A sorpresa la nuova Alitalia potrebbe vedere presto la luce, forse già in settimana. Secondo alcune indiscrezioni l’intesa con Bruxelles è molto prossima e vede Ita (Italia trasporto aereo) prendere le attività di volo della compagnia in amministrazione straordinaria. Che si respirava un’aria diversa rispetto alle ultime settimanelo si era potuto capire dalle parole di qualche giorno fa del ministro dell’Economia Daniele Franco che aveva indicato: “Ci stiamo avvicinando a una soluzione a un accordo con la Commissione europea. Credo che a breve troveremo una soluzione e consentiremo a Ita di partire”.
L’incontro di mercoledì fra la commissaria Margrethe Vestager e il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti viene considerato decisivo. Il meeting, a Bruxelles, ha il fulcro su altri temi (anche perché il Mise vigila sull’amministrazione straordinaria, non su Ita), ma tutti si aspettano che Giorgetti affronti il nodo Alitalia.

Non sono ancora chiari i termini dell’eventuale accordo: fino a qualche settimana fa veniva indicata come soluzione possibile una compagnia (Ita) con 47 aerei passeggeri rispetto ai 104 alla fine dell’anno scorso, fra 3 mila e 3.500 addetti (7.500 esuberi potenziali). Ultimamente si è parlato di 4.500-5 mila addetti e 55-60 aerei passeggeri. Cifre mai confermate perlomeno a Bruxelles: come ricorda l’agenzia Radiocor, la Commissione non è mai intervenuta pubblicamente in merito essendosi sempre limitata a ribadire i principi generali dell’operazione imperniati sul pilastro della discontinuità tra Alitalia e Ita.
Se non ci fosse discontinuità economica infatti tra la vecchia e la nuova società, Ita dovrà farsi carico del rimborso dei prestiti ponte per 1,3 miliardi che Bruxelles dovrebbe a un certo punto considerare aiuti di Stato non compatibili con le norme Ue. Quanto al marchio, il ministro Franco ha fatto sapere la scorsa settimana che “sarà mantenuto”.

Il settore manutenzione potrebbe essere ceduto alla società Atitech, per i servizi a terra (handling) sarebbe prevista una gara. Originariamente il programma di Ita era chiudere la partita prima della primavera per poter cominciare a volare ad aprile. Poi c’è stato il rinvio a luglio, nelle settimane scorse veniva indicato agosto, negli ultimi giorni si è parlato di un ulteriore slittamento dopo l’estate.
Governo e Commissione avrebbero raggiunto l’intesa su Millemiglia (che verrà venduta) e sul sacrifico degli slot, in parte a Linate (e forse anche qualcosa a Roma). Nel frattempo, si lavora anche alla ricerca del partner. Un aspetto che “affronteremo in una fase successiva”, aveva detto Franco giovedì scorso. Ma a quanto filtra si sta già negoziando seriamente per l’ingresso di Lufthansa ipotesi considerata sempre molto concreta, da chi segue da vicino il dossier,per quanto ci sia anche la possibilità di un accordo con l’americana Delta.
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Il nodo principale da cui partire, però, è raggiungere l’intesa con Bruxelles. Anche nell’ipotesi di un accordo in tempi stretti, comunque, appare inverosimile che Ita possa decollare subito, si slitta a dopo l’estate. Non c’è fretta: Alitalia ha appena ricevuto 100 milioni dal governo con il Decreto Sostegni. Anche secondo Il Messaggero, la rotta di Ita-Alitalia è tracciata con degli step ben precisi, previsti dal piano industriale e condivisi passo dopo passo dal ministero dell’Economia e da Palazzo Chigi.
Un crono-programma che scatterà appena ottenuto il via libera, anche informale, di Bruxelles e che il Tesoro (il dossier è in mano a Franco e al direttore generale Alessandro Rivera) vorrebbe chiudere in 60 giorni. Non si può perdere altro tempo. La stagione estiva è partita e sta crescendo, con la campagna vaccinale che corre veloce in tutto il mondo, la domanda di mobilità per il trasporto aereo. Sono quattro le mosse per chiudere la partita.
Si partirà con l’aumento di capitale da 700 milioni, con la possibilità di arrivare fino a un miliardo di euro, per consentire alla newco guidata da Fabio Lazzerini di partecipare alle gare per acquistare il ramo volo e a quella ad hoc per il brand Alitalia. Tant’è che in queste ore si è intensificato il pressing sui commissari straordinari guidati da Giuseppe Leogrande affinchè accelerino le procedure.
Il secondo step, deliberato l’aumento di capitale e ottenuta la licenza di volo dall’Enac, prevede una partnership con Alitalia per utilizzare sia i dipendenti dell’handling che quelli della manutenzione. A fronte, ovviamente, del pagamento del servizio. In una terza fase Ita parteciperà alla trattativa con Alitalia per entrare nelle due società. Non è ancora chiaro se con una quota di maggioranza o meno. A questo punto potrà assumere altri dipendenti in maniera diretta. Complessivamente manutenzione e servizi di terra impiegano circa 6.000 persone.
Proprio Palazzo Chigi spinge perchè su questo fronte la partnership possa scattare il prima possibile, ben consapevole che Ita da sola non puo’ reggere la competizione mondiale. Proprio l’arrivo entro 12 mesi di un socio privato nell’azionariato accanto al Tesoro, come suggerito dallo stesso Draghi e auspicato dall’Europa, è un altro tassello decisivo per far andare in porto la trattativa.
