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Economia
Renzi: "Decolliamo. Allacciare le cinture". Confindustria: "La ripresa accelera"

Matteo Renzi approfitta della presentazione della nuova livrea di Alitalia a Fiumicino per rivendicare, con una battuta a tema (visto l'appuntamento) i successi del governo sul fronte della ripresa economica. Un ripartenza del Paese accostata a quella della nuova compagnia a gestione Etihad che sta tornando anche ad assumere.

"La mia promessa è: cercheremo di rendere il Paese vivo e dinamico, un laboratorio e non solo un museo delle cere. Vorrei chiedervi di allacciarvi le cinture; qui stiamo decollando davvero, piaccia o non piaccia. Stiamo rimettendo il Paese come deve correre. L'Italia ha bisogno di recuperare il tempo che ha perso. Il decollo di Alitalia è quello dell'Italia, se vola Alitalia vola l'Italia", ha detto infatti il premier di fronte a 1.500 dipendenti della compagnia aerea.

Renzi ha appena incassato i nuovi dati sul mercato del lavoro che, proprio grazie alla decontribuzione e al Jobs Act, ha registrato ad aprile un calo del tasso di disoccupazione al 12,4%, con 159mila in più rispetto a marzo, quando c'era stata una forte contrazione, ai livelli di fine 2012. Anche la Confindustria, nella sua congiuntura flash, ha certificato che "l'economia italiana va meglio dell'attese", anche se, aggiuge, "solo proseguendo lungo la strada delle riforme si potrà chiudere il divario di crescita e, soprattutto, aumentare sensibilmente occupazione e reddito degli italiani". "E' indispensabile cogliere l'opportunità di innalzare il potenziale di crescita del Paese offerta da fattori molto favorevoli - spiega Confindustria - l'incremento del Pil nel primo trimestre è stato più alto delle stime Csc e rende possibile raggiungere nel 2015-16 risultati superiori alle previsioni prevalenti.

L'accelerazione già dalla primavera è nelle carte delle spinte esterne (cambio, tassi, petrolio, ripresa Usa e nel resto dell'Eurozona) ed è confermata dagli indicatori disponibili. Ciò aiuta la fiducia e, dunque, consolida il miglioramento". Secondo il Csc, "i progressi congiunturali non vogliono dire che le gravi conseguenze della crisi spariscano ne' fanno dell'Italia un'economia dinamica: la performance rimane inferiore a quelle tedesca, spagnola, inglese e, perfino, francese".

"Il ritardo rispetto a quanto necessario resta ampio - osserva Confindustria - nonostante il grande sforzo in atto abbia già dato importanti risultati". Per il Csc, "due aspetti vanno tenuti ben presenti: la finestra internazionale propizia è una tantum e temporanea; gli altri paesi non stanno immobili, ma sono un cantiere aperto di cambiamenti, piu' o meno profondi e rapidi. Quindi per recuperare terreno serve operare a velocità superiore alla loro". Dopo la stagnazione nel quarto trimestre 2014, ricorda Confindustria, il Pil italiano è aumentato dello 0,3% nel primo 2015 (primo incremento dal terzo trimestre 2013), portando a +0,2% l'acquisito per il 2015. "Gli indicatori congiunturali coincidenti e anticipatori - sottolinea il Csc - delineano un'accelerazione della ripresa fin dal trimestre in corso".


 

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