A- A+
Cronache
Patatagate: per i pm i reati ci sono, ma prescritti. L'inchiesta di Affari

L’avvocato di Coldiretti Benedetto Marzocchi Buratti ad Affari: “E’ servito a sensibilizzare i consumatori sulle insidie del mercato e le possibili pratiche scorrette che tanto danneggiano il mercato agricolo”

“Il fabbisogno nazionale di patate è di circa 2,3 milioni di tonnellate”, scrive nel 2013 il Corpo Forestale dello Stato, “mentre la produzione (nazionale, ndr) è di circa 1,5”. Da dove provengono le altre 800.000 tonnellate? E soprattutto perché sugli scaffali dei supermercati troviamo quasi esclusivamente patate italiane se ne importiamo da altri Paesi?

 

 

Migliaia di documenti e intercettazioni per 2 anni di indagini del Corpo Forestale dello Stato, nucleo di Bologna, oggi dei Carabinieri, per il caso noto come Patata-gate. In sostanza per l’accusa quelli che nel 2019 sono stati rinviati a giudizio, anche con l’ipotesi di reato di associazione a delinquere, spacciavano patate straniere come italiane (e anche cipolle) a danno dei consumatori e della Grande distribuzione. A processo sono finiti, con vari tipi di imputazioni, anche Giulio Romagnoli, titolare della Romagnoli Fratelli spa, una delle più importanti aziende di confezionamento e distribuzione di patate e cipolle in Italia, Claudio Gamberini, ex direttore nazionale per gli acquisiti Ortofrutta della Conad, Antonio Covone dell’omonima impresa campana e Roberto Chiesa, responsabile acquisti della Romagnoli e un’altra serie di imputati che alla fine resteranno in 14.

I reati oggi sono prescritti con la Procura che chiede di non doversi procedere nei confronti di tutti e 14 gli imputati ma spiega anche che è “ritenuta provata la sussistenza degli elementi oggettivo e soggettivo del reato, deve rilevarsi, tuttavia, che il delitto è comunque estinto per intervenuta prescrizione, sia per i promotori, che per il partecipe”. Stesso dicasi per gli altri capi di imputazione contestati.

Restano ancora in piedi le richieste di condanna per gli illeciti amministrativi alle società coinvolte, 100.000 euro per la Romagnoli spa, 150mila per la Covone srl, 25.000 euro ad Ortofrutticola Parma s.r.l. e Baschieri Rino di Patrizio e Dannj Baschieri s.n.c. La sentenza è stata fissata per il 12 gennaio prossimo.

Intanto è stato condannato in primo grado a pagare subito 40.000 euro di danni il Forestale Michele Bacocco perché avrebbe svelato alcuni dettagli alla trasmissione televisiva Report che rese noto il caso nel 2014. Condannate in primo grado anche due persone coinvolte in modo diverso nella vicenda che avevano scelto il rito abbreviato, Grazia Romagnoli per corruzione tra privati e Michele Manenti, uno dei dipendenti della Romagnoli Fratelli spa per calunnia nei confronti dell’agente della Forestale. Bacocco non lavora più a Bologna ma nel 2020 è stato trasferito d’autorità a Zocca, provincia di Modena, in montagna.

Coldiretti, l’ente di rappresentanza degli agricoltori si è costituito parte civile. L’avvocato Benedetto Marzocchi Buratti che rappresenta Condiretti ha detto ad Affaritaliani: “I tempi processuali non permetteranno una pronuncia nel merito ma l’impianto accusatorio è stato confermato dalla Procura che ha chiesto la condanna per le società coinvolte. La Procura ha confermato sia l’associazione che ‘i reati fine’, tanto che ha chiesto la condanna delle società. A prescindere dalla prescrizione siamo soddisfatti per aver contribuito a contrastare un sistema che va contro gli interessi dei consumatori. E’ servito a sensibilizzare i consumatori sulle insidie del mercato e le possibili pratiche scorrette che tanto danneggiano il mercato agricolo”.

Iscriviti alla newsletter
Iscriviti al nostro canale WhatsApp





in evidenza
Vittime e carnefici, qualcosa sta cambiando: l'intervento del direttore Perrino su Ore 14

MediaTech

Vittime e carnefici, qualcosa sta cambiando: l'intervento del direttore Perrino su Ore 14


in vetrina
A Milano apre Avani Palazzo Moscova: un nuovo hotel "illumina" Porta Nuova

A Milano apre Avani Palazzo Moscova: un nuovo hotel "illumina" Porta Nuova





motori
Opel Corsa Electric Yes in edizione speciale, l' elettrica in stile sportivo

Opel Corsa Electric Yes in edizione speciale, l' elettrica in stile sportivo

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.