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Esteri
Cina più forte con l'intelligenza artificiale. Il report che allarma gli Usa

Missili ipersonici, armi elettromagnetiche, droni sottomarini. E soprattutto intelligenza artificiale. La Cina continua a potenziarsi a livello militare. E lo fa puntando tutto su tecnologia e innovazione, campi nei quali già da tempo Pechino eccelle. In alcuni settori, in particolare l'intelligenza artificiale, ha anche già sorpassato Washington. Ironia della sorte, talvolta lo fa anche grazie all'aiuto indiretto degli stessi Stati Uniti, in particolare sfruttando attrezzature importate proprio da aziende americane. Altro che decoupling tecnologico, insomma, Cina e Usa sono ancora intersecate molto più di quanto non si pensi. Tanto che talvolta l'ammodernamento militare cinese avviene sfruttando componentistica statunitense.

Come detto, il campo nel quale la Cina sta facendo passi da gigante è quello dell'intelligenza artificiale. L'Esercito Popolare di Liberazione Cinese sta sviluppando le sue capacità utilizzando l'intelligenza artificiale. Un dettagliato report del Center for Security and Emerging Technology (CSET) mostra come quello che fino a dieci anni fa avrebbe potuto essere considerato fantascienza oggi sta diventando realtà, con applicazioni inedite e innovative dell'I.A. in campo militare. Il report ha preso in esame 343 contratti di attrezzature legate all'AI, parte di un campione più ampio di oltre 66 mila operazioni di approvvigionamento pubblicate dalle unità dell'Esercito popolare di liberazione e dalle imprese statali della difesa nel 2020.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COSI' LA CINA STA RAFFORZANDO IL SUO ESERCITO

Il rapporto identifica i fornitori chiave dell'industria della difesa I.A., evidenzia le lacune nelle politiche di controllo delle esportazioni degli Stati Uniti e contestualizza gli investimenti I.A. dell'esercito cinese all'interno della più ampia strategia della Cina per competere con gli Stati Uniti. I risultati del report hanno fatto suonare qualche campanella d'allarme al Pentagono.  I leader militari cinesi stanno già acquistando sistemi e attrezzature legate all'IA per prepararsi alla guerra "intelligente", con una spesa di più di 1,6 miliardi di dollari ogni anno per sistemi ed equipaggiamenti legati all'I.A.. Per ora, secondo il report, l'esercito sembra utilizzare queste tecnologie in particolare per l'analisi dell'intelligence e la manutenzione predittiva. Ma in alcuni laboratori si starebbe lavorando anche sul riconoscimento dei bersagli basato sull'A.I. e sullo sviluppo di armi letali.

L'esercito di Pechino spera di utilizzare l'A.I. per generare vantaggi asimmetrici nei confronti degli Stati Uniti. Il focus è quello di costruire e sviluppare veicoli autonomi e sistemi di sorveglianza a livello marittimo, settore nel quale Washington ha storicamente un grande vantaggio strategico e militare. A fine luglio, per esempio, è stato messo a punto un drone sottomarino in grado di mantenere una velocità elevata anche sott'acqua. Durante un volo di prova di 90 secondi, il drone di un chilogrammo e mezzo è rimasto intatto dopo essersi immerso ed essere emerso dall'acqua per sette volte.

La Cina punta molto anche sulla celeberrisima fusione tra civile e militare, che aiuta Pechino ad acquisire tecnologie utili al suo sviluppo nel settore. E, attenzione, solo 273 fornitori di equipaggiamento individuati dallo studio sono inclusi nei regimi di sanzioni e controllo degli Stati Uniti. Il Pentagono osserva con attenzione, visti anche i recenti sviluppi sul lancio del missile ipersonico durante l'estate. Nelle scorse settimane, invece, un aereo senza pilota è stato abbattuto da un potente impulso elettromagnetico mentre si trovava a circa 1500 metri sopra il livello del mare durante un esperimento del China Eletronics Technology Group. Gli scienziati cinesi, secondo il South China Morning Post, starebbero lavorando alla creazione di un'arma elettromagnetica da 80 gigawatt.

Il campo dell'intelligenza artificiale è ritenuto cruciale. "La Cina ha già vinto la battaglia sull'intelligenza artificiale e tra 15-20 anni non avremo alcuna possibilità di competere", ha dichiarato poche settimane fa Nicolas Chaillan, il responsabile software del Pentagono che si è da poco dimesso per protestare contro la lentezza della trasformazione tecnologica dell'esercito americano. Pechino è sempre più forte, anche a livello militare.

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