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Io Uomo tu Robot
Una sceneggiatura teatrale scritta dall'intelligenza artificiale

Un team di ricercatori di intelligenza artificiale coordinato da Rudolf Rosa della Charles University di Praga ed esperti del Teatro Švanda e dell'Accademia delle arti dello spettacolo di Praga collaborano insieme per un progetto di ricerca che ha l’obiettivo di approfondire e promuovere l’interazione tra intelligenza artificiale, robotica e gli studi sul teatro.

Fin dalla sua nascita il teatro ha vissuto di continue e proficue contaminazioni, dai linguaggi dei vari media e le nuove tecnologie alla più complessa sfida dell’intelligenza artificiale.

Un progetto nel quale l'intelligenza artificiale è utilizzata per creare un’innovativa performance teatrale creata interamente da robot che sarà presentata in anteprima nel gennaio 2021 in occasione del 100° anniversario della prima rappresentazione del dramma di Kare Čapek RUR (acronimo di Rossum's Universal Robots).

R.U.R. è un dramma in tre atti utopico e fantascientifico del ceco Karel Čapek pubblicato nel 1920 e messo in scena al Teatro nazionale di Praga il 25 gennaio del 1921.

In quest'opera per la prima volta compare il termine robot che deriva dal cèco robota nel senso di “lavoro faticoso” o “schiavitù”  con cui lo scrittore Kare Čapek designava gli automi che lavorano al posto degli operai.

Il team di ricerca si avvale di esperti di elaborazione del linguaggio naturale ed esperti di teatro e la sperimentazione si basa sulla ricerca e lo scambio di esperienze in entrambi gli ambiti.

Un secolo fa l’uomo ha scritto un’opera teatrale sui robot. Ci siamo quindi domandati quale sarebbe il risultato se oggi i robot scrivessero una commedia teatrale sugli esseri umani”.

La ricerca è nata proprio per questo centenario riadattando la trama dell’opera teatrale originaria grazie all’intelligenza artificiale”. Rudolf Rosa, coordinatore del progetto

Un lavoro di grande attualità che propone una riflessione sulle paure ataviche che l’uomo del XXI° secolo prova di fronte alla rapidità, senza precedenti, con cui il progresso scientifico avanza, alle prospettive dell’uomo di fronte alla rivoluzione digitale in corso.

La creazione di un uomo artificiale, il suo sfruttamento nel mercato del lavoro erano tematiche cruciali già note e Karel Čapek ha raccontato la storia di lavoratori artificiali iper-efficienti che avevano il compito di sostituire i lavoratori umani nelle fabbriche.

Čapek ha contribuito ad una visione di un mondo in cui "gli umani diventano più simili alle loro macchine" contribuendo a ridurre al minimo la distanza tra creatura artificiale ed essere umano.

Il robot di Čapek , di natura organica, è un operaio artificiale non meccanico, una replica semplificata dell’uomo e qualcosa di più simile al Frankenstein di Mary Shelley piuttosto che ai moderni robot.

I risultati dell'intelligenza artificiale rappresentano oggi una realtà che si spiega con i risultati raggiunti nel calcolo computazionale e le sue applicazioni saranno sempre più presenti nella nostra vita quotidiana ed anche il teatro può essere uno degli spazi sperimentali di applicazione.

 

Il progetto

THEaiTRE” è il nome del progetto finalizzato alla generazione automatica di sceneggiature teatrali da parte del computer e interpretato da attori professionisti, il segno del passaggio dall’opera scritta dagli umani sui robot a quella scritta dalle macchine per gli umani.  

Attualmente nelle sue fasi iniziali si colloca all’intersezione tra ricerca in ambito di intelligenza artificiale e studi teatrali e l’obiettivo del team di ricerca è quello di estendere la ricerca nel settore della linguistica computazionale per lavorare con sceneggiature collegando in tal modo il lavoro teatrale con i metodi che appartengono all'intelligenza artificiale.

"Siamo preoccupati per l'onnipresente accerchiamento della tecnologia che raccoglie informazioni su di noi ad ogni turno ed è sempre più sofisticato nel suo utilizzo. Quindi ci chiediamo se un robot potrebbe davvero scrivere una buona commedia in quattro atti se vi inseriamo abbastanza istruzioni e dati. È in atto un certo scetticismo perché il teatro è un mondo di emozioni, sottotesti, contatto personale e relazioni interpersonali complesse, ma forse l'intelligenza artificiale può davvero farlo. L'incontro di noi spettatori di teatro con persone che vivono in un ambiente completamente diverso è arricchente ", afferma Daniel Hrbek, direttore del teatro Švand e del pedagogo DAMU.

Per i ricercatori la stesura del progetto ha comportato un attento esame della letteratura precedente che analizzava l’efficacia delle tecniche di intelligenza artificiale per la creazione di poesia, musica, dipinti o altre forme d'arte.

La generazione automatica di un'intera performance teatrale è un compito estremamente complesso che solo in pochissime occasioni è stato tentato prima.

Gli algoritmi rimpiazzeranno gli artisti? Il linguaggio Gpt-2

Rudolf Rosa e gli altri ricercatori hanno pensato che la soluzione più convincente era quella di suddividere la produzione di un grande corpo di testo in parti più piccole e facilmente gestibili dalle macchine utilizzando un approccio denominato "generazione gerarchica".

Altri ricercatori hanno utilizzato questo approccio in passato per creare dialoghi o altri testi, ma raramente hanno provato a usarlo per produrre un'intera opera teatrale.

Il team di ricerca ha iniziato utilizzando un modello di linguaggio pre-addestrato chiamato GPT-2, un algoritmo sviluppato dal consorzio OpenAI. Un modello generativo che può completare testi incompiuti usando la stessa lingua e coprendo gli stessi temi. GPT-2 è in grado di formulare dei testi partendo da una singola frase o da termini inizialmente inseriti dall’uomo.

Adeguare questo tipo di algoritmo ad un linguaggio teatrale rappresenta la reale sfida che i ricercatori si sono posti.

Al momento Rosa e il suo team stanno ancora facendo esperimenti sulla "generazione di testo piatto" in cui un modello di apprendimento automatico viene addestrato per creare una riga alla volta per uno script.

Il loro obiettivo è quello di poter iniziare presto a utilizzare i metodi della "generazione gerarchica" per creare un riassunto della loro rappresentazione teatrale, quindi espanderlo in una sintesi dettagliata e in definitiva in dialoghi. 

 

Lo studio preliminare con i primi risultati dei loro test è stato pubblicato sull’archivio online arXiv.

 

Fonte: Charles University di Praga, Repubblica Ceca

 

 

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