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Economia
Bper, Unipol orchestra il matrimonio con Mps. Cimbri canta: "Vado al massimo"
Banca Monte dei paschi di Siena

Bper, Unipol orchestra il matrimonio con Mps. Cimbri canta: "Vado al massimo"

Indovinello: che cos’hanno in comune Vasco Rossi, Monte dei Paschi di Siena e Unipol? La risposta è molto semplice: Carlo Cimbri. Il presidente esecutivo del colosso assicurativo emiliano, ha “licenziato” Piero Montani, ceo di Bper, durante una conferenza stampa passata alla storia in cui, davanti a giornalisti divertiti e incuriositi, prima consigliò all’amministratore delegato di “stare sereno” (locuzione passata alla storia come bacio della morte dopo che Matteo Renzi la usò con Enrico Letta) e poi fece partire dalle casse della sala “Va bene così, senza parole” di Vasco Rossi.

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Ma si diceva che Cimbri è il trait d’union anche per Mps: in che senso? Sulla carta il numero uno di Unipol ha sempre negato (anche durante quella conferenza stampa) l’intenzione di fondere Bper e Monte dei Paschi. Ma il tempo scorre e il governo il 2 luglio (cioè martedì prossimo) potrà collocare una nuova tranche di azioni di Rocca Salimbeni. Presumibilmente sarà del 10%, diluendosi così al 16,7%. Ma cavalieri bianchi non se ne vedono all’orizzonte. La moral suasion operata dal governo – e soprattutto dalla Lega Nord – su BancoBpm non ha per ora ottenuto gli effetti sperati. Giuseppe Castagna, forte di risultati record, non ha alcuna intenzione di comprare Siena.

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Così, se Intesa Sanpaolo è sempre stata (quasi) impossibile come destinazione a causa di un sistema Antitrust che costringerebbe a tagliare molti sportelli; se Unicredit sembra intenzionata a remunerare gli azionisti e a puntare eventualmente le sue mire espansionistiche altrove, dopo il naufragio delle trattative nel 2021; se, dunque, non sembra vi siano grandi margini di manovra all’orizzonte – e lo spezzatino non piace a nessuno – ecco che l’ipotesi di un’unione tra Bper e Mps (con Unipol che detiene il 19,7% della Popolare di Sondrio) sembra prendere sempre più corpo. Il valore? Oggi, complici le voci di risiko, Mps vale circa 5,8 miliardi, 1.000 milioni in meno di Bper. Un modo lo si troverebbe facilmente, magari con un'Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) sulla falsa riga di quella compiuta da Intesa Sanpaolo con Ubi. 

Ostacoli? Da tempo Unipol ha smesso di avere quella connotazione da coop “rossa” che un tempo aveva, e quindi non ci sarebbero obiezioni neanche da parte del governo. Perché procedere alla fusione con Mps, fino a qualche tempo fa, avrebbe voluto dire la creazione di un polo di sinistra che avrebbe fatto inarcare più di un sopracciglio in Via XX Settembre. C’è infine una nota di colore, che Affaritaliani.it registra senza esporsi ulteriormente: l’account Twitter Pizzaliks racconta di un fuori onda dell’ex amministratore delegato di Bper, Piero Montani. Il quale avrebbe detto, poco prima di abbandonare l’istituto di credito, che è “la banca dei comunisti. I dirigenti vivono di amicizie fra loro, si vedono nel fine settimana, sono tutti cugini, si incrociano sugli altari e i progetti non decollano mai”.

Sarà vero? Non si sa, ma certo che il tracollo dei rapporti tra Montani e Cimbri è alla base dell’urgenza di quest’ultimo di cambiare vertice, ma anche della modalità tutt’altro che ortodossa per il congedo: una canzone di Vasco e una chiosa sarcastica. Insomma, si poteva fare di meglio. Ora che le acque si sono calmate, però, si può tornare a ragionare. Il terzo polo, che da anni si annuncia, potrebbe finalmente decollare. Per capire come, bisogna pazientare poco più di una settimana. Intanto, come suggerisce Bluerating, Mps potrebbe decidere di riacquistare da Axa il polo assicurativo per un miliardo di euro circa. La bancassicurazione rappresenta un settore chiave per il futuro di Mps, ma l’accordo con i francesi scadrà solo tra tre anni. Da qui la necessità di riprendere in mano questa branca per poi accelerare il matrimonio con Bper-Unipol. Possibile quindi che Cimbri in questo momento stia canticchiando “vado al massimo”?
 






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