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Economia
Made in Italy, Bitonci apre ai dazi: "Dobbiamo difendere le nostre aziende"

Bitonci a La Piazza romana di Affari: "Con i dazi dobbiamo tutelare i nostri prodotti"

"Un quarto del Pil italiano, dall'agroindustria alla moda e al tessile, arriva dal Made in Italy. In alcuni settori siamo fortissimi, penso al settore del vetro. Siamo secondi in Europa come riciclo e primo come riciclo del vetro". Lo ha affermato Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, intervenendo alla quinta edizione del meeting del Made in Italy organizzato da AEPI e Affaritaliani.it.

"C'è stato un dibattito sul nome del ministero, Made in Italy, ma è giusto che sia così. Una scelta di campo usare la parola in inglese. Made in Italy è la terza parola più usata in tutto il mondo e io lo dico sempre alle imprese: non cambiate un brand che funziona. Poi c'è il tema dell'italian sounding che a volte è un bene, ma tante volte è un male quando vengono venduti prodotti come se fossero italiani, ma italiani non sono, in settori fondamentali per la nostra economia".

GUARDA QUI L'INTERVISTA AL SOTTOSEGRETARIO BITONCI

 

 

 

 

"Al ministero abbiamo lavorato a un disegno di legge che tutela il commercio e le nostre aziende che operano all'estero anche in modo tale che sia impossibile replicare un prodotto italiano", spiega Bitonci. "Non lesino critiche all'Europa che ha messo vincoli in questi anni alle nostre aziende anziché difenderci dai mercati extra-europei, pensiamo ad esempio ai giocattoli fatti con le materie di plastica. Spero che tra qualche mese l'Europa cambi davvero con meno vincoli e più aiuti alle nostre imprese che vengano tutelate dall'aggressione extra-Ue". Poi c'è il tema delicato dei dazi. "Negli Stati Uniti stanno reintroducendo dazi pesanti nei confronti della Cina. C'è una irruzione nei nostri mercati di prodotti a prezzi molto bassi. E' vero che economicamente i dazi provocano una risposta, ma serve un meccanismo di difesa dei nostri prodotti, soprattutto se gli Stati Uniti vanno in questa direzione. Se guardiamo alle importazioni e alle esportazioni con la Cina il bilancio è estremamente negativo e questo dato negli ultimi anni si è decuplicato. Bisogna ragionare su come tutelare i nostri prodotti", sottolinea Bitonci.

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Quanto agli incentivi alle aziende, "c'è una trattativa a livello europeo per i fondi, quasi 13 miliardi destinati una parte all'industria 4.0 e 6,3 a transizione 5.0 con l'ultimo decreto sul Pnrr e coesione e tra un paio di settimane avremo decreto attuativo. Fondi a tutte le imprese, dalle grandi alle piccole. Si parla di crediti di imposta dal 35 al 45% legati al concetto della riduzione dei consumi", conclude






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