Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Bankitalia, il debito pubblico italiano cresce di 11,5 mld. Record storico

Bankitalia, il debito pubblico italiano cresce di 11,5 mld. Record storico

Nei primi quattro mesi del 2024 le entrate tributarie sono state pari a 163,5 miliardi: ad aprile salgono a 40,6 mld

Bankitalia, il debito pubblico italiano cresce di 11,5 mld. Record storico
debito tributario agli eredi

Bankitalia: debito ad aprile aumenta a 2.905,7 miliardi

Lo scorso aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 11,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.905,7 miliardi. Lo rileva l’ISTAT. Il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (17,0 miliardi) ha più’ che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,5 miliardi, a 32,1). L’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha aumentato il debito di 1,0 miliardo.

Con riferimento alla ripartizione per sotto settori, l’intero aumento del debito è dovuto alle Amministrazioni centrali, mentre sia quello delle Amministrazioni locali sia quello degli Enti di previdenza e’ rimasto sostanzialmente stabile. La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,8 anni. Ad aprile, la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è lievemente diminuita (al 23,5 per cento dal 23,7 per cento del mese precedente), mentre a marzo (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quelle detenute dai non residenti e dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) si sono collocate rispettivamente al 28,7 e al 14,1 per cento (dal 28,3 e dal 13,6 per cento del mese precedente).

Bankitalia, le entrate tributarie contabilizzate salgono a 40,6 mld

Ad aprile, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 40,6 miliardi, in aumento del 5,0 per cento (1,9 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2023. Lo rileva Bankitalia. Nei primi quattro mesi del 2024 le entrate tributarie sono state pari a 163,5 miliardi, in aumento del 7,1 per cento (10,8 miliardi) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

LEGGI ANCHE: Bankitalia vede l’aumento della crescita: “Più forte nel secondo semestre”

Commercio estero: avanzo aprile a 4,8 mld, export +7,9% su anno

Il saldo commerciale ad aprile è pari a +4,807 miliardi di euro (era +362 milioni ad aprile 2023). Il deficit energetico (-3,787 miliardi) si riduce rispetto a un anno prima (-5,730 miliardi). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da 6,092 miliardi di aprile 2023 a 8,595 miliardi di aprile. Lo rileva l’Istat che stima una crescita congiunturale ad aprile per le esportazioni (+2,3%) e una riduzione per le importazioni (-1,1%). L’aumento su base mensile dell’export è maggiore per i paesi dell’area extra Ue (+3,8%), rispetto a quelli dell’area Ue (+0,8%). L’export aumenta su base annua del 10,7% in termini monetari e del 7,9% in volume. La crescita delle esportazioni in valore e’ piu’ sostenuta per i mercati extra Ue (+13,6%) rispetto a quelli Ue (+8,2%). L’import registra una crescita tendenziale in valore relativamente contenuta (+1,4%), sintesi di un aumento nell’area Ue (+5,4%) e di una contrazione nell’area extra Ue (-3,5%); in volume, le importazioni aumentano del 2,5%.

Tra i settori che piu’ contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+50,7%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (+53,6%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+19,3%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+8,9%). Diminuiscono su base annua le esportazioni di autoveicoli (-15,6%) e mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-5,7%). La crescita congiunturale dell’export (+2,3%), spiega l’Istat, “e’ trainata soprattutto dalle vendite verso l’area extra Ue di beni di consumo non durevoli e beni strumentali (in particolare, mezzi di navigazione marittima). Su base annua, la crescita coinvolge quasi tutti i principali paesi partner commerciali, Ue ed extra Ue, inclusa la Germania, dopo un anno di ininterrotta flessione”. Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’aumento dell’export nazionale sono: Regno Unito (+42,3%), Turchia (+70,6%), Spagna (+12,7%), Belgio (+20,2%), Francia (+5,2%) e paesi Opec (+18,2%).

Flettono le esportazioni verso Svizzera (-6,5%) e Austria (-8,0%). L’import diminuisce su base mensile per tutti i raggruppamenti, tranne che per i beni di consumo, mentre torna a crescere su base annua; la sua crescita tendenziale, estesa a diversi settori, e’ frenata dai minori acquisti di materie prime energetiche. Nel trimestre febbraio-aprile, rispetto al precedente, l’export aumenta dell’1,9%, l’import dello 0,7%. Nei primi quattro mesi del 2024, l’export risulta quasi stazionario in termini tendenziali (+0,3%). I settori che piu’ contribuiscono a sostenere l’export nazionale sono articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. (+28,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+10,4%); all’opposto, quelli che forniscono i contributi negativi piu’ ampi sono metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-9,4%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-7,9%). Nei primi quattro mesi del 2024, il saldo commerciale e’ positivo per 17,6 miliardi (era +1,5 miliardi nello stesso periodo del 2023). Nel mese di aprile i prezzi all’importazione aumentano dello 0,8% rispetto al mese precedente, mentre flettono dell’1,8% su base annua (era -3,5% a marzo). Tali dinamiche sono ancora principalmente spiegate dai rialzi dei prezzi di beni intermedi ed energia (soprattutto, petrolio greggio e gas naturale).