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Culture
Albenga, tornano i “Fieui di caruggi” con il premio “Fionda di legno”: quest’anno va a Ranucci

Torna il 24 settembre il premio “Fionda di legno” dei “Fieui di caruggi” ad Albenga

Il 24 settembre torna il premio “Fionda di legno” e come ogni anno sarà Antonio Ricci, autore televisivo, a consegnare personalmente ad Albenga, in provincia di Savona (sua città natale), il riconoscimento “privo di valore venale, ma dal grande significato simbolico e morale”, come spiega Gino Rapa, portavoce dei “Fieui di caruggi”, l’associazione culturale che organizza l’evento.

Il premio viene assegnato a chi nella sua vita, o in un particolare momento della propria esistenza, ha saputo tirare buone “fiondate”, ovviamente metaforiche. La kermesse è stata ideata dai “Fieui di caruggi” (Ragazzi dei vicoli) di Albenga, capitanati proprio da Ricci, e che si occupano dell’organizzazione

L’evento si terrà nel Teatro Ambra di Albenga e quest’anno sarà consegnato a Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore della trasmissione “Report”. Hanno ricevuto la "Fionda", tra gli altri, Milena Gabanelli, Roberto Vecchioni, Don Gallo, Carlìn Petrini, Don Mazzi, Fiorella Mannoia, Javier Zanetti, Brunello Cucinelli, I Nomadi, Michelle Hunziker, Giulia Bongiorno, Enrico Brignano e Don Ciotti.

“L’importanza del premio Fionda è testimoniata da un’emissione dedicata di Poste Italiane e dalla medaglia del Presidente della Repubblica”, spiega Rapa. “La consegna del premio – sottolinea - avviene in un clima informale e goliardico (come ha detto Vecchioni non è un premio… paludato), anche se la manifestazione è stata giudicata dal quotidiano La Stampa, il miglior evento culturale dell’anno”. “È totalmente a scopo benefico – viene precisato - e le offerte ricevute vengono devolute interamente a enti o associazioni indicati dal premiato”.

fionda 2022 ranucci bandiera a
 

"Ottobre De Andrè", l'omaggio dei “Fieui di caruggi” 

Ma non è finita qua. E si, perché i “Fieui di caruggi” a ottobre, come ogni anno, renderanno omaggio al grande Fabrizio De André. “Non uno dei numerosi tributi a De André”, ma “un gesto d’amore”, spiegano, con l’aiuto di Dori Ghezzi – sua storica compagna - e di Antonio Ricci, con la collaborazione di Franco Fasano e di tanti amici artisti.

L’evento, ideato da Pepi Morgia, è nato nel 2011 e doveva restare un “unicum”, ma è presto diventato – grazie allo straordinario favore popolare – un appuntamento importante e molto atteso. Ancora di più da quando Don Gallo, grande amico di Faber, chiese ai “Fieui”, poco prima di morire, di dedicare questa loro manifestazione a sostegno della Comunità da lui creata. Per questo l’intero ricavato di “Ottobre De André” (costituito dalle offerte ricevute) viene devoluto alla Comunità di San Benedetto al Porto Di Genova.

Ci saranno una serie di eventi a cadenza settimanale dedicati a temi che gli sarebbero stati cari: la musica certamente, ma anche la pace, la solidarietà, la cultura, l’ambiente. L’importanza della manifestazione, patrocinata dalla Fondazione De André, è confermata dalla partecipazione, nelle varie edizioni, di numerosi ospiti, quali Cristiano De Andrè, Enrico Brignano, i Nomadi, Enrico Ruggeri, Amedeo Minghi, Vittorio De Scalzi, Gino Paoli, Dario Vergassola, Enzo Iacchetti, Giorgio Conte, Teresa De Sio, Max Pezzali, Ron, Francesco Baccini, Maurizio Vandelli, Shel Shapiro, Paolo Vallesi, Mauro Pagani, Mal dei Primitives.

Il momento conclusivo – come di consueto nel pomeriggio dell’ultimo sabato di Ottobre – è chiamato (da una espressione di don Gallo) “trafficanti di sogni” ed è "qualcosa di davvero particolare ed emozionante", affermano dall'organizzazione. Al riguardo Dori Ghezzi scrive: “È un ritrovarsi con gioia tra vecchi e nuovi amici. Ritorno volentieri ogni volta ad Albenga che mi circonda sempre con un grande affetto, sicuramente ricambiato. Qui si respira aria vera. C’è sincerità, amore, voglia di condividere e, per fortuna, ancora tanta umanità…”.

Sul palco del Teatro Ambra viene ricostruita la cantina dei “Fieui di caruggi”, un gruppo di amici che hanno in comune l’infanzia e la giovinezza trascorse nei vicoli del centro storico albenganese e che oggi – con i capelli bianchi … o senza – dedicano il loro tempo ad iniziative sociali e solidali. In questa cantina un po’ particolare ognuno porta qualcosa… chi il vino, chi una canzone, chi una poesia, chi il pane, chi una testimonianza. E proprio per continuare ad essere “trafficanti di sogni” ognuno porta un suo sogno… in corso, sfumato, realizzato… un sogno.

 

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