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Economia
Rdc, la riforma Calderone nel mirino: troppo morbida. A rischio anche i 350 €

Rdc, Meloni lo vuole abolire subito. Nuova stretta del governo

Il Reddito di cittadinanza sembra avere davvero le ore contate. La premier Meloni spinge per portare la riforma in Cdm il prossimo primo maggio, proprio nel giorno della festa del Lavoro, per dare un segnale. Ma - si legge sul Corriere della Sera - nemmeno l'ultima bozza di riforma del Reddito è chiusa. Palazzo Chigi considera il testo messo a punto sotto la regia della ministra del Lavoro, Elvira Calderone, ancora morbido e spinge per togliere del tutto o quantomeno stringere ancora le norme sulla Gal, Garanzia per l'attivazione lavorativa, cioè la prestazione da 350 euro al mese per i cosiddetti occupabili. Obiettivi della premier: annunciare un nuovo taglio del cuneo fiscale sulle retribuzioni fino a 35 mila euro lordi; smontare il decreto legge Dignità, rendendo più facile per le imprese assumere a termine; abolire il Reddito di cittadinanza e sostituirlo con un sussidio per le famiglie povere non accessibile a single e coppie abili al lavoro.

Per gli occupabili - prosegue il Corriere - l'ultima bozza prevede una prestazione ad hoc, la Gal appunto, di appena 350 euro al mese, al massimo per 12 mesi non ripetibili, contro i 500 euro più eventuali 280 euro per l’affitto previsti per il sussidio ordinario di povertà, ribattezzato Gil, Garanzia per l’inclusione, che inoltre ha una durata massima di 18 mesi ripetibili. Ma anche la Gal non soddisfa Palazzo Chigi, dove la linea è sempre stata: «Niente sussidio a chi può lavorare». L’idea iniziale, infilata nella legge di Bilancio, era che gli occupabili sarebbero stati coinvolti in corsi di formazione per aiutarli a trovare un lavoro quando, da agosto, cesserà per loro il Reddito di cittadinanza. Ma il piano è fallito.

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reddito di cittadinanza





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