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Economia
Grecia, la Merkel mette nell'angolo Tsipras. E Atene pensa a non rispettare i pagamenti

Angela Merkel prova a mettere nell'angolo Alexis Tsipras nella complessa trattativa sul salvataggio della Grecia. In attesa dell'ennesima riunione (domani) dell'Eurogruppo che deve cercare di trovare un accordo entro la riaperttura di lunedì per evitare il panic selling in borsa (il giorno dopo scade il termine per il pagamento degli 1,6 miliardi al Fmi), i creditori hanno proposto ad Atene una proroga di 5 mesi al programma di aiuti per l'equivalente di 15,5 miliardi di euro (un finanziamento da 12 miliardi fino a novembre più  3,5 miliardi messi dal Fondo monetario), a condizione che accetti un pacchetto di misure e riforme. Proposta che la Cancelliera tedesca ha definito "generosa" ed ha invitato il premier ellenico ad "accettarla".

I mercati finanziari, dopo la seduta di ieri finita ancora vittima dell'incertezza, sono tornate a scommettere sul fatto che il destino della Grecia verrà deciso entro domenica, anche se Atene non vuole assolutamente farsi mettere con le spalle al muro per mantenere un briciolo di potere negoziale, nonostante la situazione per il Paese si faccia molto difficile, viste le scadenze finanziarie che deve fronteggiare quest'estate, la necessità di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni e il continuo ritiro dei depositi dalla banche. Fuga che nelle ultime due settimane ha accelerato rispetto alla media giornaliera registrata durante la crisi e che rischia di mandare a gambe all'aria il sistema bancario greco, tenuto in vita solo grazie al ricorso alla liquidità di emergenza della Bce.

Così, se il primo ministro greco ha respinto in maniera eslicita le proposte avanzate dai creditori, dicendo che il "ricatto e gli ultimatum" non rientrano tra i principi dell'Unione europea ("I principi fondanti dell'Unione europea - ha detto infatti il premier greco - sono democrazia, eguaglianza, solidarietà e mutuo rispetto. Non si basano invece sul ricatto e gli ultimatum. "Nessuno - ha aggiunto - ha il diritto di mettere in pericolo questi principi"), nel frattempo Tsipras e i suoi collaboratori stanno studiando tutti i possibili scenari della complessa trattativa. Come anche quello di lasciar scadere formalmente il termine di martedì, senza onorare il debito con il Fmi, sapendo di fatto di avere di fronte almeno un mese prima (secondo le procedure previste dall'organismo DI Washington guidato da Christine Lagarde) di effettuare il versamento senza incappare in conseguenze concrete.  "Nel caso in cui non pagassimo al Fmi gli 1,6 miliardi di euro la cui restituzione è prevista il 30 giugno, saremmo solo in situazione di obbligazioni scadute" e questo "non equivale a un fallimento" ha affermato infatti il ministro greco del Lavoro, Panos Skurletis.

Così, il quadro resta molto complicato tanto che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha ammesso di essere "non molto ottimista" sulla possibilità di un accordo alla riunione dell'Eurogruppo di domani. E intanto il prolungarsi delle trattative tra Grecia e creditori aumenta i rischi al profilo di credito del debito sovrano greco e delle sue banche. L'agenzia internazionale di rating Fitch ha emesso infatti una nota in cui sottolinea che "il rating 'CCC' sta a testimoniare che il default è una possibilita' concreta" così come "è realmente possibile il fallimento del sistema bancario ellenico".

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