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Esteri
Cosa c'è dietro l'invasione russa dell'Ucraina? Putin spiegato dai giapponesi

I media si focalizzano sulla cronaca ma non mostrano le motivazioni dietro la guerra. Ecco perché: la cultura “eurasiatica” diffusa in Russia


Cosa c'è dietro l'invasione russa dell'Ucraina? Non tutti i media del mondo ripetono che questo è un attacco all’Europa e non tutti trattano l’assalto russo come i mezzi dell’intrattenimento a cui ci siamo abituati in Occidente. L'atteggiamento dei media giapponesi ne è un esempio: c’è la massima condanna verso Putin ma si cerca di capirne davvero le ragioni, al fine di diffondere tra le masse la consapevolezza di come si debba evitare l’escalation e un inasprimento del conflitto.

Non seguono i clichè del circo mediatico che ha sempre il “mostro” di turno da linciare e contro cui inscenare un melodramma: prima c’erano i No Vax, ora è il turno dei russi, chissà domani a chi tocca. La società dello spettacolo non ha una presa totale sulle élite giapponesi. E il contesto intellettuale nipponico è ancora di alto profilo e molto rispettato nei mezzi di comunicazione.
Ne è un esempio l’intervista di oggi di Lo Yomiuri Shimbun, a cura di dello scrittore Ryoichi Matsumoto, al professor di letteratura russa Ikuo Kameyama, presidente dell'Università di Studi Esteri di Nagoya sul prestigioso quotidiano The Japan News. Ikuo Kameyama, pur profondo conoscitore della cultura russa, nel 2014 intervistò l'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov e rimase sorpreso dalle parole dell’ex leader sulla Crimea.


Cosa c'è dietro l'invasione russa dell'Ucraina? Putin umiliato nel 2014

All’attacco fatto all’Ucraina il primo ricordo che è venuto in mente al professor Kameyama è stata l'ultima giornata delle Olimpiadi di Sochi 2014. Quel giorno stava partecipando alla cerimonia di chiusura proprio come il presidente Vladimir Putin, quando si verificarono disordini politici in Ucraina e il governo filo-russo crollò, con il presidente ucraino Viktor Yanukovich costretto a fuggire da Kiev.
“Putin deve essersi sentito umiliato da quanto accaduto, perdendo la faccia in un momento in cui la Russia era di nuovo al centro della scena, quando avrebbe dovuto mostrare al mondo che la sua nazione era tornata (post Unione Sovietica, ndr)”, spiega Kameyama. C’è’ l’identità russa e l'orgoglio personale di Putin nell'ultima invasione in Ucraina, non solo l'identità della Russia come nazione che si oppone all'espansione verso Est dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico.

Bisogna capire la Russia per comprendere le mosse di Putin e l'Occidente non sembra in grado di farlo. Occorre considerare l'avvento nella cultura di massa russa del neo-Eurasiatismo: quella cultura nata in contrapposizione alla cultura sovietica, tanto che oggi in Russia è idea diffusa tanto tra la classe intellettuale quanto tra la gente comune, che la civiltà russa non sia né europea né asiatica, ma per l'appunto "eurasiatica".
Con la fine dell'Unione Sovietica, Putin ha usato il neo-eurasiatismo come base di una nuova identità nazionale. La Russia è sola in questo percorso. “Questa posizione, che cerca di ricostruire una sfera di civiltà centrata sulla Russia, conclude che Russia e Ucraina, che appartenevano entrambe all'ex Unione Sovietica, sono ‘paesi fratelli’ inseparabili e che la Russia non accetterà mai l'adesione dell'Ucraina alla NATO”, racconta Kameyama.

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