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Esteri
Cina, Alibaba crolla nel giorno dei record. I motivi della guerra tra Xi e Ma
Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba Group

Volano le vendite di Alibaba nel giorno del Singles' Day, la festa dello shopping on line in Cina, spesso accostata al Black Friday statunitense - su volumi molto maggiori - ma sui giganti di internet cinesi pesa la scure delle nuove linee guida presentate da Pechino per vietare le pratiche giudicate monopolistiche. Nell'anti-San Valentino cinese, la piattaforma fondata da Jack Ma registra finora vendite per un valore complessivo di 56,25 miliardi di dollari (47,73 miliardi di euro) in attesa del risultato finale, con il primo miliardo di dollari realizzato in soli 68 secondi dal via.

La festa dello shopping cinese vede in testa per le preferenze degli utenti alcuni grandi marchi cinesi (come Haier, Xiaomi, Huawei e Midea) e internazionali (Nike, Adidas, Apple e L'Oreal). Ma a rovinare l'atmosfera e' stato il giro di vite dell'Authority statale regolatrice del mercato, che ha fissato per la prima volta una bozza di linee guida contro pratiche monopolistiche da parte dei gruppi del settore, sui radar gia' da gennaio. Nel mirimno l'offerta di sconti e la creazione di alleanze per eliminare i competitor, la condivisione di dati sensibili degli utenti e la richiesta di esclusiva ai venditori. Il rischio di monopoli ai danni dei consumatori stato segnalato dagli esperti di Pechino gia' la settimana scorsa, poco prima della sospensione della doppia quotazione di Ant Group, gigante del fintech di Alibaba. Jack Ma e altri due dirigenti di Ant erano stati convocati dalle autorita' finanziarie cinesi, che hanno espresso dubbi di carattere normativo. Il gruppo di Ma aveva promesso di seguire le indicazioni ricevute, ma non e' bastato.

L'obiettivo delle nuove regole e' quello di "prevenire e fermare pratiche monopolistiche nelle attivita' economiche delle piattaforme internet", assicurare l'equita' del mercato, gli interessi dei consumatori e della societa' e incoraggiare "lo sviluppo continuo e sano della piattaforma economica". I gruppi del fintech, in sostanza, devono osservare le stesse regole delle banche e delle istituzioni finanziarie. "Il Fintech ha migliorato l'efficienza dei servizi finanziari, ma non ha cambiato fondamentalmente la natura della finanza", ha dichiarato oggi Liang Tao, vice presidente della Commissione regolatrice di banche e assicurazioni, l'ente di vigilanza cinese. La Cina, ha proseguito, deve quindi "includere le attivita' finanziarie sotto lo stesso ambito complessivo di regolamentazione". La bozza di nuove regole antitrust ha, intanto, fatto crollare i titoli del settore, che hanno bruciato 260 miliardi di dollari alla Borsa di Hong Kong dall'inizio della settimana. Solo oggi, Alibaba e' crollata del 9,8%, Meituan del 9,67%, JD del 9,2%, mentre TenCent e' sprofondata del 7,39%. 

Xi contro Ma, Ant Group sotto tiro dell'anti-trust

Un discorso di aperta critica che non e' piaciuto ai vertici di Pechino, a cui si sommano le perplessita' di piu' lungo corso sul settore dei pagamenti on line. Jack Ma, fondatore di Alibaba e del colosso fintech Ant Group, e' nel mirino delle autorita' finanziarie cinesi: nel giro di pochi giorni e' stato convocato a Pechino, ha visto sospesa la piu' grande Ipo di tutti i tempi, quella del colosso fin-tech da lui fondato, Ant Group, e ora deve fare i conti con le nuove linee guida anti-trust contro i gruppi cinesi di internet, che puntano ad arginare il ruolo di primo piano nei prestiti on line di piattaforme come Alipay e WeChat Pay, operate rispettivamente da Alibaba e da TenCent. Il miliardario, anche quest'anno in cima alla classifica degli uomini piu' ricchi della Cina, sta affrontando il momento piu' difficile da quando ha dato il via, nel 1999, alla sua piattaforma di e-commerce, e vede erodersi la sua popolarita' ai piani alti, e altissimi, della politica nazionale.

LE CRITICHE DI MA

Durante un forum economico a Shanghai, il 24 ottobre scorso, Ma ha pesantemente criticato il sistema bancario cinese, paragonandone il modello operativo a quello di "un monte dei pegni" per la richiesta di collaterali prima di emettere prestiti, aggiungendo che in futuro questo tipo di decisioni saranno prese sulla base dei big data. E ha avuto da ridire anche su uno dei mantra di Pechino, la prevenzione dei rischi del sistema finanziario. La sfida dell'imprenditore di Hangzhou, che ha parlato a una platea di banchieri e funzionari della regolamentazione finanziaria, si e' allargata fino a comprendere gli accordi di Basilea, fissati da "un club di vecchi", disse, e considerati una "medicina" non adatta al giovane settore finanziario cinese. Il fondatore del gigante dell'e-commerce cinese era arrivato poco dopo il fissaggio del prezzo per azione di Ant Group, in attesa della doppia quotazione sulle piazze di Shanghai e Hong Kong, destinata a diventare la piu' grande della storia, a 34,4 miliardi di euro, ma che sarebbe stata sospesa a meno 36 ore dal via: un "miracolo", l'aveva definita, impossibile fino a soli pochi anni prima, perche' per la prima volta un grande gruppo tech aveva fissato il prezzo delle proprie azioni fuori da New York.

LO STOP ALL'IPO DI ANT GROUP

Un primo riscontro alle parole di Ma sarebbe arrivato a distanza di pochi giorni, il 2 novembre scorso, quando quattro authority finanziarie cinesi (la banca centrale, l'ente di vigilanza per il settore bancario e assicurativo, quello per la regolamentazione del mercato azionario e l'amministrazione statale per i cambi) lo hanno convocato a Pechino assieme a due top manager di Ant Group - il presidente Eric Jing e il Ceo Simon Hu - per esprimere dubbi di carattere normativo sul gigante fintech. Ant Group ha promesso di seguire le raccomandazioni, ma le rassicurazioni ai vertici finanziari cinesi non sono state giudicate sufficienti, e l'indomani le Borse di Shanghai e Hong Kong hanno comunicato la sospensione dell'Ipo. Gia' nei giorni precedenti, gli esperti finanziari cinesi avevano criticato colossi come il braccio fintech di Alibaba per essersi avvantaggiati della mancanza di regolamentazioni e per essere entrate in "competizione scorretta" con le istituzioni finanziarie, arrivando a violare i diritti dei consumatori. 

XI VS MA

Dietro la sospensione della doppia quotazione, secondo fonti al corrente della questione citate dal Financial Times, ci sarebbe lo stesso presidente cinese, Xi Jinping. Ma in realta' aveva vantato uno stretto legame, fin da quando Xi era stato, tra il 2002 e il 2007, segretario del Partito Comunista nello Zhejiang, la provincia orientale cinese dove si trova Hangzhou, e dove ha sede Alibaba. In sostanza, Jack Ma ha peccato di arroganza e a Pechino avrebbero deciso di mettere Ant al guinzaglio. Lo stesso piano di creare una valuta digitale e un sistema di pagamenti elettronici sarebbe stato una risposta, almeno parziale, alle preoccupazioni sollevate da Alipay e da WeChat Pay, che gestiscono una larga fetta delle transazioni digitali, facendo concorrenza al sistema bancario senza obbedire alle stesse regole. Lo scenario, per i giganti di internet, e' destinato a cambiare con le linee guida anti-trust, che potrebbero ridurne il raggio d'azione e che hanno ottenuto come primo effetto di fare crollare alla Borsa di Hong Kong i titoli di colossi come Alibaba, TenCent, Jd e Meituan.

JACK MA VERSO IL (VERO) RITIRO?

Lo scorso anno, Jack Ma aveva annunciato il ritiro dalla guida del gigante dell'e-commerce da lui fondato nel 1999, Alibaba, e dall'inizio di ottobre scorso aveva abbandonato anche il posto nel consiglio di amministrazione del gruppo, mantenendo solo quello tra i 38 membri della Alibaba Partnership, altro organo di governo del gruppo da lui fondato. Ex insegnante di inglese, Ma ha costruito un impero sulle vendite on line assieme al socio Joe Tsai, e ha infranto i record di Wall Street, con l'Ipo da 25 miliardi di dollari di Alibaba nel settembre 2014. Quella di Ant Group avrebbe superato anche l'offerta pubblica iniziale del gigante del greggio Saudi Aramco, a 29,4 miliardi di dollari, ma per ora e' tutto sospeso. Il problema del suo ritiro dalla guida di Alibaba e Ant Group e' che non sarebbe mai stato realmente tale. Il volto dell'e-commerce cinese avrebbe continuato a indicare le direzioni da prendere anche dopo l'annuncio dello scorso anno, quando passo' il timone di Alibaba a Daniel Zhang: "Una mente analitica senza paragoni", lo defini', a cui affidare la gestione della sua creatura. Il discorso pronunciato il mese scorso a Shanghai ha, pero', fatto infuriare gli enti di regolamentazione del settore finanziario cinese, secondo un ex dirigente dell'authority del mercato azionario cinese citato in forma anonima dal quotidiano della city. "Avrebbe dovuto essere piu' intelligente", e' stato il commento. Ora, Ma potrebbe affrontare il rischio di dovere davvero uscire di scena. 

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