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Cronache
Fb, i cellulari delle forze armate nel dark web: a rischio sicurezza nazionale

Sono in vendita sul dark web, la parte oscura della rete, e su un canale Telegram, i numeri di telefono, le identità, le specifiche professionali e altri dati rubati a circa 533 milioni di account Facebook, in tutto il mondo. Probabilmente abbiamo letto la notizia, resa pubblica via Twitter da Alon Gal, chief technology officer della società di computer security Hudson Rock, e rilanciata da agenzie, giornali e media senza comprenderne la portata per la sicurezza nazionale. A confronto lo scandalo “Cambridge Analytica”, per la violazione di 80 milioni di profili Facebook, che finì davanti al Congresso degli Stati Uniti, è robetta.

L'Italia è il Paese al mondo più esposto assieme agli Stati Uniti. Sui giornali si è parlato di 30 milioni di numeri di cellulari di utenti italiani coinvolti ma in realtà sono 36 milioni e 677 mila. I profili sono tutti compromessi e andrebbero almeno cambiate tutte le password di accesso per limitare possibili danni e per questo anche istituite nuove prassi identificative dalle compagnie telefoniche, vista la violazione dei numeri di telefono.

Con Affaritaliani.it abbiamo potuto constatare un dato rilevante: tra gli utenti italiani coinvolti ci sono una moltitudine di appartenenti alle istituzioni, alle forze dell’Ordine, che lavorato presso enti che curano la sicurezza nazionale, dipendenti dello Stato di ogni tipo, dal ministero dell’Interno alla Difesa, ecc… per ogni settore.

Se la notizia dell’ufficiale della marina militare arrestato dai Carabinieri del Ros, con l’accusa di spionaggio e violazione della sicurezza dello Stato, ha destato scalpore immaginate il potenziale di queste informazioni messe a disposizione di malintenzionati. Si può trovare ogni tipo di dato sensibile degli utenti con nome, cognome, indirizzo di casa, numero telefonico cellulare, e-mail e notizie biografiche. Non una panacea per la sicurezza nazionale ma neanche per quella personale.

dati rubati facebook
 

Accade perché Facebook in modo ripetuto, quasi spasmodico, chiede agli utenti di inserire, per ragioni di sicurezza, il proprio numero telefonico sul social, nel corso delle operazioni di identificazione e autenticazione, quando viene digitato l’account e la password.

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