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Economia
Leonardo vola in Borsa, con l'Ipo di Drs incasso fino 807 milioni

Avvio dell'Ipo per portare a Wall Street la controllata americana Drs da' un nuova spinta a Leonardo a Piazza Affari. Il titolo del gruppo italiano ha concluso la seduta con un balzo del 4,17% a 7,74 euro sui livelli di un anno fa. Agli investitori viene offerto il 22% del capitale di Drs che potrebbe salire al 25,3% in caso di esercizio totale della greenshoe. Per Leonardo, al prezzo massimo della forchetta di prezzo per l'Ipo di Drs, pari a 22 dollari per azione, si profila un incasso fino a 638 milioni senza l'opzione di sovrallocazione e di 807 milioni di dollari con la greenshoe. A tale prezzo l'intera Drs viene valorizzata quasi 3 miliardi di dollari.

In quattro anni Drs ha visto crescere i ricavi da 1,75 miliardi di dollari del 2016 ai 2,7 miliardi del 2019, e la redditivita' operativa da 129 milioni a 208 milioni, da quanto emerge dai piu' recenti bilanci disponibili. Alla base dei risultati di Drs, controllata al 100% da Leonardo e con base ad Arlington in Virginia, c'e' la spinta arrivata dai contratti nell'elettronica con l'Esercito e i Marines degli Usa, oltre che i sistemi di generazione e propulsione elettrica per la flotta della Marina.

Di fatto Drs, primo produttore negli Stati Uniti di sensori per veicoli militari terrestri e ai vertici mondiali nelle soluzioni integrate di electronic warfare terrestre, e' una societa' di medio livello, rilevata nel 2008 con un'Opa dall'allora Finmeccanica, capace di intercettare aree promettenti del mercato statunitense della difesa, il maggiore su scala internazionale, con un'offerta rivolta a tutti i rami delle Forze Armate del Paese, nella veste, flessibile, di prime contractor o di fornitore in contratti-chiave.

A tale posizionamento hanno contribuito le scelte di Leonardo sulla governance, oggi caratterizzata da un proxy agreement al 100%. Si tratta di una modalita' di gestione completamente 'schermata' da eventuali interferenze dell'azionista italiano, comunque coinvolto in regolari business reviews, che prevede organi direttivi (proxy holders) composti, in maggioranza, da manager statunitensi, nominati da Leonardo US d'intesa con la controllante in Italia, in seguito al via libera della Defense Counterintelligence and Security Agency del Dipartimento della Difesa degli Usa.

Il regime di proxy, nel rispetto dell'interesse alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, garantisce all'azionista 'straniero' trasparenza e governabilita', riservandogli peraltro decisioni su materie come operazioni straordinarie, incluse quelle finanziarie, riorganizzazioni interne e proprieta' intellettuale. Ma, in particolare, gli assicura un piu' efficace raggiungimento degli obiettivi strategici di crescita. 

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