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Esteri
Cina, Xi smantella i controlli anti Covid. Ma ora si temono milioni di contagi

Covid, la Cina cambia completamente approccio: ma ora rischia un boom di contagi e vittime

La Cina sta smontando pezzo dopo pezzo l'immensa macchina delle restrizioni anti Covid. Ma ora una larga parte del suo miliardo e mezzo circa di popolazione teme una riapertura troppo ampia e troppo rapida, con possibili conseguenze rilevanti sul sistema sanitario di un paese che è ancora in parziale ritardo sull'immunizzazione delle sue fasce più deboli. Senza contare che la bassa esposizione al virus degli ultimi anni crea forse maggiori problemi sia dal punto di vista virale che proprio culturale, con lo stigma sociale e il timore del contagio che ancora potrebbe condizionare nel futuro prossimo.

Il sistema sanitario è già in difficoltà, nonostante in diverse città ampie fette della popolazione continuino a restare a casa nonostante la fine dei lockdown. Nella città centrale di Wuhan, epicentro dell'epidemia di Covid-19 in Cina all'inizio del 2020, il 1° dicembre le autorità hanno pubblicato un elenco di 42 cliniche per la febbre, ma alcune di esse hanno chiuso solo un paio di giorni dopo a causa del numero eccessivo di pazienti e personale infetti.

Secondo la nona versione delle linee guida per la diagnosi e il trattamento del Covid-19, emanate a marzo dalla Commissione nazionale per la salute, gli ospedali sono tenuti a trattare i pazienti con casi sospetti in stanze singole in attesa dei risultati dei test sugli acidi nucleici e a porre i pazienti con infezione confermata in quarantena centralizzata o a inviarli in ospedali designati. Ma in realtà, spiega il media cinese Caixin, queste misure non riescono a tenere il passo con il numero crescente di infezioni. Diversi ospedali sarebbero gravemente carenti di personale.

I problemi su ospedali e medicine

Ci sono anche altre ombre. La stragrande maggioranza dei pazienti affetti da Covid presenta sintomi lievi, ma dato l'enorme numero di casi totali, è possibile che si verifichi un elevato numero di casi gravi, con conseguente carenza di risorse mediche con sovraffollamento degli ospedali e carenza di medicinali. Un'altra difficoltà che affligge gli ospedali è come separare i pazienti affetti da Covid da quelli non affetti da Covid, il che comporta una maggiore richiesta di manodopera, risorse e strutture.

Nonostante gli appelli dei media statali e degli esperti sanitari affinché le persone si curino da sole e si riprendano a casa, molti cittadini - timorosi del virus dopo tre anni di propaganda che lo ha dipinto come pericoloso - stanno affollando gli ospedali. Alcune strutture faticano a trovare personale sufficiente e altre sospendono i trattamenti non legati al Covid.

C'è anche chi parla di un certo scompiglio scatenato dalla rapida inversione di rotta del governo su tre anni di Covid Zero arriva mentre le temperature sotto lo zero vedono il virus correre tra la popolazione e gli anziani cinesi rimangono sotto-vaccinati, sollevando preoccupazioni sul fatto che il cambiamento del Paese sia avvenuto troppo rapidamente e con poca preparazione. L'infrastruttura di controllo del governo continua a essere smantellata a ritmo serrato: dalle prossime ore eliminata un'applicazione nazionale per cellulari utilizzata in precedenza per tracciare la cronologia dei viaggi delle persone. 

Un tentativo di spingere l'economia, nella migliore prospettiva, ma anche il rischio di milioni di contagi e un aumento esponenziale dei morti nella prospettiva peggiore. La Cina ha cambiato partita, ma il gioco resta comunque pericoloso.
 

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