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Sciopero dei balneari, oggi ombrelloni chiusi. Si ferma pure il Papeete: spiagge in tilt

Il governo studia una norma per fine agosto, ma per riaprire un canale con l’Europa dovrà dare il via libera alla legge Bolkestein. “Gare inevitabili”

Sciopero dei balneari, oggi ombrelloni chiusi. Si ferma pure il Papeete: spiagge in tilt
Spiaggia Donne sole

Confermato lo sciopero dei balneari, oggi per due ore gli ombrelloni in moltissime spiagge italiane resteranno chiusi. Una serrata “gentile”, come l’ha definita Antonio Capacchione, il presidente del sindacato dei balneari che ha promosso la mobilitazione: due ore, dalle 7.30 alle 9.30, con i grandi parasole chiusi per protestare contro l’immobilismo della destra al governo. L’esecutivo studia una norma per fine agosto, ma per riaprire un canale con l’Europa dovrà dare il via libera alla legge Bolkestein. La premier Meloni parla di “gare inevitabili“. A settembre la Commissione europea è pronta a portare l’Italia di fronte alla Corte di giustizia dell’Ue: i giochi si stanno per chiudere. E questa volta a Roma toccherà pagare. Soldi e tanti.

Sciopero dei balneari, oggi ombrelloni chiusi. Si ferma pure il Papeete: spiagge in tilt
Sciopero dei balneari, oggi ombrelloni chiusi. Si ferma pure il Papeete: spiagge in tilt
Sciopero dei balneari, oggi ombrelloni chiusi. Si ferma pure il Papeete: spiagge in tilt

Sciopero degli ombrelloni, rischio caos nelle spiagge alla vigilia di Ferragosto

Confermato lo sciopero dei balneari, oggi per due ore gli ombrelloni in moltissime spiagge italiane resteranno chiusi. Una serrata “gentile”, come l’ha definita Antonio Capacchione, il presidente del sindacato dei balneari che ha promosso la mobilitazione: due ore, dalle 7.30 alle 9.30, con i grandi parasole chiusi per protestare contro l’immobilismo della destra al governo. L’esecutivo studia una norma per fine agosto, ma per riaprire un canale con l’Europa dovrà dare il via libera alla legge Bolkestein. La premier Meloni parla di “gare inevitabili“. A settembre la Commissione europea è pronta a portare l’Italia di fronte alla Corte di giustizia dell’Ue: i giochi si stanno per chiudere. E questa volta a Roma toccherà pagare. Soldi e tanti.

Leggi anche: Sciopero degli ombrelloni: il fronte dei balneari diviso, Assobalneari: “Noi al lavoro”

La presidente del Consiglio ha scelto di affidarsi al ministro  Raffaele Fitto per capire come gestire il dietrofront. Con un’indicazione: bisogna riattivare il negoziato con Bruxelles e portare qualcosa a casa. Senza un accordo, infatti, l’Italia – prosegue La Repubblica – rischia grosso. Nel luglio di quest’anno arriva il boccone più amaro per i balneari: la Corte di Giustizia Ue stabilisce che ai concessionari non è dovuto alcun indennizzo per “le opere non amovibili realizzate nell’area concessa”. Si arriva allo sciopero di due ore di oggi, proclamato da Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti.

Il presidente del Sib invoca l’applicazione della legge Draghi, che almeno prevedeva un indennizzo per i concessionari che non ottenevano il rinnovo, e una forma di prelazione. Da Bruxelles in questi giorni è arrivata solo una laconica conferma secondo cui “la Commissione europea è in stretto contatto con le autorità italiane per discutere possibili soluzioni“. “Per quanto riguarda lo sciopero, noi aderiremo – spiegano dallo staff del “Papeetebeach” – manterremo gli ombrelloni chiusi fino alle 9.30″. Tutto vero, quindi. E forse – riporta La Repubblica – non è finita qui. Un altro simbolo della destra balneare, il Twiga, è tentato dalla serrata dell’ombrellone, a sentire la reazione della ministra Santanché: “Il Twiga sciopera? Lo scopriremo solo vivendo“, risponde al cellulare la titolare del Turismo del governo Meloni, Daniela Santanché. 

Balneari: guerra cifre, Fiba 80% sciopera, Codacons “un flop”

Due ore di serrata questa mattina, dalle 7:30 alle 9:30 per gli stabilimenti Balneari, ma e’ contesa tra le associazioni di settore aderenti e quelle dei consumatori sulle cifre dell’adesione. A meno di una settimana da Ferragosto, nel cuore della stagione estiva, i Balneari hanno deciso di protestare contro quello che ritengono un mancato intervento del governo per dare certezze alle imprese del settore. Le associazioni di categoria pero’ sono divise: Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti hanno proclamato lo sciopero mentre Assobalneari non ha partecipato all’apertura ritardata degli ombrelloni “per non penalizzare migliaia di consumatori”. Cosi’ se da un lato la Fiba parla di grande adesione allo sciopero con punte dell’80% in alcune regioni, il Codacons replica che la serrata e’ stata un flop. I Balneari chiedono certezze per le concessioni che sono scadute lo scorso 31 dicembre, dopo lo stop del Consiglio di Stato alla proroga fino alla fine del 2024 decisa dal governo. Fonti di governo nei giorni scorsi hanno fatto sapere che in una delle prossime sedute del Consiglio dei ministri, a valle delle interlocuzioni con la Commissione Europea, verra’ esaminato e approvato il provvedimento di riordino delle concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo per stabilire un quadro giuridico certo per gli operatori e per le amministrazioni locali. In tema di concessioni Balneari “c’e’ un confronto sul parere motivato della commissione europea che va avanti, con le sue complessita’”, ha spiegato il ministro per gli Affari Ue Raffaele Fitto. Il governo la scorsa estate aveva avviato la mappatura delle spiagge per comprendere in che percentuale siano adibite a stabilimenti, attivita’ ricreative e ristorazione. Perche’ la direttiva comunitaria Bolkestein del 2006 prevede che “l’autorizzazione rilasciata al prestatore non ha durata limitata”, a eccezione di alcune fattispecie. E che i bandi vadano fatti qualora: “Il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attivita’ sia limitato per via della scarsita’ delle risorse naturali”. Al momento sarebbe utilizzato in concessione circa il 33% delle coste. I Balneari auspicavano che il dato fornito dalla mappatura potesse essere lo strumento per mostrare alla Ue che non c’e’ scarsita’ di risorse e quindi le spiagge non vadano messe a bando. I numeri del settore, frammentari, appaiono essi stessi una parte del problema. Negli ultimi anni diversi studi parlano di concessioni per 6.600 stabilimenti che frutterebbero circa 130 milioni di euro annui di canoni di utilizzo a fronte di un fatturato medio di 260 mila euro. Il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton pero’ in primavera ha fatto sapere che la valutazione delle coste disponibili in Italia per le concessioni Balneari dovrebbe essere “reale e obiettiva” e “basarsi su un’analisi qualitativa”.

“C’e’ una grande adesione, al di sopra delle aspettative, al momento di sensibilizzazione voluto e organizzato. I bacini Balneari piu’ importanti d’Italia, come la Romagna e la Toscana, vedono una partecipazione quasi totale, e oltre l’80% degli operatori Balneari ha tenuto chiuso il servizio ombreggio sul territorio nazionale”, rivendica Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti. “Un’adesione che ci da’ forza e coraggio nel proseguire questa battaglia giusta e doverosa – prosegue – per chiedere al Governo subito una legge definitiva che possa finalmente ridare certezze al comparto balneare italiano”. Replica il Codacons e’ un “flop” lo sciopero dei Balneari con adesioni “al di sotto delle attese e organizzazioni totalmente divise sulla serrata”. Il numero dei lidi che hanno chiuso nelle due ore di sciopero, secondo l’associazione dei consumatori, “e’ inferiore alle aspettative, e la protesta non ha raggiunto i risultati sperati”. Dal versante politico il segretario di Piu’ Europa Riccardo Magi incalza: “Piu’ che uno sciopero, a me pare una liberazione da chi ormai abusivamente occupa le spiagge italiane. Servivano gare prima per non arrivare a questa situazione di incertezza per tutti, servono gare ora per mettere fine a questo regime di concessioni che e’ una regalia che la politica ha fatto a una corporazione in cambio di voti a danno di cittadini e ambiente”. Mentre per Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia, pur comprendendo “le ragioni dei promotori” delal protesta “e’ necessario un approccio alla questione prudente e collaborativo per preservare in questo particolare periodo dell’anno il legittimo interesse dei consumatori”.

Sui territori la situazione cambia da regione a regione. Ombrelloni aperti oggi a Rimini, meta simbolo delle villeggiature estive sull’Adriatico. Gli operatori Balneari romagnoli hanno scelto di non aderire, garantendo il servizio ai bagnanti. “Da noi nel Riminese – spiega il presidente provinciali del SIB- Fipe Confcommercio, Riccardo Ripa – in accordo con i nostri rappresentanti nazionali e regionali, abbiamo deciso di scioperare in una maniera piu’ vicina al nostro spirito, da sempre vocato all’ospitalita’”. I Balneari riminesi associati alle 12 si uniranno dunque ai loro ospiti per un brindisi: un momento in cui chiedere insieme una legge che tuteli la balneazione attrezzata italiana. Protesta a macchia di leopardo negli stabilimenti Balneari di Genova. Negli stabilimenti di corso Italia, lungomare della citta’, alcuni ombrelloni sono rimasti chiusi, complice anche il fresco delle prime ore del mattino, molti invece quelli aperti. “A Genova hanno gia’ fatto le gare, quindi i giochi sono fatti – spiega Rodolfo Baratti, titolare dei Bagni Oasis dal 1996 – proprio perche’ la situazione e’ questa, siamo esentati, ma comunque sposiamo le motivazioni dello sciopero”. Il Comune aveva infatti pubblicato la scorsa primavera le regole per riaffidare le concessioni.