Lo sconto sulle accise del diesel è attualmente previsto fino al 5 settembre, ma il governo valuta un’ulteriore proroga di breve durata per evitare un aumento immediato dei prezzi alla pompa.
Il Tesoro attende i dati sulle maggiori entrate Iva generate dal caro carburanti prima di definire la copertura delle nuove misure.
Accise diesel, fino a quando resta lo sconto
La misura attualmente in vigore arriva fino al 5 settembre 2026. Il taglio riduce di 17,1 centesimi al litro l’accisa applicata al gasolio. L’intervento è stato prorogato dal governo alla fine di agosto come misura ponte in attesa di definire una strategia più stabile contro l’aumento dei carburanti.
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Senza un nuovo intervento, dalla scadenza l’accisa tornerebbe al livello ordinario e il prezzo finale potrebbe aumentare, anche se l’effetto effettivo sulla pompa dipende contemporaneamente dalle quotazioni dei prodotti raffinati, dai margini degli operatori e dall’andamento del petrolio.
Secondo Repubblica, il governo sta valutando una micro-proroga dello sconto per guadagnare qualche giorno e attendere un quadro più preciso delle entrate fiscali.
Accise diesel, cosa potrebbe cambiare dopo la proroga
La linea allo studio prevede di passare gradualmente da uno sconto uguale per tutti a interventi più mirati. La riduzione generalizzata delle accise produce infatti un beneficio indipendente dal reddito del consumatore. Ogni litro di carburante riceve lo stesso sconto.
Il governo valuta invece agevolazioni destinate alle famiglie con redditi più bassi e ai settori produttivi maggiormente esposti all’aumento dei costi energetici e dei trasporti.
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La decisione dipenderà dalle risorse disponibili. Il Ministero dell’Economia sta verificando in particolare il gettito Iva aggiuntivo generato dai prezzi elevati dei carburanti. Quando benzina e diesel aumentano, infatti, cresce anche la base imponibile su cui viene applicata l’Iva.
Una parte di queste maggiori entrate può essere utilizzata, rispettando i vincoli di bilancio, per finanziare misure compensative.
La scadenza da seguire resta quindi quella del 5 settembre. Prima di allora il governo dovrà stabilire se prolungare ancora il taglio temporaneo oppure lasciarlo terminare e anticipare il passaggio ai nuovi interventi.
Al momento la nuova proroga viene indicata come un’ipotesi allo studio e non come una misura già definitivamente approvata.


