Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Dai BTP al mattone, il risparmio degli italiani cambia pelle. Ma la prudenza nell’investire batte ancora il rendimento

Dai BTP al mattone, il risparmio degli italiani cambia pelle. Ma la prudenza nell’investire batte ancora il rendimento

L’aumento dei tassi, l’inflazione e la diffusione delle piattaforme fintech stanno spingendo gli italiani verso una maggiore consapevolezza finanziaria

Dai BTP al mattone, il risparmio degli italiani cambia pelle. Ma la prudenza nell’investire batte ancora il rendimento
Mercato Azionario Borsa

Dai BTP agli ETF: il risparmio degli italiani cambia pelle

Nonostante le continue turbolenze dei mercati e l’incertezza economica, gli italiani restano tra i popoli più risparmiatori d’Europa. Ma come investono davvero i loro soldi? E perché continuano a privilegiare la sicurezza rispetto al rendimento? Secondo le ultime indagini di Banca d’Italia e Consob, il patrimonio finanziario delle famiglie italiane supera i 5.000 mld di euro. Una cifra enorme, ma distribuita in modo molto conservativo.

La quota più rilevante, circa 1/3 del totale, è parcheggiata in conti correnti e depositi bancari, strumenti liquidi ma poco redditizi. Un comportamento dettato da un mix di prudenza, scarsa fiducia nei mercati e una storica preferenza per il “mattone”. Dopo anni di tassi vicini allo zero, i BTP E BOT sono tornati protagonisti. Le ultime emissioni del BTP Valore e del BTP Italia hanno registrato adesioni record da parte dei piccoli risparmiatori, attratti da rendimenti superiori al 3,5%.

Oltre al ritorno del guadagno reale, molti italiani vedono nei Titoli di Stato una forma di “patriottismo finanziario”: un modo per sostenere il Paese senza rinunciare alla sicurezza. L’amore per la casa di proprietà resta intatto. Più del 75% delle famiglie italiane possiede almeno un immobile, e per molti il mattone continua a rappresentare un rifugio contro l’inflazione e le incertezze dei mercati.

Tuttavia, la redditività degli investimenti immobiliari è in calo, e i costi di manutenzione e tassazione ne riducono l’attrattiva. Nonostante ciò, la casa resta il simbolo della stabilità economica e familiare. Negli ultimi anni si è aperta una breccia: cresce la diffusione di fondi comuni, ETF e piattaforme di investimento online. I giovani under 40, più digitali e informati, mostrano un interesse crescente per gli ETF a basso costo, gli investimenti sostenibili (ESG) e le soluzioni di risparmio gestito.

Anche l’educazione finanziaria seppur ancora bassa sta migliorando grazie a social media, fintech e influencer del settore. Un piccolo ma significativo segmento di risparmiatori ha iniziato a esplorare criptovalute, oro digitale e crowdfunding immobiliare.

Tuttavia, la quota resta marginale (meno del 3% del patrimonio totale), segno che il fascino del rischio rimane confinato a una minoranza. Le scelte d’investimento degli italiani si spiegano anche con fattori culturali: a) memoria della crisi: dagli anni ’90 al 2011, molti hanno vissuto fallimenti bancari e crolli di Borsa. b) scarsa educazione finanziaria: oltre il 60% degli italiani non conosce bene i principi base di diversificazione e rischio/rendimento. c) centralità della famiglia: si tende a pensare in ottica di protezione, più che di crescita del capitale. d) sfida generazionale: mentre gli anziani privilegiano la stabilità, i giovani iniziano a sperimentare con strumenti moderni e digitali.

Il panorama sta cambiando. L’aumento dei tassi, l’inflazione e la diffusione delle piattaforme fintech stanno spingendo gli italiani verso una maggiore consapevolezza finanziaria. Le nuove generazioni potrebbero essere le prime a rompere il tabù del rischio, abbracciando un approccio più globale e diversificato. In sintesi: l’Italia resta un Paese prudente ma più aperto al cambiamento. Dal mattone agli ETF, il risparmio sta evolvendo, lentamente ma inesorabilmente.