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Esteri
Guerra Ucraina, Del Ponte: "Putin è un criminale, subito mandato di cattura"

Guerra Russia Ucraina, Del Ponte: "Il primo responsabile del conflitto è Putin e con lui tutti i politici e militari con incarichi di responsabilità" 

"Putin è un criminale. Mi auguro che un mandato di arresto nei suoi confronti venga emesso il prima possibile; sparare contro i corridoi umanitari in Ucraina è un delitto contro l'umanità". Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano Repubblica, Carla Del Ponte, ex procuratore generale svizzero e ex chief prosecutor del Tribunale dell’Aja per l’ex Jugoslavia.

“So che il procuratore della Corte penale internazionale ha aperto un’inchiesta per i crimini di guerra e contro l’umanità che sono stati commessi e si commettono tuttora durante il conflitto in Ucraina. Le prove permetteranno non solo di stabilire quali e quanti ne sono stati commessi, ma anche di identificare gli autori. Ma il primo responsabile è sicuramente il presidente Putin. E con lui tutti i politici e i militari con incarichi di responsabilità. Il problema è che l’inchiesta dev’essere condotta velocemente affinchè si possa emanare un atto d’accusa e ottenere un mandato di arresto internazionale contro gli accusati”, ha spiegato Del Ponte. "Questo - ha precisato l'ex procuratrice - non vuol dire che sarà arrestato. Però gli sarà impossibile uscire dal suo Paese e questo sarebbe già un importante segnale di pubblicità negativa nei suoi confronti". 

Tra i capi d'accusa, anche "l'uso di armi proibite" dalla Convenzione di Ginevra, come le bombe a grappolo usate dai russi contro i civili, e naturalmente sparare contro i corridoi umanitari. Anche in questo caso, così come per gli strupri commessi dai soldati russi, ha detto Del Ponte, siamo "di fronte a un crimine di guerra e a un crimine contro l'umanità". "Ci vorrà tempo". Ma per i crimini di guerra e contro l'umanità, l'aggressione e il genocidio - rassicura Del Ponte - non c'è prescirzione.

L'esercito russo ormai è a Kiev. I civili, uccisi e seppelliti nelle fosse comuni, non si contano più. Ma l’indagine dell’Aja non è ritardo. "Giustamente è partita pochi giorni dopo i primi crimini, ha precisato Del Ponte, perchè sin dall’inizio sono stati intenzionalmente uccisi dei civili. Quello che non avrei voluto mai più vedere sono le fosse comuni. Intanto perchè non tutti sono stati identificati e sicuramente non è stata accertata la causa di morte, cioè i due elementi indispensabili per l’inchiesta. E non basta di certo che siano stati chiusi in sacchi di plastica", ha detto Del Ponte. 

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