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Economia
Mediobanca, alla borsa piace il blitz su Generali. Occhi del mercato sul Patto
Da sinistra Leonardo Del Vecchio, Francesco Caltagirone e Alberto Nagel

Corre Mediobanca a Piazza Affari (+2%) dopo il blitz del prestito titoli sulle Generali con cui il Ceo di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel ha portato la merchant bank a disporre del 17,22% dei diritti voto di Generali (+0,2%) in vista dell’assemblea di aprile con all’ordine del giorno il rinnovo del consiglio di amministrazione della compagnia assicurativa e di Philippe Donnet.

Secondo gli analisti di Equita Sim che hanno consigliato agli investitori di comprare il titolo di Piazzetta Cuccia (prezzo obiettivo a 11,7 euro), “con una mossa a sorpresa, Mediobanca ha comunicato di aver sottoscritto un`operazione di prestito titoli avente ad oggetto 70 milioni di azioni Generali, corrispondenti al 4,42% del capitale della compagnia".

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"Il prestito titoli - hanno proseguito gli esperti - avrà durata di circa 8 mesi e permetterà a Mediobanca di detenere, contando anche le azioni già in suo possesso (il 12,97%, ndr), il 17,2% dei diritti di voto di Generali in vista dell’assemblea" di aprile. “

Alla luce dei recenti movimenti tra alcuni soci rilevanti di Generali e delle discussioni inerenti la governance della compagnia - hanno sottolineato ancora gli analisti - vediamo la mossa di Mediobanca come finalizzata a proteggere il proprio investimento (che garantisce un ritorno che stimiamo superiore al 13% e vale il 34% degli utili di Mediobanca), continuando a supportare la strategia promossa dall’attuale management di Generali e ampiamente approvata dal mercato anche recentemente. Poichè la mossa si configura come un prestito titoli, non sono previsti per Mediobanca impatti significativi a capitale (nullo sugli attivi ponderati per il rischio) e immateriale a livello di conto economico.

Sul fronte Generali, sarà a questo punto da valutare la reazione dei soci aderenti al patto di consultazione, che - ad oggi - ha ad oggetto circa il 12,5% delle azioni della compagnia", hanno concluso da Equita. Reazione che probabilmente sarà quella di procedere con ulteriori nuovi acquisti di titoli Generali.

Come sottolineato ieri da Affaritaliani.it, gli analisti di Intesa Sanpaolo invece hanno evidenziato che, mediante tale operazione, Mediobanca ha ottenuto in Assicurazioni Generali diritti di voto superiori a quelli del patto di consultazione tra Caltagirone, Delfin e Crt anche nel caso in cui Benetton aderisca al patto con il suo 4%. Per gli esperti ci potrebbe essere "un potenziale impatto sulla governance di Mediobanca, dove Delfin detiene una quota del 19%, con l'autorizzazione ad aumentarla fino al 20%, e Caltagirone ha una quota potenziale di quasi il 5%". La battaglia sulla governance di Generali si fa più feroce, hanno concluso gli analisti. 

A detta di Banca Akros il 4,42% vale quasi 1,3 miliardi di euro con un costo annuo stimato di circa 20 milioni euro e Mediobanca si fa carico di questo costo per riaffermare la sua presenza sulla governance. Akros ha sottolineato che Mediobanca ha "una lunga tradizione di indipendenza rispetto alla sua base azionaria e questa mossa è pienamente allineata a questa tradizione, anche se uno scontro non può essere completamente escluso". 

Intanto, oggi si terrà la riunione del comitato nomine in vista del Cda del 27 settembre che dovrà definire le procedure per l`eventuale preparazione della lista del Cda per il rinnovo del board della compagnia.

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