma anche verso i paese i terzi che non approveranno questo documento”.
*BRPAGE*
Per ora alcuni dei paesi del Brics (Brasile, Russia, Cina, Sudafrica) si sono opposti e addirittura la Russia ha minacciato di uscire dall’OMS. Anche gli Stati Uniti hanno presentato degli emendamenti ed hanno precisato che non c’è nessuna ragione che l’OMS possa controllare quello che succede negli Stati Uniti anche se sono stati i promotori di questa agenda. Questa è una prima fase della riforma, conclude il prof. Tritto: “se si vuol fare qualcosa in Italia con le istituzioni italiane di qualunque tipo ma anche private bisogna intervenire prima della fine di novembre per fare opposizioni che siano consistenti dal punto di vista giuridico”. Il messaggio è chiaro e non c’è molto tempo per cercare di valutare la situazione prima che ci sfugga tale possibilità ma soprattutto non si può far girar la faccia o far finta di non sapere a discapito del sacro santo diritto di tutela della nostra salute.

