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Economia

Brembo, per gli analisti il titolo è sotto-prezzato: che cosa succede ora. E Pirelli…

Per gli analisti di Banca Akros il mercato sta sottovalutando Brembo. Non è bastato un bilancio da 300 milioni di utili nel 2023 e un primo quarto di 2024 con oltre 300 milioni di fatturato per convincere a puntare ulteriormente sulla società di Alberto Bombassei.

Oggi in Borsa l’azienda, leader nel segmento premium dei freni, che fornisce anche ai bolidi di Formula 1, vale poco più di 3,65 miliardi. Non molto. Ma c’è da tenere in considerazione due temi fondamentali.

Il primo è che Brembo è leader assoluto nei freni alto di gamma, ma si muove in un mercato in cui i competitor sono giganti come Bosch, che fattura circa 100 miliardi all’anno. Questa dimensione da boutique garantisce di essere un “top” ma al contempo non permette di espandersi ulteriormente. E si sa quanto il mercato apprezzi i movimenti di M&A.

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Secondo tema, di cui si discute da tempo: la fusione con Pirelli. Ora che Marco Tronchetti Provera è riuscito a riconquistare la leadership sulla Bicocca, estromettendo i cinesi che pure aveva portato a Milano, si torna a parlare del futuro dell’azienda. Le sinergie tra Brembo e Pirelli sarebbero ovvie: il segmento premium cui entrambi si rivolgono; la creazione di un polo italiano (anche se Brembo ha spostato la sede in Olanda) per i componenti dell’automotive. Qualche occhiata d’intesa tra Tronchetti e Bombassei c’era già stata in passato. Oggi Pirelli vale in Borsa circa 5,6 miliardi. È vero che sui mercati non vale l’aritmetica: ma un gigante da quasi 10 miliardi di capitalizzazione, all’avanguardia e capace di attrarre le attenzioni di mezzo mondo sarebbe un toccasana per il nostro Paese, sempre più depauperato dal punto di vista industriale. Si farà? Difficile dirlo ora, ma bisognerebbe fare il tifo.






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