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Banca Ifis: nel 2022 l’utile netto cresce del 40% a 141,1 milioni

Banca Ifis: l’utile netto del 2022, pari a 141,1 milioni di euro, rappresenta il record storico per la Banca

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, riunitosi oggi sotto la Presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha approvato i risultati preliminari relativi all’esercizio 2022. L’utile netto di pertinenza del Gruppo è pari a 141,1 milioni di euro, in crescita del 40,3% rispetto ai 100,6 milioni di euro del 2021. Deliberata la proposta di distribuzione di 0,40 euro per azione a titolo di saldo del dividendo per l’esercizio 2022. A novembre 2022 era già stato distribuito l’acconto sul dividendo per l’esercizio 2022 pari a 1 euro per azione. Il totale dei dividendi 2022 (a titolo di acconto e saldo) ammonta, quindi, a 1,40 euro per azione. “Questo risultato premia un percorso in cui abbiamo continuato a investire sulle nostre persone; un lavoro di team, che unito ai nuovi processi di Governance e alla sostenibilità, ci ha permesso di creare profitto, generando anche un impatto positivo per i territori e le comunità in cui operiamo”, ha dichiarato Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis.

Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis, ha commentato: “Nel 2022 Banca Ifis ha registrato una forte crescita di tutti i principali indicatori economico-finanziari e industriali. Con un utile netto 2022 che si è attestato a 141,1 milioni di euro, in crescita del 40% rispetto al 2021, la Banca ha superato, in anticipo di un anno, l’obiettivo di utile 2023 previsto nel Piano Industriale, pari a 137 milioni di euro. Si tratta di una performance che rappresenta il massimo storico per la nostra Banca guidata principalmente dall’andamento favorevole dei ricavi. Questi risultati sono stati raggiunti nonostante un contesto macroeconomico caratterizzato da numerose incertezze rispetto allo scenario previsto dal Piano Industriale 2022-2024: la guerra in Ucraina con la conseguente instabilità geopolitica, la crescita del PIL inferiore alle attese, la crescita dell’inflazione e i cambiamenti normativi che hanno inciso sul business Npl e sul business di acquisto di crediti nei confronti della pubblica amministrazione, oltre alla modifica dei parametri del TLTRO attuati dalla BCE a novembre 2022".

"I risultati positivi ottenuti nel 2022 ci hanno spinto a rivedere a rialzo del 10% l’obiettivo di utile 2023, a 150 milioni di euro rispetto ai 137 milioni di euro stimati nel Piano Industriale 2022-2024. Un obiettivo che si basa sull’ipotesi di una modesta crescita del PIL, con un progressivo calo dell’inflazione e una evoluzione del costo del funding in linea con il consenso di mercato. Sostenuti dai risultati positivi ottenuti nel precedente esercizio e dalla solidità del nostro modello di business, continueremo a lavorare con determinazione alla realizzazione del nostro Piano Industriale”, conclude Geertman.

Il margine di intermediazione, in crescita del 13,4% a 680,5 milioni di euro rispetto ai 599,9 milioni di euro del 2021, beneficia di maggiori ricavi nel Settore Commercial & Corporate Banking, pari a 318,4 milioni di euro (+12,7% rispetto al 2021), nel Settore Npl, pari a 284,3 milioni di euro (+10,4% rispetto al 2021) e nel Settore Governance & Servizi e Non Core, pari a 77,8 milioni di euro (+30,3% rispetto al 2021).

I costi operativi, pari a 390,4 milioni di euro (+7% rispetto a 364,8 milioni di euro del 2021), aumentano per le maggiori spese del personale (150,8 milioni di euro rispetto a 141,8 milioni di euro del 2021), principalmente per la crescita della remunerazione variabile e per il contributo, in termini di risorse, collegato all’acquisizione ex Aigis Banca, e le altre spese amministrative (242,4 milioni di euro rispetto a 231,8 milioni di euro del 2021) per maggiori costi legati al recupero dei portafogli Npl e ad alcuni progetti strategici del Gruppo.

Il costo del credito è pari a 77,5 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2021. Il dato del 2022 include 21,7 milioni di euro di rettifiche sul portafoglio Npl a fronte del cambiamento normativo relativo all’innalzamento della soglia minima per il pignoramento delle pensioni. La posizione di liquidità, al 31 dicembre 2022, è pari a oltre 600 milioni di euro di riserve e attivi liberi finanziabili in BCE (LCR superiore a 500%). Il CET1 ratio si attesta al 15,01%, includendo l’utile e al netto del dividendo per l’esercizio 2022, posizionandosi ampiamente sopra i requisiti patrimoniali richiesti, pari all’8,65%.

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