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Italiani schiavi di slot e gratta e vinci. Gioco d’azzardo, boom di “patologici”

Italiani schiavi di slot e gratta e vinci. Gioco d’azzardo, boom di “patologici”
video gioco azzardo
Sono circa un milione e mezzo le persone che in Italia hanno a che fare direttamente o indirettamente con i problemi legati al gioco d’azzardo, i più a rischio gli adolescenti: per loro la ludopatia è ancora una parola vuota di significato
Italiani schiavi di slot e gratta e vinci. Gioco d’azzardo, boom di “patologici”

Vincere ai gratta e vinci è facile: 4 biglietti su 10 sono vincenti, ma di questi il 90% fornisce una vittoria in pareggio. Anche aggiudicarsi un premio alle slot machine non è impossibile: la macchina, infatti, conserva soltanto il 25% dei gettoni, mentre il 75% deve essere per forza restituito in vincite. Questi sono i dati che spingo gli italiani a tentare la fortuna.

Gli ultimi dati del Ministero della Salute parlano di un 54% della popolazione italiana dedita al “gioco”. Le stime indicano percentuali comprese fra l’1,3 ed il 3,8 di giocatori “problematici” ed un totale di giocatori “patologici” che varia fra lo 0,5 ed 2,2 % pari a circa 1,3 milioni di persone schiave dell’azzardo. Ma il numero è destinato ad aumentare pensando a chi indirettamente coinvolto: mogli, mariti, figli, il numero delle persone coinvolte e direttamente danneggiate da questo fenomeno sta assumendo proporzioni allarmanti. Adolescenti, anziani, e disoccupati sono portatori di fattori di rischio supplementari.

Allarmanti i dati raccolti durante un progetto contro la ludopatia dedicato ai ragazzi di alcune scuole di Roma, “Non giocarti la vita”: secondo Mauro Mennuni, divulgatore scientifico del progetto, i ragazzi non hanno assolutamente la cognizione del problema benchè nel loro stretto giro di amici e familiari si presentino casi di ludopatia: “Per i ragazzi, più dei numeri, forse sono state proprio le testimonianze dei loro compagni a far maturare la consapevolezza che la ludopatia è davvero un problema e che la prevenzione è importante, soprattutto tra i giovani”.