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Esteri
Covid-19, idrossiclorochina e antipertensivi: gli autori ritrattano gli studi

Covid-19: lo studio contro la idrossiclorochina è, a detta degli autori, una ‘bufala'

Un personaggio della politica italiana dei tempi passati, Giulio Andreotti, era solito dire 'a pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina’. Mai frase è stata adeguata allo studio sulla pericolosità della idrossiclorochina nella cura al Coronavirus  che la prestigiosa rivista Lancet aveva pubblicato un mese fa.

Lo studio aveva di fatto bloccato tutti i ’sogni di gloria’ come futura cura contro il Covid 19 del vecchio farmaco contro la malaria tanto amato da Donald Trump. Così amato da diventarne un utilizzatore in via precauzionale e soprattutto da averne ordinato per gli Stati Uniti ben 30 milioni di dosi. Da Anthony Fauci a scendere tutta la comunità scientifica è stata pronta a gridare ‘lo avevamo detto’.

Un sospiro di sollievo anche da parte di tutti i centri di ricerca impegnati nella ricerca del vaccino miracoloso sia dal punto di vista sanitario che economico.

COVID E FARMACI ANTIPERTENSIVI, ALTRO STUDIO RITIRATO

 La rivista scientifica 'New England Journal of Medicine' ha invece ritirato lo studio, basato su dati forniti dall'azienda Usa Surgisphere, sull'impiego di comuni medicinali antipertensivi nei pazienti con infezione da coronavirus Sars-CoV-2. Anche questo lavoro, come quello apparso su Lancet sull'idrossiclorochina, è stato ritrattato su richiesta degli autori. "Non siamo più in grado di garantire l'attendibilità delle fonti dei dati", hanno spiegato scusandosi con i lettori e ritirando le firme.  

Nello studio si dubitava dei reali benefici del farmaco,( disponibile e supereconomico) contro il Covid 19 e soprattutto gli si attribuiva una maggior mortalità sui pazienti.L’apparente forza dello studio e il prestigio della rivista Lancet avevano portato l’OMS ha sospendere temporaneamente il farmaco. 

Poi l’inizio del giallo. Un gruppo di oltre 100 ricercatori, medici, biochimici hanno messo in dubbio la validità dello studio. 'Sarebbe pieno di errori ed omissioni-hanno detto i medici- e necessiterebbe di una validazione da parte di una commissione Indipendente dell'OMS'.Lo stesso Direttore del Programma contro la Malaria dell’OMS ,Pedro Alonso, aveva, sorprendentemente, dichiarato che lo studio contro il farmaco presentava molti errori. Tra questi l’utilizzo di dosi più alte di 100 milligrammi rispetto alle dosi raccomandate, la non comunicazione del trattamento dei dati e poche informazioni sugli ospedali da dove provenissero i dati.

Insomma una forte ed improvvisa bordata allo studio che però deve aver colto nel segno perchè dopo poco la stessa rivista Lancet ha comunicato che tre dei quattro autori dello studio ‘incriminato’ hanno chiesto di ritrattare l’articolo.

‘Non possiamo continuare a garantire la veridicità delle fonti primarie dello studio’ hanno scritto a Lancet i tre autori che hanno accusato il quarto autore, Sapan Desa, responsabile della Compagnia che ha raccolto i dati,  di non volerli rendere pubblici.

I tre studiosi, Frank Ruschitzka, Amit Patel e Mandeep Mehra hanno confermato che’ dopo la pubblicazione del nostro articolo, sono emerse molte preoccupazioni sulla veridicità dei dati e delle analisi fatte da Surgi sfere Corporation e dal suo fondatore’.

‘Surgisphere-hanno ribadito i tre ricercatori-non ha voluto trasferire il complesso degli interi dati, i contratti dei clienti e l’informazione completa sulle analisi fatte in quanto ciò violerebbe i requisiti di riservatezza’.

‘Per questo-hanno concluso i tre autori-non possiamo dimenticare la responsabilità che teniamo come ricercatori nel garantire scrupolosamente, e al nostro standard, i dati e le fonti.Vista la situazione che si è creata non possiamo confermare la veridicità delle fonti sui dati primari. Per questo chiediamo scusa all’editore di Lancet e a tutti i lettori per la vergogna o gli inconvenienti che tutto questo puo’ aver causato’.

Un giallo che la dice lunga su quanti interessi stiano girando sulla cura e il vaccino per il Coronavirus. Un vaccino di questa portata non puo’ certamente essere né disponibile subito e neppure a buon mercato. Chi ci guadagnerebbe?

 

  

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