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Economia
Cosa sta spingendo rame (e oro) ai massimi di sempre
Rame

Cosa sta spingendo rame (e oro) ai massimi di sempre

Nel grande gioco delle materie prime, ogni mese c’è una novità. Il petrolio rilassa i suoi prezzi? Esplode il gas. Maretta nei mercati energetici? Esplodono le terre rare. Non si pensa a metalli e combustibili? In due anni abbiamo sperimentato il superciclo delle materie prime alimentari. Nella scorsa Pasqua, perfino del cacao.

Il succo d'arancia? Gli analisti osservano il rame e l'oro

E mentre in America le pagine dei quotidiani sono piene dei commenti sul boom del prezzo del succo d’arancia perché anche la materia prima per produrlo cresce causa inflazione e costi di trasporto dal Sud America (benvenuta Una poltrona per due!), analisti, trader e produttori industriali guardano con attenzione nello specifico a una materia prima industriale, il rame, e al sempreverde oro. Sempre più sulla breccia.

Economie europea e cinese in stagnazione, ma il rame vola

A tal proposito, nel dibattito italiano spesso il discorso sulle commodities industriali è trascurato. Non l’ha fatto l’analista Gianclaudio Torlizzi, consulente del Ministero della Difesa per gli approvvigionamenti critici e autore del saggio “Materia rara”, che in un recente dialogo col Giornale di Brescia ha messo il tema sotto i riflettori:  “Tra le materie prime da osservare con attenzione c’è il rame, che nel mese di aprile è passato da 9mila a 10mila dollari a tonnellata sui mercati internazionali. Malgrado una condizione di stagnazione dell’economia europea e cinese”.

La corsa cinese al ristoccaggio è un dato, nota Torlizzi. Che si somma, commenta l’analista, “alle aspettative per un aumento della domanda legato alle politiche di elettrificazione e implementazione dell’intelligenza artificiale. Tanto per dare un’idea, un data center da 1 MW necessita tra le 20 e le 40 tonnellate di rame. Questo assolutamente rende il rame una delle materie prime su cui concentrare l’attenzione”. Anche e soprattutto perché la domanda globale di questo materiale potrebbe nei prossimi anni superare di gran lunga l’offerta. Nel quadro di un contesto di corsa alla transizione green ove la volontà di competere tra Cina e Usa alimenterà la corsa agli investimenti.

Il boom dell'oro e le politiche delle banche centrali russe e cinesi

C’entra la geopolitica, di traverso, anche nel boom dell’altro materiale in crescita e fermento, l’oro, la cui crescita Torlizzi ha collegato “alla dinamica di acquisto da parte di Russia e Cina, le cui banche centrali hanno iniziato a acquistare oro in risposta al congelamento degli asset della banca centrale russa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022”. Il risultato? Il prezzo spot sfiora 2.500 dollari l’oncia in una fase di grande dinamismo. Sono sempre di più le materie prime critiche a dettar la linea. E in tempi di tensioni e rivalità globali, i mercati seguono a ruota.






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