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Esteri
Putin come Franco nel 1936: le Brigate Internazionali per difendere l'Ucraina

Putin contro tutti: la storia si ripete

Con l'invasione dell'Ucraina, Vladimir Putin ha davvero riportato la storia indietro di un secolo. In risposta all'appello del presidente Volodymyr Zelensky si stanno riformando le Brigate Internazionali, eredi di quelle che nel 1936 si recarono in Spagna per combattere il dittatore fascista Francisco Franco. La previsione di Nathalie Tocci (direttrice dell'Istituto Affari Internazionali) in questa intervista ad affaritaliani.it si sta avverando: col passare delle ore, la capacità degli ucraini di resistere a uno degli eserciti più potenti del mondo, nonostante la netta inferiorità numerica, sta galvanizzando i combattenti. Nelle ultime ore, oltre 100.000 civili (molti dei quali riservisti) si sono uniti all'esercito ucraino, per collaborare nella reazione all'aggressione russa.

Milizie volontarie contro l'invasore russo

A lungo termine, però, l'aiuto internazionale sarà fondamentale, altrimenti la Russia finirà senza dubbio col prevalere. Per questo, oltre agli armamenti in arrivo da vari Paesi (Italia compresa) serve anche qualcuno che li sappia usare. Le nuove Brigate Internazionali hanno trovato subito l'adesione dell'Inghilterra, dove la ministra degli Esteri Liz Truss ha dato la sua benedizione ai volontati che volessero recarsi chi sta lottando “per la libertà e la democrazia, non solo per l'Ucraina ma per l'intera Europa”. Analogo via libera è arrivato dalla Premier danese Mette Fredriksen, mentre in Israele l'ambasciata ucraina sta reclutando volontari anche grazie a Facebook.

Le Brigate Internazionali nella Guerra Civile di Spagna

Più volte accostato ad Adolf Hilter, ora Putin si ritrova nel solco di un altro infausto protagonista del Novecento: il “Caudillo” Francisco Franco, dittatore della Spagna dal golpe militare del 1939 fino alla sua morte nel 1975. Le Brigate Internazionali di allora furono milizie antifasciste formate da combattenti di tutto il mondo (in prevalenza europei, ma anche cubani, cinesi e arabi). Nella forza multinazionale non mancava la componente italiana, che annoverava tra le proprie fila Pietro Nenni, Luigi Longo, Giovanni Pesce, Pietro Pajetta e Palmiro Togliatti. Dal resto del mondo arrivarono tanti altri personaggi molto noti, come lo scrittore inglese George Orwell, il poeta britannico John Cornford (nipote di Charles Darwin), il francese André Malraux, il franco-rumeno e l'intellettuale cubano Pablo de la Torriente Brau, caduto in battaglia dopo aver lasciato il motto "Per noi, oggi, il concetto di Patria è Universale". Purtroppo, la lezione della storia pare tutt'altro che assimilata.

 

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