La pensione anticipata contributiva non prevede una percentuale di penalizzazione applicata automaticamente all’assegno. Uscire prima significa però trasformare i contributi con un coefficiente più basso e rinunciare ai versamenti che si sarebbero accumulati continuando a lavorare fino alla pensione di vecchiaia.
Dal 2027, inoltre, non basteranno esattamente 64 anni. L’Inps indica un requisito di 64 anni e un mese e almeno 20 anni e un mese di contributi effettivi.
Pensione 64 anni: perché l’assegno è più basso
Il sistema contributivo trasforma il montante accumulato durante la carriera in pensione attraverso un coefficiente collegato all’età.
Più tardi si lascia il lavoro, maggiore è il coefficiente. Per il biennio 2025-2026 il Ministero del Lavoro ha fissato il valore al 5,088% a 64 anni e al 5,608% a 67 anni.
Leggi anche: Pensioni, l’uscita a 64 anni anche per chi ha iniziato prima del 1996. Ecco chi ci guadagna
A parità assoluta di montante, 300.000 euro di contributi rivalutati produrrebbero quindi circa 15.264 euro lordi annui utilizzando il coefficiente dei 64 anni, contro 16.824 euro con quello dei 67 anni. La differenza supera il 9%.
Il confronto reale può essere più ampio perché chi lavora altri tre anni continua a versare contributi e ad aumentare il proprio montante.
Leggi anche: La Piazza 2026, i giovani di Azione puntano sulla capitalizzazione delle pensioni. E su Futuro Nazionale… – VIDEO
Non si tratta dunque di una “penalità” imposta dall’Inps. È l’effetto della formula contributiva e dell’anticipo dell’uscita. I coefficienti utilizzati nell’esempio sono quelli attualmente vigenti. I valori applicabili alle pensioni con decorrenza dal 2027 dovranno essere quelli validi per il nuovo biennio.
Pensione 64 anni: chi può rimanere escluso
La pensione anticipata contributiva non è disponibile indistintamente per tutti. L’Inps precisa che riguarda chi ha il primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996. Nel 2027 sono richiesti almeno 20 anni e un mese di contribuzione effettiva.
C’è anche un requisito economico. La prima rata deve raggiungere almeno tre volte l’assegno sociale, con soglie ridotte a 2,8 volte per le donne con un figlio e 2,6 volte per quelle con almeno due figli.
Leggi anche: Assegno sociale, l’Inps semplifica la domanda: cosa cambia per chi chiede il sostegno nel 2026
Chi ha avuto stipendi bassi, lunghi periodi senza contribuzione o carriere discontinue può quindi raggiungere l’età richiesta senza riuscire a superare la soglia economica.
Leggi anche: Pensioni, Salvini: “Con il contributivo anticipata per tutti a 64 anni”
È prevista anche una finestra di tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Fino all’età della pensione di vecchiaia, inoltre, l’assegno anticipato non può superare cinque volte il trattamento minimo Inps.


