Un tribunale francese ha condannato il gigante farmaceutico Servier per “frode aggravata” e “omicidio colposo” per una pillola per il diabete e la perdita di peso ritenuta responsabile di centinaia di morti in uno dei più grandi scandali sanitari recenti del Paese. L’ex numero due di Servier è stato condannato a una pena detentiva sospesa di quattro anni e il tribunale ha multato l’azienda per 2,7 milioni di euro.
Il farmaco Mediator è stato sul mercato per 33 anni e usato da circa cinque milioni di persone prima di essere ritirato nel 2009 per paura che potesse causare gravi problemi cardiaci – più di un decennio dopo che tali preoccupazioni erano state sollevate. L’agenzia francese dei medicinali è stata multata di 303.000 euro per il suo ruolo nello scandalo.
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Servier condannata, il caso del farmaco anti-fame killer
Cinquemila persone coinvolte in tutto di cui 2.700 sono parte civile, 376 avvocati e 25 imputati: questi i numeri del processo Mediator aperto ormai due anni fa dinanzi al tribunale penale di Parigi. Il caso del farmaco killer responsabile della morte di 1.500 (ma forse sono 2.100) persone in Francia è uno dei più grossi scandali sanitari della storia recente. Il secondo gruppo farmaceutico francese, il laboratorio Servier, che lo produceva, accusato di truffa, inganno aggravato, ferite e omicidi involontari è stato condannato.
I giudici hanno ascoltato 23 imputati, di cui 11 persone fisiche e 12 morali, per fare luce sul medicinale presentato come adiuvante al trattamento del diabete, salvo poi aver provocato la morte a causa dei suoi effetti tossici sul cuore. Al centro del processo la verità sul Mediator: il laboratorio Servier era accusato di aver nascosto la pericolosità del farmaco.
Commercializzato nel 1976 per 33 anni, è stato sempre presentato alle autorità sanitarie come un farmaco contro l’eccesso di colesterolo e di trigliceridi, oltre ad essere considerato un adiuvante per i pazienti affetti da diabete di tipo 2. “Presentazione falsa a soli fini commerciali”, avevano concluso i giudici istruttori, per i quali in realtà era un farmaco soppressore della fame derivato dell’anfetamina, simile a due altri in commercio ma venduti in conoscenza di causa.
È stato confermato che i tre prodotti appartenevano alle stessa famiglia di molecole – l’enfluramina – derivato anfetaminico con effetto anoressizzante che agisce promuovendo il senso di sazietà, di cui i rischi per la salute sono stati documentati sin dagli anni Ottanta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
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Farmaco Mediator, la vicenda
Eppure il Mediator è stato vietato soltanto nel 2009, dopo l’allarme lanciato da una pneumologa di Brest, Irene Frachon, mentre gli altri inibitori della fame della Servier erano stati ritirati dalla vendita nel 1997 poiché potenzialmente dannosi per le valvole cardiache e in causa nell’ipertensione arteriosa polmonare.
Il Mediator invece continuava ad essere prescritto, sempre di più per il suo effetto anoressizzante, senza che la Servier intervenisse. In causa anche l’Agenzia nazionale del farmaco e dei prodotti sanitari che “non ha agito abbastanza velocemente, un po’ per via delle regole interne all’istituzione, che non sapeva ascoltare le allerte, ma anche per via degli interessi di alcuni suoi membri nel business della Servier”, ha denunciato Charles Joseph-Oudin, legale di diverse vittime del farmaco.

