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Esteri
Israele, raid su un ospedale di Gaza: almeno 500 morti
Gaza

Hamas, 'almeno 500 morti' in raid su ospedale a Gaza

Secondo Hamas, i morti nel bombardamento israealiano dell'Al-Ahli Arabi Baptist Hospital di Gaza City sono 'almeno 500'. Lo scrive il Guardian. 

"Mille bimbi morti sotto le bombe a Gaza"

E' morto Evitar Moshe Kipnis, uno dei tre italo-israeliani di cui non si avevano più notizie dall'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. Lo apprende l'Ansa da fonti locali. Con lui era scomparsa anche la moglie Liliach Le Havron dal kibbutz di Beeri, dove sono stati trovati 108 cadaveri. Evitar Moshe Kipnis è stato identificato tra le vittime in base all'esame del Dna. Non ci sono conferme sulla sorte della moglie. 

Israele: "L'obiettivo? Potrebbe non essere l'invasione via terra di Gaza". Biden atteso a Gerusalemme

L'esercito israeliano si sta preparando per le prossime tappe nella guerra contro Hamas ma i piani potrebbero essere diversi dall'attesa invasione via terra della Striscia. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hecht: "Ci stiamo preparando - ha spiegato in un briefing con i giornalisti - ma non abbiamo detto quali piani saranno. Tutti parlano dell'offensiva di terra. Potrebbe essere qualcosa di diverso".

Nel frattempo c'è stata un’altra uccisione mirata: le forze di difesa israeliane Idf e lo Shin Bet hanno annunciato l’eliminazione di Asma al-Mazini, capo del Consiglio della Shura di Hamas, durante le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. La Shura rappresenta il Consiglio dell’organizzazione: vi fanno parte una cinquantina di membri ed è composta dalle figure religiose di spicco del movimento. In precedenza era stata comunicata anche l’uccisione del capo dell’intelligence di Hamas. Morti anche tra i civili, denunciano fonti palestinesi: almeno 54 per i raid aerei nel sud della Striscia.

LEGGI ANCHE: Hamas, ucciso il capo dell'intelligence. Oms: "aiuti a Gaza entro 24h"

Sul piano diplomatico, Israele e Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa su un piano di aiuti umanitari per i palestinesi. E subito dopo è stato annunciato ufficialmente il viaggio di Biden domani in Israele, dove vedrà Netanyahu. Ma nella sua missione il presidente americano incontrerà anche re Abdallah di Giordania e il presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen. 

Capo intelligence militare Israele ammette: 'Ho fallito' 


''L'intelligence sotto il mio comando ha fallito e non ha dato un preavviso dell'attacco terroristico di Hamas. Non siamo stati all'altezza della nostra missione piu' importante. Come capo dell'intelligence, mi assumo piena responsabilita' '': lo ha affemato oggi il capo dell'intelligence militare, il generale Aharon Haliva. ''In futuro indagheremo a fondo. Ora tutti i nostri occhi sono puntati su una unica missione: passare alla guerra, e vincere''. 

Save the Children, 1000 bambini morti sotto le bombe a Gaza

L'organizzazione Save the Children ha reso noto che più di 1.000 bambini sono morti a causa dei bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza degli ultimi 11 giorni, circa, uno ogni 15 minuti. Il numero dei minori morti rappresenta circa un terzo del numero totale delle vittime. "Il tempo sta scadendo per i bimbi di Gaza", ha detto in una nota il direttore dell'organizzazione Jason Lee. "Oggi è prevista la riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu: è necessario un cessate il fuoco per salvare la loro vita. Senza la fine dei combattimenti la vita di migliaia di bambini è appesa a un filo".

Netanyahu, nei prossimi giorni colpiremo Gaza con forza

"Il combattimento sarà condotto nei prossimi giorni con grande forza" a Gaza. Lo ha detto ai soldati il premier israeliano Benyamin Netanyahu in visita ad una base, nel sud del Paese, della Sayeret Matkal, l'unità di forze speciali dell'esercito.


Cina sempre più critica con Israele e sempre più filo-islamica

La Cina si sbilancia sulla Palestina: apertura ai Paesi arabi in attesa dell’arrivo di Putin. La posizione cinese sul conflitto in corso in Medio Oriente è sempre più ambigua: da un lato la dichiarata neutralità, dall’altro il sostegno ai Paesi islamici nel rafforzare il coordinamento sulla questione palestinese.

Più passano i giorni e più la sbandierata neutralità cinese sul conflitto in corso in Medio Oriente vacilla, mettendo in luce da una parte i limiti e le difficoltà della diplomazia di Pechino di giocare un ruolo di “equo pacificatore” nella regione, dall’altra segnalando la volontà di sostenere sempre più marcatamente una parte: critiche a Israele in aumento, sostegno ai Paesi islamici nel rafforzare l'unità e il coordinamento sulla questione palestinese.

Guerra Israele-Hamas, la Turchia spinge per mediare: "Gli Stati terzi siano garanti"

La Turchia intensifica gli sforzi per mediare nel conflitto tra Israele e Hamas ed è pronta a proporre un piano che eviti una escalation nella Striscia di Gaza. Ieri sera il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha incontrato il leader politico di Hamas, Ismail Haniye. Un incontro preceduto di poche ore da una telefonata tra il presidente Recep Tayyip Erdogan e il collega iraniano Ibrahim Raisi, capo del governo di un Paese che garantisce sostegno all'organizzazione terroristica responsabile per l'attacco ai civili israeliani del 7 ottobre. "In questo momento abbiamo due priorità: la protezione dei civili, il loro diritto ad accedere ad aiuti umanitari e la ricerca di una soluzione duratura al problema tra Israele e Palestina. Una soluzione che non può prescindere da un cessate il fuoco", ha detto Fidan alla stampa.
Ankara punta ora al coinvolgimento di Stati terzi, potenze occidentali incluse, che fungano da garanti per entrambe le parti coinvolte. "Quello che proponiamo è un modello basato sul ruolo dei garanti. E' chiaro a tutti che questo conflitto non può essere lasciato nelle mani di israeliani e palestinesi. La comunità internazionale deve essere messa nella posizione di spingere affinchè Israele garantisca la formazione di uno Stato palestinese. Un progetto cui devono lavorare tutti: Lega Araba, Organizzazione per la cooperazione islamica e occidente", ha dichiarato Fidan, che ha poi annunciato che i contatti per coinvolgere altri attori sono già in corso. La Turchia, che non considera Hamas una organizzazione terroristica e 'ospita' sul proprio territorio alcuni leader del movimento tra cui lo stesso capo politico Haniye, si propone come garante per i palestinesi.

Guerra, l'artiglieria di Israele bombarda il Sud del Libano

Nel frattempo è stato messo a ferro e fuoco anche il Sud del Libano, a ridosso della Linea Blu di demarcazione tra i due Paesi, nei pressi di Kfar Kila, di fronte alla cittadina israeliana di Metulla, in risposta a un attacco di razzi anti-carro lanciato dal Sud del Libano sul centro abitato di Metulla. L'insediamento israeliano di Metulla è stato infatti colpito da proiettili sparati dal Sud del Libano.

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