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Economia
Mps, rumors: il marchio? Per il capo di UniCredit "un disvalore"

La quadra sui saldi per l’operazione Mps si sta definendo e, secondo quanto spiegano alcune fonti vicine al dossier, l’intenzione di UniCredit sarebbe quella arrivare quantomeno entro il 27 ottobre, data del consiglio di amministrazione per i risultati del terzo trimestre della banca, con un annuncio preliminare sullo schema di accordo con il Tesoro (primo azionista a Rocca Salimbeni con il 64,2%), per consentire poi all’amministratore delegato di Piazza Gae Aulenti Andrea Orcel, che sulla trattativa evita di sbilanciarsi in quanto non amante del chiacchiericcio finanziario, di portarlo sul tavolo dei consiglieri e farselo poi approvare dal board.

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Pre-accordo a cui seguirebbe il closing finale da ricomprendere nel nuovo piano industriale unico del gruppo ed entro fine dicembre per consentire a UniCredit di beneficiare contabilmente di 2,2 miliardi di euro sotto forma di Dta (Deferred tax asset) post-acquisizione. Sul marchio, dopo la nuova smentita del numero uno del Mediocredito Bernardo Mattarella su un eventuale ruolo della controllata di Invitalia, a quanto risulta Orcel continua a essere inflessibile e a non volere farsi carico del brand considerandolo, secondo le parole usate in riunioni informali e che più fonti riferiscono, addirittura “un disvalore e non un valore”.

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Dunque, sempre per quanto riguarda il marchio l’unica opzione che al momento rimane sul tavolo dei tecnici del Tesoro è quella di tenerlo, Dg Comp europea permettendo, nella bad bank a garanzia delle cause legali ancora pendenti su Rocca Salimbeni per circa 6,2 miliardi di euro di petitum, con l’opzione, come extrema ratio al termine delle risoluzioni dei contenziosi, di farlo poi decadere. Certo, spiega una fonte bancaria, la via migliore sarebbe quello di valorizzarlo con il Mediocredito, assieme agli altri asset di cui UniCredit, oggi negativa a Piazza Affari (-0,63% a 11,918 euro), non vuol farsi carico (Mps Leasing, Mps Factoring, Mps CS, Mps Fiduciaria e il Consorzio Operativo), ma il Ceo Mattarella per ragioni di mission statutaria non ci vuol sentire.

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Il ministro dell'Economia Daniele Franco

Intanto, dopo la riorganizzazione sul corporate anticipata da Affaritaliani.it e in attesa della possibile aggregazione con la banca di Orcel, il numero dell’istituto di credito senese Guido Bastianini prosegue con l’operatività, unendo il private banking e il corporate in un'unica unità organizzativa per incrementare la sinergia tra i due business. In una nota, Rocca Salimbeni ha fatto sapere che la nuova struttura, che si chiamerà “Business Imprese e Private Banking”, intende “rispondere alle esigenze del cliente private che chiede di essere affiancato nei propri progetti personali e imprenditoriali con servizi specialistici e consulenziali dedicati”.

La divisione sarà guidata da Maurizio Bai, a cui risponderanno il mercato private, affidato a Francesco Rossi, il segmento Pmi e Small Business di cui è responsabile Devis Pezzino e i Grandi Gruppi con a capo Carmelo Giansiracusa. La filiera del private del Monte conta 400 risorse, 48 centri private e 5 centri family office su tutto il territorio nazionale, con una raccolta a fine giugno di 19,3 miliardi di euro da 18,1 miliardi di masse gestite di un anno prima.

@andreadeugeni

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