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Economia
Open Fiber alza il velo sul nuovo piano: 11 mld di investimenti in dieci anni

Open Fiber, operazione di finanziamento estesa a 7,2 miliardi 

Investimenti intorno agli 11 miliardi di euro per ampliare la copertura e colmare i ritardi sulle aree bianche (quelle a fallimento di mercato oggetto dei bandi Infratel), da finanziare, oltre che con la generazione di cassa e dall'equity, anche con la nuova operazione di finanziamento estesa a 7,2 miliardi, con un contratto (con durata fino al 2028) che prevede anche linee uncommitted già inserite nell'accordo che potrebbero portare a 10 miliardi l'importo del prestito. Open Fiber ha alzato il velo sul nuovo piano strategico a firma Mario Rossetti

"Nelle aree bianche abbiamo completato il 40% del piano, ammette il neo Ceo, ma il ritardo non è più giustificabile e l’obiettivo è completare il programma entro il 2023". Quanto invece alle aree nere, quelle più ricche, "Open Fiber è più avanti dei concorrenti: FiberCop sta di fatto duplicando la nostra rete".

La caratteristica principale del nuovo piano di OF rispetto al precedente "è la sua flessibilità. L’ampiezza di risorse finanziarie disponibili sulla base dell’accordo con le banche consente di accelerare e raggiungere tutti gli obiettivi del vecchio piano, quindi di partecipare a tutte le gare previste nell’ambito del Pnrr per le aree grigie, e di poter pianificare le ulteriori coperture da realizzare nelle aree grigie di mercato", si legge nel comunicato.

Open Fiber intende partecipare a tutti i bandi di gara indetti dal Mitd, all’esito dei quali, atteso per giugno 2022, definirà nel dettaglio il piano di copertura della ulteriore porzione di aree grigie in cui si opererà in regime di concorrenza e, dunque, il corrispondente numero incrementale di unità immobiliari. A tal fine  potrà ricorrere a una ulteriore linea di credito da 2,8 miliardi di euro. 

Inoltre, l'azienda guidata da Rossetti ha raggiunto l’accordo di finanziamento con primarie istituzioni finanziarie italiane ed internazionali: l’operazione ha lo scopo di supportare gli ulteriori investimenti del Piano industriale e rifinanziare il Project Financing precedente di 4,1 miliardi di euro, migliorandone le condizioni applicate ed estendendone la durata al 2028.

Il finanziamento, che sarà finalizzato prima della fine dell’anno, è il più grande mai realizzato in Emea per investimenti in reti di telecomunicazioni. A fine piano si prevede una marginalità superiore al 75%, con oltre 2 miliardi di euro di ricavi. Il break even (ebitda al netto degli investimenti) è previsto al 2026. 

Anche il nuovo piano industriale si basa sulle fondamenta su cui si è sviluppato il colosso delle Tlc fin dalle sue origini: il modello wholesale only, con cui l'azienda mette a disposizione di tutti gli operatori interessati una rete tecnologicamente avanzata a parità di condizioni, e la sostenibilità nelle sue declinazioni ambientale, economica e sociale. Un progetto fondamentale per la competitività del Paese che, dalla nascita di Open Fiber, metterà in campo risorse per oltre 15 miliardi di euro. 

Il neo Ceo non vede nell'immediato una rete unica: "Siamo interessati al coinvestimento, ma non quello “commerciale” proposto attualmente da FiberCop (che del resto è rivolto a operatori di servizi, ndr), bensì un coinvestimento “vero” che riguardi l’infrastruttura, studiano le opportune soluzioni tecniche, ma mantenendo due reti indipendenti", spiega Rossetti. Altro snodo centrale del nuovo piano riguarda il personale, su cui Open Fiber farà grande attenzione al fine di garantire la realizzazione del programma: "Abbiamo la capacità di acquisire nuova forza lavoro nei cantieri", afferma Rossetti, assicurando che Open Fiber adesso è nella traiettoria giusta per centrare l’obiettivo del piano nazionale Italia a 1 giga. 

 

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