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Cronache
Napoli, proteste dei disoccupati e blocco stradale
(fonte IPA)

Un blocco stradale sul lungomare di Napoli per chiedere lavoro, l'attuazione di progetti per la rigenerazione urbana, la riapertura di spazi pubblici, il recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche e la gestione delle aree verdi in città. "Prospettive fattibili” fanno sapere gli aderenti al Movimento “attraverso nuovi percorsi di aggiornamento e formazione-lavoro utilizzando fondi europei destinati a queste necessità”.
Non è la prima volta che scendono in strada a gridare la necessità di cambiare le cose e soprattutto a chiedere lavoro. Dalle pagine dei social network del Movimento 7 novembre si legge “Sarà così fino a quando non avremo risposte per la nostra condizione”.

Dunque, la mobilitazione andrà avanti, come del resto accade da molto tempo. Le richieste, come detto, sono chiare e in un territorio particolarmente complesso come quello napoletano assume particolare rilievo. “Da anni proponiamo progetti per la rigenerazione urbana, mobilità turistica, recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche, dulcis in fundo, la riapertura di spazi pubblici e la riapertura e la gestione delle aree verdi in città. Prospettive fattibili attraverso nuovi percorsi di aggiornamento e formazione. Nei fatti, lavoro e cambiamento climatico sono questioni da tempo all'ordine del giorno, divenute impellenti al tempo del Covid. Sta di fatto che in città negli ultimi 10 anni non è stato fatto nulla se non abbattere alberi e chiudere parchi e scuole ad ogni allerta meteo”.

Nel documento si legge inoltre, che “il degrado dilagante apre la strada ad una gestione privatistica del verde pubblico” invece a loro modo di vedere “c'è il bisogno di ampliare e non restringere gli spazi, al fine di evitare assembramenti, di garantire salute e socialità, oltre che messa in sicurezza del territorio. Questioni che se non denunciate da noi disoccupati diventano solo temi ed argomenti da circoli di intellettuali ed elettorali”.

Infine, le richieste. “Cosa vogliamo? Lavoro e benessere, formare gli operatori del settore, i pochi giardinieri in forza al comune di Napoli non possono garantire un servizio organizzato ed efficiente, promuovere il libero accesso alle aree verdi, superare il modello privatistico degli spazi pubblici. E' impensabile che il patrimonio verde non possa essere una una risorsa per tutti in termini di lavoro e vivibilità”.

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