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Cronache
Principato di Monaco trema, "speculazione immobiliare alle spalle di Alberto"

Nel Principato di Monaco verrebbero continuamente costruiti edifici ma per essere demoliti e ricostruiti in un secondo momento, “più alti, più appariscenti, più redditizi”

Le Monde ha accesso i riflettori sul Principato di Monaco. Dei misteriosi documenti vengono divulgati da mesi e mostrerebbero un sistema nella città Stato che non ha imposte generali sul reddito delle società, non ha tasse sui dividendi pagati dalle società locali e non riscuote tasse nette sul patrimonio. Le principali attività di attrazione a Monaco sono soprattutto turistiche e immobiliari.

“I documenti sembrano autentici”, spiega il quotidiano francese, “hackerati dalle caselle postali degli interessati” e mostrerebbe un sistema che ruota intorno alle ingenuità del principe Alberto II. Li ha pubblicati un misterioso sito web ma anche siti nidificati in rete, con video e simili, raccontano i giornalisti Di Gérard Davet e Fabrice Lhomme. Secondo i soggetti coinvolti però si tratterebbe solo di “spazzatura” e poco più, un modo per creare l’ennesimo scandalo che destabilizzi il Principato, in un gioco di potere ancora poco chiaro. 

Nell’articolo di Le Monde si parla di quatto figure accusate "di formare una sorta di ‘G4’ al tempo stesso discreto e tentacolare, con Alberto II sullo sfondo, sovrano ingenuo e antiquato”. I quattro sono per il quotidiano francese coloro che permettono al Principato di funzionare e che di fatto detengono le redini tecniche della città Stato: “Didier Linotte, il presidente francese della Corte suprema monegasca (la Corte costituzionale locale); Claude Palmero, dottore commercialista, ma soprattutto confidente e amministratore dei beni del principe Alberto II; Laurent Anselmi, Capo di Gabinetto del Sovrano; Thierry Lacoste, anche lui francese, avvocato e amico d'infanzia di Albert”. Calibri di grande rilievo e professionisti di prestigio, al di sopra di ogni sospetto, che avrebbero immediatamente attivato i propri legali per difendersi dalle accuse e scatenando querele.

Il meccanismo finito sotto i riflettori è il sistema immobiliare monegasco. “Monaco ha 4,8 chilometri di costa, appena 200 ettari di terreno scosceso, 38.000 abitanti, di cui 8.000 monegaschi, e 749 russi, il prezzo record mondiale al metro quadrato (fino a 100.000 euro!)”, spiega Le Monde, “e quindi il terreno di caccia preferito di costruttori”. Risiedono a Monaco anche 6000 italiani.

Sono tre i gruppi immobiliari che incidono davvero sul mercato del Principato. Il più grande è il Gruppo Pastor, un gruppo storico, composto da monegaschi multimiliardari e due gruppi di origine italiana: Marzocco e Caroli.

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