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Economia
Grecia, verso l'accordo in settimana. Rally delle banche elleniche. Borse ok

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Maratona di incontri in queste ore a Bruxelles per definire le sorti della Grecia. Le aspettative sono alte e hanno alimentato l'ottimismo sui mercati in una giornata che non sarà decisiva. Si punta infatti ad un accordo entro la settimana, ed è quindi prevista ad hoc un'altra riunione dell'Eurogruppo nei prossimi giorni. Tutto lascia presagire però che entro 48 ore i creditori europei e la Grecia trovino un accordo, scongiurando il default di Atene e dando la possibilità ad Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis, rispettivamente primo ministro e ministro delle Finanze ellenici, di mantenere la Grecia nell'euro entro il termine prefissato del 30 giugno (scadono i 4 mesi di trattativa precedentemente concordati, con il pagamento di 1,6 miliardi di debiti al Fmi).

Il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, prima della riunione di oggi, si era detto "convinto" che oggi si possa trovare una soluzione perchè c'è "la volontà politica di salvaguardare l'euro". Concetto evidenziato anche dal presidente della Bce, Mario Draghi, che ha sottolineato la necessita' di "salvaguardare l'irreversibilità dell'unione monetaria".

Moscovici ha però poi parzialmente corretto il tiro affermando che "le proposte fatte dal governo greco rappresentano un passo in avanti ma resta ancora del lavoro da fare sulle riforme importanti". A frenare fin dall'inizio le attese, è stato invece il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. "Sono stati compiuti progressi nei giorni scorsi, ma ancora non ci siamo. Non so se arriveremo a un accordo oggi", ha affermato Juncker prima di incontrare il premier greco, Alexis Tsipras.

Ottimista, ma cauta anche Angela Merkel. "Ci sono ancora molti giorni in questa settimana in cui le decisioni possono essere prese", ha detto parlando con i giornalisti a Magdeburgo. Più duro il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. "Non abbiamo ancora ricevuto nessuna proposta significativa," da parte delle autorita' greche, ha detto arrivando alla riunione straordinaria dei ministri delle Finanze della zona euro.

Subito dopo la riunione convocata stamattina da Draghi per valutare la situazione delle banche greche dopo che la scorsa settimana sono stati ritirati a un ritmo fortemente accelerato rispetto alla media giornaliera dei mesi di crisi oltre 4 miliardi di euro di liquidità (l'Eurotower ha ampliato il tetto della liquidità di emergenza alle banche greche per la terza volta in sei giorni), si è svolto a Bruxelles un faccia a faccia fra Tsipras, Angela Merkel, Jean-Claude Juncker, Christine Lagarde e Draghi per illustrare le nuove proposte da parte di atene e cercare una sintesi. Incontro a cui è seguito un eurogruppo e a cui ha fatto seguito il vertice Ue di emergenza convocato la scorsa settimana dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.  

Al di là del muro alzato ancora da Schaeuble, le parti sono separate da circa 800 milioni di euro di manovra restrittiva (nuove proposte di riforma che sono state definite dai creditori "una buona base"), spiccioli se si considera che in ballo c'è il futuro dell'area euro che di miliardi ne vale oltre 10 mila e i circa 280 miliardi di titoli del debito greco in mano alle istituzioni pubbliche (Ue, Bce e Fmi) e che pesano a valle sulle spalle dei contribuenti. Cifre che guideranno i creditori capeggiati dalla Cancelliera tedesca a un sano pragmatismo. In una nota l'ufficio del premier greco ha messo in chiaro che Atene non aumenterà l'Iva sull'elettricità.

Così, i mercati scommettono sull'arrivo nelle casse greche (ormai a secco) degli ultimi 7,2 miliardi di liquidità dell'ultima tranche del secondo piano di aiuti che entro il 30 giugno. Soldi che, oltre a consentire il pagamento degli 1,6 miliardi al Fondo Monetario, permetteranno ad Atene di versare stipendi e pensioni e di mantenere inaleterata l'operatività durante l'estate. Alla borsa di Atene che ha chiuso con un rialzo del 9%, le banche greche hanno inanellato rialzi a due punti percentuali (il titolo della Banca nazionale della Grecia, uno degli istituti privati più esposti sul debito ellenico, è arrivato a guadagnare il 14,7%), mentre lo spread fra i decennali greci e il Bund tedesco ha ripiegato, trascinando al ribasso anche quello dei Paesi periferici. Italia compresa. Il Toro è arrivato anche sulle altre piazze finanziarie europee: Piazza Affari ha consolidato il netto rialzo odierno (+3,4% a fine seduta) dopo l'apertura positiva di Wall Street che fa affidamento, come gli investitori nel Vecchio Continente, su una soluzione positiva del complesso negoziato sulla Grecia.

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