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Economia
Pil, Confinustria: economia Italia in crescita ma a velocità diverse. Turismo record, male industria

Pil, Confinustria: economia Italia in crescita ma a velocità diverse. Turismo record, male industria

L'economia italiana è in crescita ma a velocità diverse. Nel primo trimestre 2024 il pil italiano è cresciuto dello 0,3%, anche se la produzione dell’industria e i consumi di beni si sono contratti. In positivo il turismo (su livelli record), i servizi (in moderata crescita) e l’export netto. Agiscono negativamente i problemi nei trasporti mondiali di merci, l’energia ancora cara, i tassi ai massimi. La fiducia di famiglie e imprese è in calo. E' quanto emerge dalla congiuntura flash di maggio del Centro Studi di Confindustria (Csc).

Lavoro: Csc, aumenta ancora ma salgono anche le ore autorizzate di Cassa Integrazione

Nel primo trimestre il numero di occupati ha continuato a crescere (+0,2%), risultato di +133mila dipendenti a tempo indeterminato (+0,8%), -72mila temporanei (-2,5%) e autonomi pressoché stabili. Tuttavia, il rialzo delle ore autorizzate di Cig (+8,6% sul 1° 2023) segnala qualche frenata nell’utilizzo dell’input di lavoro. Accelerano le retribuzioni contrattuali nel settore privato: +4,7% nell’industria nel 1° 2024 (+3,2% nel 2023), +2,3% nei servizi (da +1,3%), rispetto al +0,9% di inflazione. E' quanto emerge dalla congiuntura flash di maggio del Centro Studi di Confindustria.

Csc: Eurozona in risalita, Usa in frenata ma bene la crescita in Cina

Nel 1° trimestre il pil dell’area euro è tornato a crescere (+0,3%), dopo due trimestri di lieve calo. La novità è il parziale recupero in Germania (+0,2% dopo -0,5%); gli altri principali paesi restano in crescita. L’espansione acquisita nel 2024, però, è di appena +0,3%. A marzo, la produzione industriale tedesca è scesa (-0,7%), ma segna +0,3% nel 1° trimestre. In aprile, peggiorano la fiducia (Esi sotto la media 2023) e le aspettative sul mercato del lavoro (Eei a 101,8 da 102,5). E' quanto sottolinea il Centro Studi di Confindustria (Csc) nella congiuntura flash di maggio.

Il pil negli Stati Uniti nel 1° trimestre, invece, osserva il Csc, ha rallentato (+0,4% da +0,8%), con il contributo positivo di consumi (+0,4%) e investimenti, negativo di scorte e export netto (-0,2%). La crescita acquisita nel 2024 è già di +1,8%. La produzione industriale nel 1° è scesa di -0,5%, come nel 4° 2023, ma il calo è stato a dicembre-gennaio: nei due mesi seguenti, un rimbalzo (+0,4% al mese). Ad aprile, i posti di lavoro creati sono in calo (175 mila, da 269 mila medi nel 1°), come la crescita dei salari nominali (+0,2%, da +0,3%).

La Cina, dal canto suo, rileva il Csc, ha chiuso il 1° trimestre sopra le attese (pil +5,3% tendenziale), spinta dalla manifattura (+6,1%), specie i settori high-tech: +40% in stampanti 3D, stazioni di ricarica per auto elettriche, altre componenti elettroniche. Buono l’avvio del 2°, con la manifattura in accelerazione ad aprile (Pmi a 51,4). Nei prossimi mesi pesa un effetto base sfavorevole sul pil e l’incertezza sull’export per le nuove restrizioni Usa: il sostegno pubblico può essere decisivo per l’obiettivo di crescita al 5,0%.

Csc: per petrolio prezzo alto ma in moderazione, l’inflazione Ue tiene alti tassi Bce

Il prezzo del petrolio, dopo aver toccato un picco in aprile, ha invertito la rotta a maggio (83 dollari al barile, da 90), ma su un livello ancora elevato: le scorte Ocse di greggio hanno recuperato in parte, nonostante l’offerta nei paesi Opec resti limitata, segnale di debolezza della domanda mondiale di petrolio. E' quanto emerge della Congiuntura flash di maggio del Centro Studi di Confindustria (Csc). Il prezzo del gas, invece, prosegue il percorso di lento rincaro (30 euro/mwh a maggio, da 26 a febbraio), su valori più che doppi rispetto a quelli del 2019.

L’inflazione Ue tiene alti i tassi. In Italia l’inflazione è rimasta bassa in aprile (+0,8%): il calo dei prezzi energetici si è attenuato (-12,1% annuo, da -24,7% a fine 2023), mentre quelli core frenano (+2,1%). Ma nell’Eurozona la discesa si è fermata (+2,4%), con la core alta (+2,7%) rispetto alla soglia del +2,0%. L’inflazione Usa ha sorpreso al rialzo a marzo (+3,5%). Perciò, Fef e Bce ad aprile-maggio, rileva il Csc, hanno tenuto i tassi fermi (5,50% e 4,50%): l’attesa dei mercati è di un primo taglio in Europa a giugno-luglio.

Commercio: Csc, nei trasporti di merci via mare rotte più lunghe e costi elevati

Trasporti marittimi sotto pressione. Fattori geopolitici e climatici minano sicurezza e affidabilità dei trasporti mercantili globali: gli attacchi Houti nel Mar Rosso, la pirateria nello Stretto di Malacca, la siccità nel canale di Panama, le tensioni nello stretto di Taiwan. Sono colpiti snodi cruciali degli scambi globali di merci: circa l’80% in volume e il 50% in valore avvengono via mare. E' quanto rileva il Centro Studi di Confindustria (Csc) nella Congiuntura flash di maggio. I grandi vettori mondiali, si rileva, hanno reagito modificando le rotte, riorganizzando le flotte, incrementando la velocità delle navi. E aumentando il costo di shipping (i cosiddetti noli).

Da inizio dicembre 2023 a inizio maggio 2024 i transiti nel Mar Rosso sono caduti del 61,5%, mentre quelli intorno all’Africa sono cresciuti del 91,5%. Da fine febbraio, i passaggi per Malacca (uno dei più importanti snodi mondiali) sono scesi del 37,9%. Il risultato è che i transiti totali nei principali chokepoint (stretti) marittimi si sono fortemente ridotti (-22,6% l’indicatore Csc). Di conseguenza, osserva il Centro Studi di Confindustria, sono balzati i costi di shipping tra Asia ed Europa e, in misura minore, quelli tra Asia e America. In particolare: i noli Shanghai-Genova sono aumentati di ben 3 volte e mezzo a fine gennaio, per poi rientrare solo parzialmente (ancora +207,4% a inizio maggio); dinamica equivalente per Shanghai-Rotterdam (+216,7%). I noli tra Cina e Stati Uniti hanno reagito con un lieve ritardo, raggiungendo un picco a febbraio e registrando aumenti di circa il 100% a inizio maggio. La rotta tra Shanghai e New York, inoltre, resta costosa anche per l’operatività a mezzo servizio nel canale di Panama. Nel complesso, i costi di shipping globali si attestano a inizio maggio su livelli superiori del 128,6% rispetto a cinque mesi prima. Nel medio periodo un aumento della flotta marittima potrebbe assicurare la capacità necessaria per rotte stabilmente più lunghe. Ma i costi variabili di shipping (ore lavorate, consumo di carburante) rimarrebbero più elevati (per l’Italia +50% con il Giappone, +70% con la Cina, +170% con l’India, in termini di distanza).

L’aumento dei noli, rileva il Csc, impatta sul prezzo dei beni importati e sulla competitività dei prodotti italiani, sia direttamente che indirettamente, cioè attraverso il costo e la disponibilità di materie prime e semilavorati acquistati all’estero. Nel 1° trimestre del 2024 circa un terzo delle imprese manifatturiere ha subito ritardi nell'approvvigionamento di input o maggiori costi di trasporto (indagine sulle aspettative di inflazione e crescita di Banca d'Italia). Ciò pesa anche sui conti con l’estero, perché l’industria italiana spesso delega la gestione della catena logistica alla controparte estera.






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