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Economia
Tim, Vivendi chiede le carte sulla vendita della rete. Il giudice si riserva

Tim, primo braccio di ferro in tribunale con i francesi di Vivendi per la cessione della rete

Si è conclusa dopo circa un’ora in tribunale a Milano la prima udienza che vede i francesi di Vivendi contestare la decisione di Tim di cedere la rete Netco al fondo statunitense Kkr, in quanto non sottoposta al voto in assemblea.

Nel dettaglio, il piano di cessione della rete - dal valore di 22 miliardi di euro e sostenuta dal Tesoro - è un elemento chiave della strategia dell'AD di Tim, Pietro Labriola, per risanare l'indebitata società di telecomunicazioni. Vivendi, che puntava a un prezzo più alto, ha presentato in dicembre un ricorso.

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Comunque, in aula, a quanto si apprende, i legali del gruppo francese avrebbero chiesto nuova documentazione ai tre soggetti coinvolti nell’operazione: Tim, Kkr e il ministero dell’Economia.

Istanza istruttoria sulla quale la giudice Daniela Marconi della quindicesima sezione del tribunale Civile (sezione imprese) si è riservata. Secondo i legali di Tim, invece, la giudice - secondo quanto da loro sostenuto in aula - avrebbe già tutti gli elementi per poter prendere una decisione.

Secondo fonti legali, in ogni caso il procedimento potrebbe durare mesi, visto che – procedura civile alla mano – arriverà un momento di precisazione delle richieste, poi toccherò alle due memorie presentate dalle rispettive parti, cioè Tim e Vivendi, e solo dopo l’eventuale decisione. Ma prima ci sarà da sciogliere la riserva.






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