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Olimpiadi Invernali, la Cina ora è lontana. Xi-Putin lanciano il nuovo ordine

Giochi Olimpici Invernali Pechino 2022: il messaggio della Cina al mondo

L'illusione è finita. Cina e occidente sono molto più lontani di quanto non lo fossero nel 2008. Chi lo avrebbe detto, quando 14 anni fa l'avveneristico stadio nazionale, ribattezzato "Nido d'uccello", ospitò una delle cerimonie di inaugurazione più sontuose che la storia dei Giochi Olimpici ricordino. Zhang Yimou, regista dell'evento nonché grande maestro del cinema cinese, seppe restituire tutto il valore di una storia lunga cinquemila anni che era tornata a mettersi in moto. 

Il mondo occidentale era in preda alla crisi finanziaria e ancora non aveva elaborato il lutto dell'attacco dell'11 settembre 2001. La Cina era percepita soprattutto come una grande opportunità. Di investimenti, di scambi commerciali, di denaro fresco. Un nuovo mercato, immenso, che poteva rappresentare un'ancora di salvezza. E un paese-continente che, si pensava, potrebbe essere spinto a una maggiore integrazione nel sistema globale dopo aver ospitato i Giochi Olimpici.

Le cose sono andate diversamente. Molto diversamente. Proprio quei due passaggi chiave, l'11 settembre 2001 e la crisi finanziaria del 2008, hanno semmai rappresentato una spinta per Pechino nel credere ancora di più nelle proprie potenzialità e nel convincersi che il modello occidentale fosse in fase di decadenza. Cosa ribadita ancora oggi, per esempio facendo riferimento alla gestione della pandemia di Covid-19. 

Dalla Cina che si apre al mondo alla Cina che si sente leader

La Cina è convinta che la sua strategia "zero Covid" sia il più evidente segno di superiorità del suo sistema politico e statale nei confronti di un mondo occidentale che ha fatto registrare numeri infinitamente più alti di contagi e vittime. Simbolo, sempre nella prospettiva di Pechino, della superiorità del sistema politico cinese dominato dal Partito comunista e dalla figura del presidente Xi Jinping.

Nel 2008 Xi era ancora di là da essere conosciuto in occidente, mentre in Cina si stava costruendo la strada verso la leadership a suon di campagne anti corruzione  e risoluzione di questioni intricate a livello locale. Oggi è forse il personaggio politico più potente al mondo, anche perché nel 2018 è stato eliminato il vincolo ai due mandati. 

Se i Giochi Olimpici di Pechino 2008 rappresentavano il ritorno della Cina sul palcoscenico globale, i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 restituiscono un sentimento diverso. La Cina non vuole essere un "vassallo" del modello americano, ma leader del suo modello alternativo. Un modello esplicitato attraverso diversi progetti, a partire da quello della Belt and Road Initiative, o Via dela Seta, che nel 2019 ha toccato anche l'Italia con la firma del memorandum of understanding da parte del governo Conte I al cospetto dello stesso Xi.

Ora l'occidente non si illude più di poter "cambiare" la Cina, perché la Cina non vuole essere cambiata e anzi si sente ora in una posizione di forza. Anche se la realtà dice che è più isolata di 14 anni fa. Quantomeno a livello diplomatico, con gli Stati Uniti entrati in modalità di confronto già dal secondo mandato presidenziale di Barack Obama, un Regno Unito post Brexit totalmente allineato a Washington e un'Europa sempre più scettica nei confronti di Pechino. Per non parlare dei problemi con il vicinato, dal Giappone all'India per arrivare all'Australia. Senza menzionare Taiwan.

Lo spettacolo olimpico di Pechino è allora molto più chiuso e disilluso rispetto a quello del 2008. Il motto "insieme per un futuro condiviso" rimanda a una delle frasi ricorrenti di Xi, un mondo nel quale il pragmatismo possa essere al primo posto e non si politicizzi una serie di questioni scomode per Pechino, a partire da quella dei diritti umani.

Giochi Olimpici Invernali Pechino 2022, Putin incontra Xi per "resistere" agli Usa. Gli accordi sul gas preoccupano l'Ue

Sul palcoscenico insieme a Xi, però, sale anche Vladimir Putin. Il presidente russo è il secondo leader straniero a incontrare faccia a faccia Xi dopo l'inizio della pandemia di Covid-19 (il primo era stato il primo ministro cambogiano Hun Sen il 5 febbraio 2020). E lo fa in un momento per niente banale, al culmine delle tensioni sull'Ucraina e il Pentagono che dice di temere un'invasione della Russia.

Insieme a Putin anche il CEO di Rosneft, Igor Sechin, e il ministro dell'Energia, Nikolai Shulginov. Il che suggerisce che saranno ancora le forniture di gas il tema centrale. Si attende l'annuncio dell'accordo sul Power of Siberia 2, un secondo gasdotto che collegherà Russia e Cina e che preoccupa l'Europa, visto che attingerà a riserve siberiane solitamente destinate al mercato del Vecchio Continente.

Ma la composizione del team cinese (che include Ding Xuexiang, astro nascente del Pcc e capo dell'Ufficio del comitato centrale), d'altro canto, ricorda come l'incontro tra i due leader abbia parimenti un forte significato politico. D'altronde i due leader hanno riconosciuto che il livello dei rapporti è al loro "massimo storico". Quanto sia un rapporto d'amore o di convenienza viste le reciproche ostilità con l'occidente non è dato sapere, ma è chiaro che la partnership assomiglia sempre di più a un'alleanza.

La cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 è pronta per cominciare, sempre al Nido d'uccello. E sempre con Zhang Yimou alla regia. Tutto il resto però non è più lo stesso.

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