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Economia
Gas, bollette congelate in Uk: la premier Truss dà il buon esempio all'Europa
Liz Truss

I britannici vogliono congelare le bollette. Le aziende energetiche riceveranno una garanzia pubblica per coprire il deficit. Costo: 150 miliardi di euro

Liz Truss sembra aver studiato bene la lezione di Margaret Thatcher, non ne ha mai nascosto l’ammirazione. Il declino della “Lady di ferro” iniziò con la Poll Tax, tassa fissa generalizzata, che portò 17 milioni di britannici alla rivolta fiscale e alla sua fine. Gli abitanti del Regno Unito fanno sul serio quando vogliono detronizzare qualcuno. E la tensione nel Regno Unito è già alle stelle.

Il neo primo ministro Liz Truss ha sul tavolo un piano nazionale, redatto dai suoi esperti, per congelare le bollette di famiglie e imprese e non far morire l’economia. Le aziende energetiche riceveranno una garanzia pubblica per coprire il deficit. Ora si tratta di capire quando il piano potrà e dovrà scattare. Con gli aumenti previsti tra autunno e inverno il rischio di crollo sarebbe diffuso.

L’economia nazionale fisserebbe le bollette annuali di elettricità e gas al livello attuale per una tipica famiglia britannica che ammonta intono alle 1.971 sterline (2.300 euro). La copertura potrebbe costare fino a 130 miliardi di sterline (150 miliardi di euro) e varrebbe nei prossimi 18 mesi. Oltre a circolare negli ambienti conservatori la nota sarebbe stata visionata anche dall’agenzia di informazione Bloomberg. Il caso viene riportato anche dalla BBC. Il piano tecnico sembra molto dettagliato e particolareggiato. Truss ha stabilito così un meccanismo per evitare il massiccio aumento.

Era previsto nel Regno Unito da ottobre con un'impennata pari all'80% dei costi attuali, situazione che avrebbe costretto molte famiglie più povere a scegliere tra il riscaldamento delle proprie case, alimentarsi o curarsi. In base ai piani elaborati dal team di Truss, tale situazione verrebbe congelata ed evitata con il regolatore energetico nazionale Ofgem (è un po' come la nostra Arera) messo da parte. I britannici forse sanno quando è il caso di mettere fermare il mercato. Un crollo verticale dell’economia provocato dall’ulteriore esplosione dei costi dell’energia comporterebbe esborsi e conseguenze ancora peggiori del sostenere famiglie e imprese. Ricostruire un sistema economico complesso, nato in decenni di lavoro di milioni di persone, non è a costo zero.

La sterlina, come moneta, è crollata sul mercato nelle settimane scorse ed è chiaro che con un quadro così incerto non saranno ricette tradizionali a invertire la rotta. Le aziende energetiche stanno realizzando enormi profitti. Truss ha escluso una tassa inaspettata per coprire le spese multimiliardarie che lo Stato dovrà sostenere.

L’ulteriore problema britannico è che circa 4,5 milioni di clienti domestici utilizzano contatori per il pagamento anticipato dell'energia e molti di loro hanno redditi bassi. Il loro limite di prezzo pagabile è in genere superiore di circa il 2% rispetto ai clienti con addebito diretto. Andrà regolata anche questa situazione per evitare disparità di trattamento e una parte della popolazione soggetta ad esborsi maggiori.

Non è ancora chiaro come il governo troverà le coperture per il piano. Ma Truss è stata appena nominata primo ministro dalla regina Elisabetta. Si è impegnata ad affrontare immediatamente la questione bollette energetiche che sta causando una crisi di difficile gestione. La situazione è chiara: il quadro UK è già molto complicato e se Truss vuole sopravvivere non deve deludere milioni di britannici.

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